Il 30 settembre poco meno di 1300 lavoratrici e lavoratori degli uffici giudiziari italiani rischiano di ritrovarsi senza un posto di lavoro. È quanto denuncia la FP CGIL, intervenendo sulla situazione dei dipendenti assunti attraverso i fondi del PNRR e rimasti esclusi dalla procedura di stabilizzazione. Secondo il sindacato, una procedura concorsuale conclusa nel luglio scorso avrebbe lasciato fuori una parte del personale che da anni opera negli uffici giudiziari, con contratti successivamente prorogati soltanto per altri tre mesi.
“Prosegue il teatro dell’assurdo al Ministero della Giustizia: il 30 settembre prossimo, poco meno di 1300 lavoratrici e lavoratori, in organico negli uffici giudiziari italiani, si ritroveranno senza lavoro. Si tratta di lavoratori assunti con i fondi del PNRR che, a seguito di una tragicomica procedura concorsuale conclusasi nel luglio scorso, sono rimasti esclusi dalla procedura di stabilizzazione e i cui contratti di lavoro sono stati prorogati di soli 3 mesi“, affermano Francesco Callea, Segretario Generale FP CGIL Reggio Calabria, e Agostino Nicolò, Delegato Giustizia FP CGIL Reggio Calabria.
Nel distretto di Reggio Calabria coinvolti quasi 40 lavoratori
La situazione riguarda anche il territorio reggino. La FP CGIL evidenzia infatti che nel distretto giudiziario di Reggio Calabria sono poco meno di 40 le unità interessate dalla scadenza dei contratti e che, al momento, non ci sarebbero certezze sul futuro occupazionale di questi lavoratori. “Si ripropone, nuovamente, lo stesso copione: dichiarazioni e esternazioni di volontà ma, allo stato attuale, nessuna nuova risorsa economica è stata stanziata per porre fine al precariato negli uffici giudiziari“, sottolineano Callea e Nicolò.
Per la FP CGIL, la strada intrapresa dall’amministrazione non sarebbe sufficiente a garantire una soluzione strutturale al problema del precariato negli uffici giudiziari. “Ancora una volta la strada scelta è l’utilizzo delle già irrisorie disponibilità economiche dell’amministrazione invece di investire, con nuove risorse, sulla modernizzazione di una macchina amministrativa per la quale, con il PNRR, sono stati concordati importanti investimenti con le istituzioni europee e che, di fatto, obbligano di proseguire in una specifica direzione: investire nelle professionalità e nelle competenze delle migliaia di lavoratori dell’amministrazione giudiziaria al fine di garantire una giustizia veloce ed efficiente“, afferma il sindacato.
Il nodo delle competenze e del nuovo ordinamento professionale
La FP CGIL denuncia inoltre le conseguenze che, a suo giudizio, sarebbero derivate dalle recenti scelte organizzative e contrattuali all’interno dell’amministrazione giudiziaria. “Negli uffici giudiziari, purtroppo, sono già visibili le conseguenze di scelte che hanno avuto come unico risultato l’incremento della contrapposizione tra lavoratori a seguito di un nuovo ordinamento professionale che, di fatto, non valorizza le competenze e, men che meno, l’esperienza di chi da anni, con spirito di abnegazione, garantisce un servizio a tutta la collettività“, dichiarano i rappresentanti sindacali.
Secondo la sigla sindacale, servirebbe un cambio di passo attraverso investimenti strutturali per rendere più efficiente la macchina della giustizia e garantire condizioni lavorative adeguate. “Per la FP CGIL destinare maggiori e adeguate risorse ai servizi pubblici e alla giustizia non è più procrastinabile. Sbloccare il tetto al salario accessorio con investimenti strutturali (e non una tantum), rendere veramente esigibili istituti contrattuali che consentano una effettiva conciliazione tra lavoro e vita privata dei lavoratori al fine di rendere attrattiva questa amministrazione, sono solo alcune delle rivendicazioni che come Fp Cgil continueremo a ribadire nelle sedi di confronto e non solo“, si legge nella nota.
Il richiamo al PNRR e alla stabilizzazione del personale
La FP CGIL ricorda infine l’impegno portato avanti negli ultimi anni nei luoghi di lavoro e nelle sedi istituzionali affinché le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potessero tradursi in un miglioramento concreto degli uffici giudiziari. “In questi anni, siamo stati impegnati nei luoghi di lavoro, nelle sedi istituzionali e nelle piazze, affinché gli investimenti del PNRR fossero, effettivamente, funzionali al miglioramento delle condizioni di lavoro negli uffici giudiziari. L’esperienza del PNRR si è conclusa lo scorso 30 giugno ma, per quanto ci riguarda, la vertenza potrà veramente considerarsi chiusa solo quando verrà garantita la stabilità e il futuro lavorativo alle lavoratrici e ai lavoratori che ancora oggi si trovano in una condizione di precarietà ed incertezza lavorativa nonostante il prezioso contributo e il qualificato apporto dimostrato all’interno degli uffici giudiziari“, conclude la FP CGIL.


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