È tornato il profumo di palestra e sudore al PalaCalafiore. La Domotek Volley ha ufficialmente alzato il sipario sulla nuova stagione, e tra i volti noti che si rivedono in campo c’è Luca Presta, centrale e uomo-simbolo di questa squadra. Lo abbiamo incontrato a margine dei primi allenamenti, e il suo sorriso racconta di un gruppo che, nonostante i cambiamenti, ha già voglia di ricominciare.
“Sono stato a Pescara con la mia ragazza e un po’ a casa, a Belvedere“. Una pausa rigenerante, con una scoperta: “Pescara per certi versi ha tantissime cose molto simili a Reggio. Un bel posto, mi ha fatto sentire a casa“.
Ma il pensiero corre già al rettangolo di gioco. I primi giorni di preparazione sono appena iniziati, e Presta si mostra cauto ma fiducioso. “Sono i primi giorni, sicuramente. Abbiamo un gruppo di ragazzi giovani e ragazzi esperti. Stiamo bene insieme, si vede già dall’inizio – spiega – però è ancora presto per vedere un po’ di più“. Il messaggio, però, è chiaro: l’individualità conta fino a un certo punto. “La cosa importante deve essere la squadra, stare bene in campo. Non è importante creare il gruppo per il gruppo stesso, ma essere squadra. Secondo me è molto più importante la squadra“.
Con un occhio al calendario, il centrale reggino analizza il prossimo campionato. Lui, che il girone unico lo conosce bene, sa che non sarà una passeggiata. “Il campionato è sicuramente di alto livello, più fisico e più tecnico. Per noi la cosa importante deve essere guardare in primis nel nostro rettangolo. Cercare di fare una buona pallavolo, mettere in campo ciò che facciamo durante la settimana. E poi il resto sarà tutto riguadagnato“.
Parola d’ordine: resettare. Il 2026 è stato un anno magico, culminato con lo storico triplete che ha fatto impazzire la città. La Domotek ha addirittura realizzato un documentario sugli exploit passati, ma Presta frena gli entusiasmi. “Pensarci è bello, ci pensiamo, ecco. Ma è il passato. Quello che dobbiamo fare adesso è pensare al presente, resettare tutto. Ovviamente un pensiero ci va sempre, perché fare un triplete in quel modo non è da tutti, però ora serve altro“.
“L’invito principale è rivedere tutte le persone in questo palazzetto, riempirlo. Ma parte tutto da noi: dobbiamo essere bravi a far venire voglia alla gente di venirci a vedere“.


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