Energia in Calabria, l’analisi di Confartigianato: “81 milioni di extracosti per le imprese e 41 milioni in più per le famiglie”

L’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato fotografa il peso dei rincari energetici sul sistema economico e sociale regionale: “Il prezzo dell’energia non può continuare a limitare la capacità di investire e crescere”

Il caro energia in Calabria pesa sempre di più su imprese e famiglie. Secondo le analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato, le micro e piccole imprese calabresi hanno sostenuto nel 2025 circa 81 milioni di euro di extracosti per l’elettricità rispetto alla media dei prezzi dell’Unione europea. Parallelamente, le famiglie della regione hanno dovuto affrontare un aumento stimato di 41 milioni di euro nella spesa per luce, gas e altri combustibili domestici nell’arco di sei mesi, a causa dei rincari registrati tra febbraio e agosto 2026. Due numeri che, pur riferendosi a periodi e fenomeni differenti, restituiscono un quadro complessivo dell’impatto che il costo dell’energia sta avendo sul tessuto produttivo e sociale della Calabria.

Imprese calabresi, 81 milioni di euro di extracosti per l’elettricità

Il primo dato riguarda il mondo delle micro e piccole imprese, che rappresentano una componente fondamentale dell’economia regionale. Come spiegato da Confartigianato, gli 81 milioni di euro non rappresentano una spesa aggiuntiva complessiva sostenuta nello stesso periodo dalle famiglie, ma indicano il maggiore costo dell’elettricità pagato dalle imprese calabresi nel 2025 rispetto a quello che avrebbero sostenuto applicando i prezzi medi europei. Nella nota dell’associazione viene precisato che questi numeri “descrivono fenomeni e periodi diversi: gli 81 milioni misurano, per il 2025, il maggiore costo dell’elettricità pagato dalle micro e piccole imprese calabresi rispetto ai prezzi medi dell’Unione europea; i 41 milioni stimano invece l’aggravio per le famiglie legato ai rincari registrati tra febbraio e agosto 2026. Non costituiscono dunque un’unica voce di spesa, ma indicano due pressioni che si scaricano sul tessuto economico e sociale della regione”.

Il dettaglio provinciale: Cosenza guida la classifica degli extracosti

L’analisi di Confartigianato Calabria evidenzia anche la distribuzione territoriale dell’extracosto elettrico sostenuto dalle imprese. La provincia di Cosenza registra il valore più alto con 29 milioni di euro, seguita da Reggio Calabria con 22 milioni. A seguire si collocano Catanzaro con 16 milioni di euro, mentre Crotone e Vibo Valentia si attestano entrambe a 7 milioni di euro. Si tratta, secondo lo studio, del divario stimato rispetto a quanto le stesse attività produttive avrebbero pagato se fossero state applicate condizioni economiche allineate ai prezzi medi europei. Un peso che, secondo l’associazione, può incidere sulle capacità di investimento delle aziende, dalla sostituzione dei macchinari alla digitalizzazione, fino all’assunzione di nuovo personale.

Famiglie calabresi, 41 milioni di euro in più per luce, gas e combustibili domestici

Accanto al fronte delle imprese, lo studio analizza anche l’impatto dei rincari energetici sui bilanci delle famiglie calabresi. Tra febbraio e agosto 2026, la maggiore spesa stimata per elettricità, gas e altri combustibili domestici ammonta complessivamente a 41 milioni di euro. Nello stesso periodo, secondo i dati elaborati, i prezzi delle principali voci energetiche sono aumentati in Calabria dell’8,8%. Per i territori regionali nei quali sono disponibili i dati provinciali sui prezzi al consumo, l’aggravio stimato è pari a: 14 milioni di euro a Cosenza, 12 milioni a Reggio Calabria e 8 milioni a Catanzaro. Anche le variazioni dei prezzi mostrano differenze territoriali: a Cosenza l’aumento rilevato è stato del 7,8%, a Reggio Calabria del 9,4% e a Catanzaro del 9,7%.

Ascioti: “l’energia è diventata una questione centrale per la tenuta economica della Calabria”

Sul tema è intervenuto il presidente regionale di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti, sottolineando il peso che il costo dell’energia esercita sulle attività produttive e sulla vita quotidiana dei cittadini. “Questi numeri – dichiara il presidente regionale di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti – ci dicono che l’energia è diventata una questione centrale per la tenuta economica della Calabria”.

Secondo Ascioti, il problema riguarda direttamente la capacità delle imprese di programmare investimenti e sviluppo: “per una piccola impresa, una bolletta più alta significa meno risorse da destinare ai macchinari, all’innovazione e al lavoro. Per una famiglia significa dover sottrarre denaro ad altre necessità”. Il presidente regionale dell’associazione ha evidenziato anche le conseguenze più ampie sul sistema economico locale: “quando queste due difficoltà si sommano nella vita quotidiana dei territori, ne risentono anche i consumi e le prospettive delle attività locali”.

Confartigianato chiede interventi per ridurre il divario energetico con l’Europa

Nel suo intervento, Ascioti ha ribadito la necessità di misure capaci di ridurre il peso dei costi energetici sulle imprese e sui cittadini. “Chiediamo interventi che riducano il divario con gli altri Paesi europei e riequilibrino il peso di imposte e oneri sulle bollette delle piccole imprese. Occorre dare alle aziende condizioni più eque per competere e alle famiglie maggiore certezza sui costi”. Secondo Confartigianato, il tema dell’energia non riguarda soltanto il costo immediato delle bollette, ma anche la competitività complessiva del sistema produttivo regionale. “In Calabria, dove tante attività hanno dimensioni ridotte, il prezzo dell’energia non può continuare a limitare la capacità di investire e crescere”, ha concluso Ascioti.