Continua il confronto aperto da StrettoWeb sulla Festa della Madonna della Consolazione e sulla riflessione legata al rapporto tra tradizione religiosa, organizzazione dell’evento e vivibilità della città. Tra le lettere dei lettori arriva anche quella di un cittadino di Reggio Calabria che esprime il proprio sostegno all’editoriale “Abolite questa festa”, proponendo una revisione radicale della componente civile della manifestazione e un ritorno a una dimensione maggiormente spirituale e rispettosa del contesto urbano.
“Gentile Direttore di StrettoWeb, Desidero esprimerLe il mio completo e pieno sostegno per il Suo editoriale “Abolite questa festa”. Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere ad alta voce ciò che moltissimi cittadini pensano da tempo ma non dicono per paura di essere additati. Ha centrato perfettamente il punto, sia dal punto di vista storico sia da quello civile e morale: il Santo Patrono canonico, istituzionale e storico di Reggio Calabria è San Giorgio. È lui che figura nello stemma della città, ed è il 23 aprile la vera ricorrenza patronale riconosciuta. Ciò che avviene a settembre attorno alla solennità della Madonna della Consolazione non è più devozione, ma si è trasformato negli anni in un girone dantesco sregolato”.
“Condivido punto per punto la Sua analisi: Falso devozionismo e degrado: Si sventola la fede per giustificare giorni di caos, spazzatura, fumi, schiamazzi e traffico paralizzato. Una contraddizione stridente tra il momento sacro della processione e il “baraccone” profano delle feste civili. Costi e bilancio economico in perdita: Ingenti risorse pubbliche vengono spese per coprire le spese organizzative, le pulizie e gli eventi civili, senza che questo si traduca in un vero ritorno turistico da fuori regione. Risorse dei contribuenti reggini sprecate per un modello di festa superato”.
“Mancanza di rispetto per la città: I negozianti locali che pagano le tasse tutto l’anno subiscono la concorrenza di un commercio ambulante e improvvisato, mentre il centro urbano viene lasciato sfregiato e ricoperto di rifiuti. Se davvero si vuole bene a Reggio, occorre recepire la Sua provocazione: stoppare o ripensare da capo l’impianto civile di questa festa. Restituiamo a settembre la sola dimensione spirituale e di preghiera, e ridiamo la giusta dignità e centralità alla vera Festa Patronale di San Giorgio ad aprile. Grazie per aver dato voce alla Reggio che vuole decoro, rispetto e verità storica. Distinti saluti, Un lettore e cittadino di Reggio Calabria”.


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