Una nuova fase di attività vulcanica dell’Etna ha provocato nella mattinata di sabato 26 settembre 2026 la sospensione delle operazioni di volo all’aeroporto di Catania-Fontanarossa. La presenza di cenere lavica in atmosfera, generata dall’attività del cratere Nord-Est dell’Etna, ha determinato la chiusura di una porzione dello spazio aereo e lo stop temporaneo agli atterraggi e ai decolli. La nube eruttiva prodotta dal vulcano ha raggiunto un’altezza stimata di circa 4 chilometri, rendendo necessarie misure precauzionali per garantire la sicurezza della navigazione aerea. Il provvedimento è stato adottato dal Nucleo di coordinamento operativo (NCO) dopo la chiusura degli spazi aerei del settore C1 interessato dalla dispersione delle particelle vulcaniche.
L’attività del vulcano siciliano resta quindi sotto osservazione costante da parte degli enti scientifici e delle autorità aeroportuali, mentre i passeggeri sono invitati a verificare eventuali variazioni dei propri voli prima di raggiungere lo scalo.
Cenere dell’Etna in quota: perché il vulcano ha fermato gli aerei a Catania
Il blocco delle attività dell’aeroporto di Catania è legato principalmente alla presenza di cenere vulcanica, un fenomeno che rappresenta uno dei principali rischi per il traffico aereo durante le eruzioni dell’Etna. Le particelle emesse dal vulcano, infatti, possono raggiungere quote elevate e disperdersi nell’atmosfera seguendo la direzione dei venti. Anche quantità apparentemente limitate di cenere possono creare problemi ai velivoli, perché il materiale vulcanico può interferire con i motori, con i sistemi di bordo e con alcune componenti dell’aeromobile.
Per questo motivo, quando una nube di cenere interessa le rotte utilizzate dagli aerei, le autorità possono decidere la sospensione temporanea dei voli o la limitazione dello spazio aereo, in attesa che le condizioni tornino compatibili con la sicurezza operativa. Nel caso specifico dell’Etna, la posizione dello scalo di Catania, distante poche decine di chilometri dal vulcano, rende particolarmente importante il monitoraggio continuo delle emissioni.
L’allerta dell’INGV: emesso un VONA rosso per l’attività dell’Etna
A seguito dell’attività in corso, l’Osservatorio Etneo dell’INGV di Catania ha emesso un VONA (Volcanic Observatory Notice for Aviation) di colore rosso, il livello massimo previsto dalla scala di allerta dedicata alla sicurezza del traffico aereo. Il codice rosso indica una situazione in cui la presenza di una nube vulcanica può rappresentare un pericolo per l’aviazione e richiede quindi la massima attenzione da parte delle autorità competenti.
Il sistema dei VONA consente agli osservatori vulcanologici di comunicare rapidamente alle strutture aeronautiche informazioni fondamentali sull’attività dei vulcani, indicando la presenza di emissioni di cenere, la quota raggiunta dalla nube e l’evoluzione del fenomeno. L’Etna è uno dei vulcani più monitorati al mondo proprio grazie alla rete di strumenti scientifici che consentono di rilevare in tempo reale variazioni dell’attività sismica, deformazioni del suolo, emissioni di gas e fenomeni eruttivi.
Aeroporto di Catania chiuso: cosa succede ai voli
La società di gestione dello scalo, SAC – Società Aeroporto Catania, ha comunicato che, a causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi aerei relativi al settore interessato. La decisione ha comportato la sospensione delle attività di volo, in particolare degli arrivi, fino alle ore 16:00 di sabato 26 settembre, con possibilità di aggiornamenti sulla base dell’evoluzione della situazione.
La SAC ha invitato tutti i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto, considerando che le modifiche operative possono riguardare cancellazioni, ritardi o variazioni degli orari programmati. Gli aeroporti interessati dall’attività dell’Etna sono frequentemente sottoposti a procedure di questo tipo durante le fasi eruttive più intense, con l’obiettivo di conciliare la continuità del servizio con la sicurezza dei viaggiatori e degli equipaggi.
L’Etna torna protagonista: il vulcano più attivo d’Europa sotto osservazione
L’Etna, con i suoi oltre 3.300 metri di altezza, è considerato il vulcano attivo più alto d’Europa e uno dei sistemi vulcanici più dinamici del pianeta. La sua attività è caratterizzata da frequenti episodi eruttivi, spesso concentrati nei crateri sommitali, che possono manifestarsi con emissioni di lava, esplosioni, fontane di magma e colonne di cenere. Questi fenomeni, pur essendo parte della normale dinamica del vulcano, vengono costantemente monitorati perché possono avere conseguenze anche sulla vita quotidiana delle comunità circostanti, dalla viabilità alla qualità dell’aria fino al traffico aereo. La cenere dell’Etna rappresenta infatti uno degli aspetti più delicati delle eruzioni: mentre la lava tende a interessare principalmente le aree vicine ai crateri e ai versanti vulcanici, la cenere può viaggiare per chilometri e raggiungere territori molto più lontani.
Disagi anche per la viabilità e per le attività sul territorio etneo
Quando l’Etna emette grandi quantità di materiale vulcanico, le conseguenze possono estendersi anche al territorio circostante. La ricaduta di cenere può interessare strade, abitazioni, coltivazioni e infrastrutture. La presenza di particelle vulcaniche sul terreno può rendere necessarie operazioni di pulizia straordinaria, soprattutto nei comuni alle pendici del vulcano e nell’area metropolitana di Catania. Gli episodi più intensi possono inoltre provocare difficoltà nella circolazione stradale e disagi per residenti e attività economiche, motivo per cui le autorità locali seguono attentamente ogni fase dell’attività vulcanica.
Monitoraggio continuo dell’Etna: la situazione resta in evoluzione
La situazione sull’Etna rimane sotto costante controllo da parte dell’INGV, della Protezione Civile e delle strutture aeroportuali. La sospensione dei voli rappresenta una misura preventiva adottata per evitare rischi legati alla presenza della nube di cenere nello spazio aereo. Eventuali modifiche alle restrizioni dipenderanno dall’evoluzione dell’attività vulcanica, dalla dispersione della nube e dalle condizioni meteorologiche.
L’Etna continua dunque a mostrare la sua natura dinamica, con fenomeni che vengono attentamente osservati dalla comunità scientifica e dalle autorità, mentre l’aeroporto di Catania resta in attesa del ripristino delle normali condizioni operative. Per i passeggeri in partenza o in arrivo nella Sicilia orientale, l’indicazione principale resta quella di controllare gli aggiornamenti delle compagnie aeree e dello scalo di Catania prima di mettersi in viaggio.


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