È esplosa la protesta degli esercenti di Niscemi, nel territorio di Caltanissetta, che hanno perso le proprie attività economiche a causa della frana dello scorso gennaio. Durante l’incontro con il commissario nazionale Fabio Ciciliano, gli operatori commerciali hanno manifestato il proprio disagio esponendo cartelli e chiedendo interventi più incisivi per poter ripartire. Al centro della contestazione ci sono le misure di sostegno previste per chi ha visto cancellata la propria attività a causa del dissesto idrogeologico. Gli esercenti hanno spiegato di non ritenere sufficienti gli aiuti finora prospettati, evidenziando il rischio di non riuscire più a garantire il sostentamento delle proprie famiglie.
La rabbia degli esercenti: “noi non possiamo più lavorare”
La frana che ha colpito Niscemi nei mesi scorsi ha avuto conseguenze pesanti non soltanto sulle abitazioni e sulle infrastrutture, ma anche sul tessuto economico locale. Diverse attività commerciali sono state costrette a fermarsi, con ripercussioni dirette sui lavoratori e sulle famiglie coinvolte. Durante il confronto con il commissario Fabio Ciciliano, gli esercenti hanno espresso tutta la loro preoccupazione per una situazione che, a distanza di mesi dall’evento, continua a pesare sul futuro delle loro imprese. “Non possono ridurre anni di lavoro a una semplice liquidazione di 19mila euro e poi a un prestito per indebitarci ancora di più. Noi non possiamo più lavorare”. Le parole degli operatori sintetizzano il timore di una parte della comunità economica di Niscemi: quello di non riuscire a ricostruire un’attività dopo anni di investimenti e sacrifici.
I cartelli di protesta durante l’incontro con il commissario Ciciliano
La protesta si è svolta durante l’incontro con il commissario nazionale per l’emergenza, al quale gli esercenti hanno consegnato le proprie richieste attraverso una manifestazione visibile e diretta. Con cartelli in mano, gli operatori economici hanno raccontato le difficoltà vissute dopo la perdita delle proprie attività, chiedendo che venga riservata loro la stessa attenzione prevista per altre categorie colpite dall’emergenza. “Abbiamo famiglie, figli, non abbiamo più il nostro lavoro e veniamo trattati in questo modo, ci aiutino come stanno facendo per chi ha perso la casa”, hanno dichiarato gli esercenti. La richiesta principale è quella di un sostegno concreto che consenta alle imprese danneggiate di superare la fase più critica e tornare a operare, evitando che la frana si trasformi in una perdita definitiva del proprio futuro lavorativo.
Ciciliano: “Stiamo valutando soluzioni per le attività non delocalizzabili”
Nel corso dell’incontro il commissario Fabio Ciciliano ha affrontato anche la situazione degli operatori economici coinvolti, riconoscendo la complessità della loro condizione. Il commissario ha spiegato che sono in corso valutazioni per individuare possibili soluzioni dedicate alle attività che non hanno potuto essere trasferite altrove. “Stiamo valutando soluzioni per quelle attività che non è stato possibile delocalizzare”, ha dichiarato Ciciliano. Una questione particolarmente delicata riguarda infatti proprio quelle attività commerciali che, a causa della posizione o delle caratteristiche delle strutture, non hanno avuto la possibilità di riprendere il lavoro in un’altra sede.
Il nodo della ripartenza economica dopo la frana di Niscemi
La vicenda degli esercenti si inserisce nel più ampio quadro dell’emergenza legata alla frana di Niscemi, un evento che ha generato forti ripercussioni sulla vita quotidiana della comunità. Mentre proseguono gli interventi e le valutazioni tecniche per affrontare le conseguenze del dissesto, resta aperto il tema della ripresa economica delle attività colpite. Per gli esercenti, la priorità è ottenere strumenti adeguati per poter ricominciare, evitando che la perdita temporanea del luogo di lavoro si trasformi in una chiusura definitiva delle proprie imprese. L’incontro con il commissario nazionale rappresenta dunque un passaggio importante, ma gli operatori attendono ora risposte concrete sulle misure che potranno essere messe in campo per sostenere il commercio locale e le famiglie coinvolte.


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