“La nota diffusa da Futuro Nazionale Lamezia Terme sembra più un tentativo di riscrivere la storia che una risposta politica. Dire che nessuno mi avrebbe mai escluso, che mi sarebbe stato garantito spazio e visibilità e che sarei stato Io a “pormi fuori dal percorso” è una ricostruzione che contesto radicalmente. Il punto vero è un altro: quando una persona pone questioni politiche, chiede chiarezza e rivendica il rispetto della democrazia interna, la risposta non può essere quella di delegittimarla e liquidarla come un problema da archiviare“. È quanto dichiarato dall’ex delegato nazionale per la Calabria di Futuro Nazionale, Giancarlo Talarico.
“Il coordinatore regionale di Futuro Nazionale persiste nel voler dimostrare di aver vinto una battaglia persa dall’inizio. Non basta credere di essere il vincitore ma bisogna dimostrarlo coi fatti. E se di violazione dello statuto si vuol parlare, dovrebbe spiegare come si può sospendere o espellere da un partito una persona che ha pubblicamente rassegnato le dimissioni in precedenza.
Sembra si voglia solo rilanciare dopo che la partita è già stata chiusa. Questa è solo una precisazione che è doverosa, in seguito allo sbandieramento su i media ed i social di avermi espulso dal partito. Consiglierei, per il futuro, un’attenta lettura sia dello statuto che anche dei comunicati e degli articoli che vengono pubblicati. Io ho preso una decisione ponderata, nonostante sia stato eletto quale rappresentante nazionale per la Calabria, rinunciando al mio ruolo, appena è stato tradito il voto dei tesserati che mi hanno votato ed eletto.
Ora attendo con impazienza per vedere se, chi ha già distrutto una realtà in embrione, riuscirà ad essere rieletto senza essere posizionato quale capolista alle prossime elezioni politiche. Ma già immagino che il generale abbia già firmato una cambiale, garantendo una candidatura sicura, tradendo per l’ennesima volta chi ha creduto nel suo progetto. Domani Vannacci sarà in Calabria, speriamo che l’area del sud gli faccia aprire gli occhi e capire che la base va ascoltata perché è quella che porta i voti.
Non ho bisogno di essere “autoproclamato” rappresentante di qualcuno. Ho diritto, come ogni militante e come ogni dirigente che abbia avuto un ruolo in un progetto politico, di esprimere le proprie idee e di raccontare la propria versione dei fatti. E nessun comunicato potrà cancellare ciò che è realmente accaduto“, conclude Talarico.


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