Un’interrogazione parlamentare riaccende il confronto sulle procedure seguite per le elezioni comunali siciliane del 24 e 25 maggio 2026. A presentarla è il deputato di Futuro Nazionale Tommaso Calderone, che ha chiesto chiarimenti ai ministri dell’Interno e per gli Affari regionali in merito alle modalità con cui sarebbero state ammesse alcune liste elettorali. Al centro dell’atto ispettivo c’è la questione dell’ammissione di 15 liste senza raccolta delle firme (riferite a Sud chiama Nord), avvenuta sulla base di alcune note del Servizio 5° dell’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, tali indicazioni sarebbero state trasmesse dalla Prefettura di Messina alle commissioni elettorali competenti senza una verifica ritenuta sufficiente sulla loro legittimità. L’iniziativa parlamentare solleva quindi interrogativi sulle procedure amministrative adottate e chiede al Governo di fare chiarezza su una vicenda che potrebbe avere riflessi anche sul contenzioso elettorale attualmente pendente.
Liste ammesse senza firme: il nodo sollevato nell’interrogazione
La questione principale riguarda l’interpretazione delle norme relative alla presentazione delle liste per le elezioni amministrative in Sicilia. Secondo quanto sostenuto da Calderone nell’atto parlamentare, alcune liste sarebbero state ammesse senza la necessità della raccolta delle sottoscrizioni previste dalla normativa elettorale, sulla base di note emanate dagli uffici regionali. Il deputato contesta questa procedura, evidenziando come le indicazioni regionali sarebbero state utilizzate dalle commissioni elettorali per consentire l’esenzione dalla raccolta firme. Secondo l’interrogazione, però, successivamente sarebbe emersa una posizione differente da parte dell’Ufficio legale e legislativo della Regione Siciliana, che avrebbe espresso un orientamento contrario rispetto all’interpretazione adottata. Nel documento viene infatti richiamato un parere acquisito il 28 aprile, nel quale sarebbe stata espressa “una posizione contraria all’interpretazione che consentiva l’esenzione dalle firme”.
Il parere regionale e la contestazione sulle tempistiche
Uno degli aspetti evidenziati nell’interrogazione riguarda proprio la tempistica con cui il parere sarebbe stato reso disponibile. Secondo quanto riportato nell’atto, “le commissioni di Messina e Barcellona P.G. avrebbero deliberato il 30 aprile senza conoscere quel parere”. La contestazione riguarda quindi il fatto che gli organi chiamati a decidere sull’ammissione delle candidature avrebbero assunto le proprie determinazioni senza avere a disposizione un documento ritenuto rilevante per la valutazione della questione. Sempre secondo quanto sostenuto dal deputato di Futuro Nazionale, alcune note istituzionali non sarebbero state pubblicate tempestivamente, con la conseguenza che i candidati avrebbero potuto prenderne visione soltanto in data 24 aprile.
Nel mirino anche il ruolo della segretaria generale del Comune di Messina
L’interrogazione affronta anche il ruolo svolto dalla segretaria generale del Comune di Messina nell’ambito dell’istruttoria relativa alle candidature. Secondo il documento presentato da Calderone, sarebbero emersi dubbi sulle modalità con cui è stata gestita la procedura amministrativa e sulla diffusione degli atti collegati alla vicenda. Il deputato chiede quindi chiarimenti sulle responsabilità e sui passaggi amministrativi che hanno portato all’ammissione delle liste contestate. La richiesta di trasparenza riguarda anche la pubblicazione degli atti ritenuti rilevanti, con l’obiettivo di garantire la piena conoscibilità delle valutazioni effettuate dagli uffici competenti.
Il rischio dei ricorsi al Tar e l’ipotesi di annullamento delle elezioni
Un altro elemento centrale dell’interrogazione riguarda il contenzioso già avviato. Secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, sarebbero pendenti ricorsi davanti al Tar di Catania, con la possibilità, evidenziata dai firmatari, di conseguenze sull’esito delle consultazioni. L’interrogazione richiama infatti il rischio di un eventuale annullamento delle elezioni, qualora venissero riconosciute irregolarità nelle procedure di ammissione delle liste. Si tratta di una fase ancora caratterizzata da valutazioni giudiziarie e amministrative, con il contenzioso che dovrà chiarire la correttezza delle procedure adottate dagli organismi competenti.
Calderone chiede un’ispezione alla Prefettura e verifiche sulle responsabilità
Tra le richieste rivolte ai ministri dell’Interno e degli Affari regionali c’è anche quella relativa all’eventuale avvio di un’ispezione presso la Prefettura di Messina. L’interrogazione sollecita inoltre “valutazioni su possibili responsabilità contabili e la pubblicazione del parere regionale per garantirne la conoscibilità”. L’obiettivo indicato è quello di ricostruire tutti i passaggi amministrativi della vicenda e verificare se siano state rispettate tutte le procedure previste. La questione entra dunque nel dibattito istituzionale nazionale attraverso l’interrogazione parlamentare, mentre sul territorio resta alta l’attenzione in attesa degli sviluppi dei ricorsi presentati davanti al Tar di Catania.


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