Momenti di paura nella notte sul versante dell’Etna, dove lo storico Rifugio Sapienza, una delle strutture ricettive più conosciute del vulcano siciliano, è stato evacuato in via precauzionale dopo un sospetto episodio di intossicazione da monossido di carbonio. Tre ospiti dell’albergo, che si trova a quota 1.910 metri accanto agli impianti di risalita della funivia dell’Etna, hanno accusato un malore durante la notte e sono stati trasferiti al Policlinico di Catania per gli accertamenti sanitari necessari. Secondo le prime informazioni, le loro condizioni non sarebbero gravi. L’allarme ha fatto scattare immediatamente le procedure di sicurezza: circa trenta persone presenti nella struttura sono state fatte uscire dall’edificio per consentire le verifiche e scongiurare ulteriori rischi.
Sos sul vulcano: tre ospiti del Rifugio Sapienza portati in ospedale
L’episodio si è verificato nelle prime ore della giornata di lunedì 21 settembre 2026, quando alcuni ospiti dello storico albergo hanno manifestato sintomi compatibili con una possibile esposizione al monossido di carbonio, un gas particolarmente insidioso perché inodore, incolore e difficilmente percepibile senza strumenti specifici. Le tre persone coinvolte sono state soccorse e successivamente accompagnate presso il Policlinico di Catania, dove sono stati avviati gli accertamenti medici per valutare l’eventuale presenza di una contaminazione da monossido.
Al momento non risultano persone in condizioni critiche. L’intervento è stato comunque gestito con la massima prudenza, considerando la particolare posizione della struttura, situata in alta quota e in un’area frequentata quotidianamente da turisti, escursionisti e visitatori diretti verso il vulcano.
Evacuazione preventiva per circa trenta ospiti: verifiche nella struttura
Dopo il primo allarme, i soccorritori hanno disposto l’evacuazione temporanea del Rifugio Sapienza. Circa trenta ospiti sono stati allontanati dall’albergo per permettere ai tecnici e alle forze dell’ordine di effettuare tutti i controlli necessari. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati nelle verifiche sulle possibili cause dell’episodio. Gli accertamenti dovranno chiarire se all’origine del malore vi sia effettivamente stata una fuoriuscita di monossido di carbonio oppure un’altra problematica legata agli impianti della struttura.
Le indagini tecniche riguarderanno in particolare eventuali anomalie nei sistemi di riscaldamento, nella combustione o negli impianti di ventilazione, elementi fondamentali per garantire la sicurezza degli edifici soprattutto durante i periodi più freddi e nelle strutture collocate in ambienti montani.
Il Rifugio Sapienza, una struttura simbolo dell’Etna
Il Rifugio Sapienza rappresenta da decenni uno dei punti di riferimento per chi visita l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa e uno dei luoghi naturalistici più importanti della Sicilia. Situato sul versante meridionale del vulcano, nel territorio del comune di Nicolosi, il rifugio si trova in una posizione strategica per gli escursionisti diretti verso i crateri sommitali e per i turisti che raggiungono l’area grazie alla funivia dell’Etna e ai mezzi specializzati che consentono di salire alle quote superiori.
La struttura è conosciuta non soltanto come punto di ospitalità, ma anche come luogo storico dell’accoglienza sull’Etna, frequentato ogni anno da migliaia di visitatori italiani e stranieri. L’episodio avvenuto nella notte ha quindi attirato particolare attenzione proprio per il coinvolgimento di un luogo così noto e frequentato.
Monossido di carbonio, perché è un pericolo invisibile
Il monossido di carbonio è uno dei rischi più frequenti associati agli impianti di combustione presenti in abitazioni, alberghi e strutture ricettive. Il gas si sviluppa quando una combustione non avviene correttamente, ad esempio per problemi di ventilazione, malfunzionamenti degli impianti o scarico non adeguato dei fumi. La sua pericolosità deriva dal fatto che non presenta caratteristiche facilmente riconoscibili: non ha odore, colore né sapore.
Quando viene inalato, il monossido può interferire con il trasporto dell’ossigeno nel sangue, provocando sintomi come mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, confusione e perdita di coscienza nei casi più gravi. Proprio per questa ragione, negli ambienti chiusi dove sono presenti caldaie, stufe o altri sistemi a combustione è fondamentale garantire una corretta manutenzione degli impianti e una ventilazione adeguata.
Accertamenti in corso dopo l’allarme sull’Etna
La priorità, nelle prossime ore, sarà ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e stabilire se vi sia stata una reale presenza di monossido di carbonio all’interno del Rifugio Sapienza. Le verifiche dei vigili del fuoco e degli altri organi competenti serviranno a individuare l’eventuale origine del problema e a determinare le condizioni di sicurezza della struttura prima di un eventuale ritorno degli ospiti.
Nel frattempo resta alta l’attenzione sul versante turistico dell’Etna, una delle principali attrazioni naturali della Sicilia, dove ogni giorno migliaia di persone raggiungono le quote sommitali per vivere l’esperienza del vulcano. L’episodio, pur senza conseguenze gravi secondo le prime informazioni disponibili, riaccende ancora una volta l’attenzione sull’importanza dei controlli negli edifici ricettivi e sulla prevenzione dei rischi legati agli impianti di combustione, soprattutto in luoghi isolati e ad alta quota.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?