Gela, scoperta una rete di combattimenti clandestini tra pitbull: sei indagati e 13 cani sequestrati

L’inchiesta ha portato alla luce una presunta organizzazione dedita agli incontri illegali con scommesse e video diffusi online. Gli investigatori: “ai combattimenti assistevano anche minorenni, diversi cani sono morti”

Una presunta banda che organizzava combattimenti di pitbull, a Gela (Caltanissetta) è stata scoperta dai poliziotti del commissariato e dai carabinieri della sezione operativa antibracconaggio del raggruppamento Cites di Roma e Palermo e del nucleo di Agrigento, con la struttura del Soarda, e la procura ha iscritto sei persone nel registro degli indagati per maltrattamenti di animali e combattimenti clandestini. Il gip, su richiesta dei pm, ha disposto il sequestro preventivo di tredici cani impiegati negli improvvisati ring dei combattimenti clandestini. L’ipotesi avanzata dagli investigatori è quella di maltrattamenti e combattimenti clandestini. I cani che venivano destinati ai combattimenti riportavano ferite anche profonde. I pm della procura, i poliziotti e i carabinieri sono venuti a capo di una presunta, capillare, filiera tutta volta a usare i cani per gli incontri, anche concentrando scommesse.

“Abbiamo individuato situazioni molto violente – ha detto il procuratore capo Salvatore Vellaai combattimenti assistevano anche minorenni. C’erano scommesse concentrate sui combattimenti. Diversi cani sono morti”. “Si partiva da duemila euro per le scommesse – ha detto il dirigente capo della polizia Emanuele Giuntaabbiamo contezza che fossero coinvolti anche altri territori della provincia di Agrigento, Palermo e fino alla Campania“. Secondo le contestazioni, i contatti venivano finalizzati attraverso applicazioni telefoniche e i video dei combattimenti venivano veicolati proprio con app telefoniche, soprattutto Telegram. Gli investigatori hanno identificato diversi coinvolti, acquisendo informazioni e immagini. “È un fenomeno ancora presente nel territorio che genera gravi conseguenze ai cani”, ha detto il comandante Matteo Rovelli del Soarda dei carabinieri.

Inchiesta su combattimenti cani, Lav: “inasprire le pene”

Occorre rafforzare subito la normativa e aumentare le pene contro chi organizza e partecipa ai combattimenti tra cani“. È l’appello della Lav (Lega anti vivisezione) dopo l’operazione “Inferno dei pitbull” della Procura di Gela, con sei indagati e che ha portato al sequestro di 13 cani. L’associazione, che esprime apprezzamento per l’intervento di Polizia e Carabinieri, annuncia la disponibilità a costituirsi parte civile in caso di processo. “I combattimenti tra animali rappresentano un fenomeno complesso che coinvolge soggetti diversi, dalla criminalità comune a casi riconducibili anche a esponenti della criminalità organizzata“, afferma Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio nazionale zoomafia della Lav. Nell’operazione sono stati sequestrati anche tapis roulant, catene, pesi, farmaci, integratori e anabolizzanti, ritenuti riconducibili all’addestramento dei cani per i combattimenti. Secondo il Rapporto zoomafia 2026, tra il 1998 e il 2025 in Italia sono stati sequestrati circa 1.373 cani e 120 galli da combattimento e denunciate 570 persone.