Lo sforzo diplomatico per arrivare alla fine della guerra in Ucraina registra nuovi, seppur fragili, segnali di apertura. Da una parte Kiev ribadisce la disponibilità a tornare al tavolo del confronto, dall’altra Mosca parla di una possibile ripresa dei negoziati con la partecipazione degli Stati Uniti. Ma sul terreno la realtà resta drammatica: il conflitto continua a colpire e nelle ultime ore un episodio inquietante ha riportato l’attenzione sulla vulnerabilità dei vertici ucraini.
Il premier norvegese Jonas Gahr Store ha rivelato che l’aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato quasi coinvolto in un attacco mentre lasciava la Moldavia diretto a Oslo, dove era atteso per i funerali del re Harald V. Una circostanza che, secondo il leader norvegese, fotografa perfettamente la situazione ancora aperta sul fronte orientale. “È stato quasi colpito da un drone” ha raccontato Store, aggiungendo poi una frase che sintetizza la drammatica quotidianità del conflitto: “questa è la realtà con cui si deve confrontare”.
L’attacco al confine tra Ucraina e Moldavia e il mistero sul volo di Zelensky
La rivelazione del premier norvegese è arrivata dopo la denuncia delle autorità ucraine su una notte di attacchi russi con droni proprio nell’area di confine tra Ucraina e Moldavia. Nel mirino è finito il valico stradale di Starokozache, dove il raid avrebbe provocato due morti e tre feriti.
Resta ancora da chiarire se vi sia un collegamento diretto tra quell’attacco e l’episodio che ha coinvolto l’aereo presidenziale ucraino. L’eventuale coincidenza, però, evidenzia ancora una volta come anche i momenti diplomatici siano condizionati dalla prosecuzione delle operazioni militari.
La giornata aveva comunque lasciato spazio a segnali politici inattesi. Zelensky ha infatti ribadito la propria disponibilità a valutare un accordo, mentre il Cremlino ha espresso pubblicamente la volontà di riaprire il canale negoziale con Kiev e Washington.
“C’è una volontà politica comune di riprendere i negoziati trilaterali. Speriamo in un futuro prossimo” ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, secondo cui una possibile tabella di marcia per la risoluzione del conflitto potrebbe prendere forma nelle prossime settimane.
Sulla stessa linea anche il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, che ha confermato l’esistenza di contatti in corso e ha ipotizzato un nuovo incontro ad Abu Dhabi per riaprire il confronto.


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