L’Estate Calovetese 2026 è stata un autentico racconto pubblico di comunità. Dalle piazze alla tavola finendo alla nuova Biblioteca civica il borgo si è trasformato in una testimonianza vivente di un entroterra che non subisce la marginalità, ma prova a governarla con cultura, partecipazione e identità. Caloveto ha dimostrato che anche una piccola comunità può produrre attrazione, relazioni, fiducia e futuro quando trasforma le proprie radici in progetto.
È il bilancio che il Sindaco Umberto Mazza a conclusione dell’Estate Calovetese 2026 – Un’estate di tradizioni, musica, sapori ed emozioni, promossa dall’Amministrazione comunale con il contributo della Pro Loco Caloveto guidata dal presidente Stefania Pranteda alla quale vanno i complimenti e ringraziamenti per la collaborazione costante, delle associazioni, delle realtà territoriali e delle energie civiche del paese.
Il cuore politico e culturale è stato, senza dubbio, la Festa Regionale dell’Entroterra, che ha confermato Caloveto come luogo simbolico di una riflessione più ampia sui borghi, sui centri storici, sulla costa e sulla montagna. Il talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, promosso e condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, con il Sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, ha portato in piazza un dibattito vero su spopolamento, servizi, turismo, rigenerazione e ruolo delle aree interne. E proprio da piazza dei Caduti è partito un messaggio netto e dirompente: non esiste promozione della costa senza valorizzazione dell’entroterra.
La Festa dell’Entroterra ha saputo raccogliere e reinterpretare anche il filo narrativo di Mare Dentro, il progetto dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria. Se il mare è il punto d’arrivo, bisogna risalire verso fiumare, paesi interni, sorgenti, paesaggi agricoli e comunità. E Caloveto ha saputo portare e promuovere questo ragionamento anche nel cuore della Valle del Trionto.
Tra i momenti più significativi rientra l’ottava edizione del Premio Calovetesi nel Mondo, assegnato a Francesco Beraldi, figura di riferimento nel campo dell’innovazione tecnologica. La cerimonia nella nuova Biblioteca comunale ha confermato il valore di uno spazio nato per giovani, lettura e sapere ma che può essere declinato anche come spazio di aggregazione sociale.
Con Sulle orme di San Giovanni Calibita, il borgo ha ritrovato una parte profonda della propria anima. L’opera ideata e scritta da Domenico Laurenzano, adattata e diretta da Adriano Beraldi, con la Compagnia del Calibita sotto la guida spirituale del parroco don Agostino De Natale, ha unito cultura, fede, tradizione e partecipazione in una Piazza dei Caduti gremita.
Sagre, degustazioni, show cooking, musica e danza, presentazioni di libri, passeggiate nel centro storico, iniziative per famiglie sono stati questi i momenti pieni ed intensi di un’estate che ha restituito centralità agli spazi pubblici e rafforzato il legame tra tradizione, educazione e partecipazione. Dalla sagra del ferretto calovetese allo show cooking dello chef Luciano Algieri, dai concerti alla Notte e ra Carnara, dalla Biblioteca ai laboratori di lettura, fino alla tappa del Terzo Motoincontro dei Bikers I Compari con la benedizione dei caschi nella Chiesa di San Giovanni Calibita, la serata Beat 90. Il concerto dei Los Locos, le performance del Popolar Taranta e della cover band di Rino Gaetano, la programmazione estiva ha raccontato una Caloveto da vivere, gustare, attraversare e condividere con le nuove generazioni come protagoniste assolute della nuova vita dell’entroterra.
Caloveto ha dimostrato che l’entroterra può essere protagonista quando sa collaborare, programmare, accogliere, custodire le radici e trasformarle in energia per il futuro. L’impegno dell’Amministrazione – conclude Umberto Mazza – è continuare ad alzare l’asticella: ogni iniziativa che si ripete deve crescere, migliorare e diventare più utile alla comunità.









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