La possibilità di una guerra tra la Russia e i Paesi europei entro un anno divide profondamente l’opinione pubblica italiana. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Termometro Politico con metodo CAWI, su un campione di 2.500 persone intervistate tra il 22 e il 24 settembre 2026. La domanda posta agli intervistati è stata: “Secondo lei c’è la possibilità di una guerra tra Russia e Paesi europei entro un anno?”. Le risposte restituiscono un quadro molto frammentato, con due grandi aree contrapposte: chi considera concreta la possibilità di un conflitto e chi invece interpreta le tensioni attuali come parte di un confronto politico e strategico senza un rischio immediato di guerra.
Il 39,4% teme tensioni ma non un attacco diretto della Russia
La risposta più scelta dagli intervistati è quella secondo cui una guerra diretta tra Russia ed Europa non sarebbe probabile, anche se Mosca avrebbe interesse a mantenere alta la tensione. Il 39,4% degli italiani ritiene infatti che “No, anche se è nell’interesse russo alimentare una continua tensione per provare a impaurire e intimidire l’opinione pubblica europea”. Questa posizione individua quindi una situazione di forte contrapposizione internazionale, ma senza prevedere necessariamente un passaggio a un conflitto militare aperto tra Russia e Paesi europei. Il dato evidenzia come una parte consistente dell’opinione pubblica percepisca il confronto attuale soprattutto come una fase di pressione geopolitica, caratterizzata da dichiarazioni, strategie militari e contrapposizioni diplomatiche.
Quasi la stessa percentuale parla di una narrazione legata al riarmo
Molto vicino è il dato di chi esprime una valutazione opposta. Il 39,3% degli intervistati sostiene infatti che “No, la Russia non ha nessuna intenzione di attaccare l’Europa, si tratta di una campagna di demonizzazione di governi europei che vogliono giustificare il riarmo”. Anche in questo caso la maggioranza non prevede un conflitto imminente, ma la motivazione indicata è profondamente diversa rispetto alla precedente. Questa fascia del campione interpreta le tensioni tra Russia e Paesi europei come parte di un confronto politico nel quale il tema della sicurezza e della difesa viene utilizzato per sostenere maggiori investimenti nel settore militare.
L’11,8% teme un attacco ai Paesi europei
Una quota più ridotta, ma comunque significativa, ritiene invece concreto il rischio di un’escalation militare. L’11,8% degli intervistati risponde infatti: “Sì, la Russia potrebbe attaccare i Paesi baltici o altri territori vicini trascinando l’Europa in guerra”. Questa posizione individua come possibile scenario un eventuale coinvolgimento di Paesi confinanti con la Russia o appartenenti alla fascia orientale dell’Europa, con il rischio di un allargamento del conflitto. Il tema dei Paesi baltici, in particolare, è spesso al centro del dibattito sulla sicurezza europea per la loro posizione geografica e per la presenza di accordi di difesa collettiva nell’ambito della NATO.
Il 6,3% ipotizza provocazioni europee contro Mosca
Una percentuale più contenuta, pari al 6,3%, attribuisce invece la possibile origine di un conflitto a un’altra dinamica. Gli intervistati di questa fascia ritengono che “alcuni Paesi europei lanceranno delle provocazioni o accuseranno falsamente la Russia portando così a una guerra”. Si tratta della risposta meno scelta tra le opzioni che prevedono un possibile conflitto, ma rappresenta una componente dell’opinione pubblica che interpreta le tensioni internazionali come il risultato di iniziative o decisioni europee considerate rischiose. Infine, il 3,2% degli intervistati dichiara di non sapere o preferisce non rispondere.



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