La grande partecipazione del pubblico ha segnato in modo netto la seconda edizione di Grimaldi Enoica Co‑Wine Festival, trasformando il borgo del Savuto in un crocevia di appassionati, esperti, sommelier e curiosi. “Un’affluenza superiore allo scorso anno che ha confermato la crescita di un evento capace di raccontare il vino come esperienza culturale, incontro e condivisione, restituendo a Grimaldi una delle sue notti più intense e identitarie. Le masterclass, tutte complete, hanno mostrato il desiderio del pubblico di approfondire e confrontarsi, mentre la serata ha vissuto momenti particolarmente significativi con la consegna del Grimaldello d’Oro e delle Benemerenze Civiche a figure che rappresentano eccellenza e radici del territorio: Gerardo Sacco, Gabriele Niccoli, Sergio Mazzuca e Marco Renzi. Premi che hanno aggiunto valore simbolico a un’edizione già ricca di contenuti e partecipazione”, c’è scritto in una nota.
Il sindaco di Grimaldi, che fa parte della rete Città del Vino, ha ribadito il sostegno dell’amministrazione al Festival
Il sindaco di Grimaldi, che fa parte della rete Città del Vino, ha ribadito il sostegno dell’amministrazione “a un festival che vuole diventare un punto di riferimento nel panorama vitivinicolo regionale, esaltando il borgo e la sua identità. Una visione che guarda già alla terza edizione, su cui si sta iniziando a lavorare per ampliare ulteriormente il coinvolgimento del territorio. Accanto ai produttori e ai sommelier, hanno avuto un ruolo centrale le competenze di Arsac, insieme agli operatori dei punti food, all’Anc di Marzi, agli sponsor e a tutte le realtà che hanno collaborato alla riuscita del festival”. In questo quadro, l’Associazione Grimaldi in Rosso esprime “la propria gratitudine a tutti coloro che hanno partecipato e sostenuto l’iniziativa, trasformando la seconda edizione in un successo che diventa già la base per costruire la prossima”.
Grimaldi Enoica 2026 ha confermato la struttura di un festival diffuso
Grimaldi Enoica 2026 ha confermato la struttura di un festival diffuso, capace di animare l’intero borgo attraverso un programma ricchissimo. Il borgo si è trasformato in un laboratorio culturale dedicato al vino, ai territori e alle storie che li attraversano, con una rete di luoghi simbolici – Palazzo di Città, Largo Albo, Largo Palmerini, Piazza Amantea – che ha scandito il percorso del pubblico. Le masterclass hanno rappresentato il cuore tecnico e narrativo dell’evento: Luca Gardini ha guidato il viaggio nel Gaglioppo; Paola Restelli e le Donne del Vino Calabria hanno raccontato la rinascita dei bianchi; Angelo Peretti ha esplorato la contemporaneità dei rosati; Chiara Giannotti ha portato la Calabria delle altitudini e della freschezza; Luca Grippo ha condotto il pubblico nel mondo del Magliocco Dolce, vitigno identitario del Savuto. I talk hanno dato voce ai territori e alle loro prospettive, con due momenti centrali: la presentazione del libro di Angelo Peretti, Il profumo del bicchiere mezzo pieno, e quella del volume di Massimo Tigani Sava, che ha offerto uno sguardo sulle radici identitarie della Calabria.
Il festival ha vissuto anche nei suoi spazi più dinamici
Il festival ha vissuto anche nei suoi spazi più dinamici: banchi d’assaggio, DJ set, Social Garden, degustazioni sensoriali bendate curate da Valentina Cozmuta, Cristina Raffaele, Claudia Maremonti e Guglielmo Gigliotti. La musica — DJ Kerò, Bruno Marrazzo in Jazz, Luigi D’Alife, Rocco Riccelli & Alessandro Di Cello, Tropicana — ha accompagnato la notte, intrecciando vino, territorio e comunità. Grimaldi Enoica ha unito territori, persone, storie e visioni. Ha raccontato la Calabria attraverso le sue vigne, i suoi profumi e le sue voci più autorevoli. Ha trasformato il Savuto in un palcoscenico identitario, dove il vino è diventato linguaggio e futuro.







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