Dialog Festival Casignana, il 4 settembre il forum “Archeologia, territorio e futuro”

Da Casignana e dalla Locride la presentazione della proposta di istituire il riconoscimento di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico

Il Dialog Festival di Casignana entra nel cuore della sua terza edizione con due giornate dedicate al rapporto tra patrimonio culturale, turismo, ricerca scientifica, innovazione e sviluppo territoriale, confermando la propria vocazione di luogo di confronto e di elaborazione di nuove strategie per il futuro della Locride e della Calabria. Dopo l’appuntamento del 3 settembre, dedicato al turismo e alle nuove prospettive di crescita del territorio, che vedrà protagonista Francesca Pascale, imprenditrice nel settore del turismo di qualità, il Festival proseguirà venerdì 4 settembre, alle ore 17:30, alla Villa Romana di Casignana, con il Forum Archeologia, Territorio e Futuro.

Non un semplice incontro di approfondimento, ma un momento di confronto tra mondo della ricerca, istituzioni, amministratori locali ed esperti dello sviluppo territoriale, con l’obiettivo di avviare una riflessione concreta sul ruolo che l’archeologia può assumere nella costruzione di una nuova strategia culturale e turistica della Locride.

Il tema scelto per l’edizione 2026 del Dialog Festival, Il Mediterraneo che resiste. La Calabria al centro di una nuova geografia culturale, racconta infatti una Calabria che vuole superare l’immagine di territorio periferico per proporsi come spazio centrale di connessione tra storia e contemporaneità, Mediterraneo ed Europa, patrimonio culturale e comunità, accoglienza, innovazione e nuove economie della conoscenza.

Dalla Locride una proposta di respiro nazionale

Sarà proprio il Dialog Festival di Casignana a ospitare la presentazione di una proposta che punta ad aprire un confronto di carattere nazionale: l’istituzione del riconoscimento di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico.

La Locride vuole proporsi come territorio pilota dal quale avviare questo percorso, non sulla base della presenza di un singolo sito archeologico, ma attraverso una visione territoriale capace di mettere in rete un patrimonio diffuso, articolato e straordinariamente ricco.

Locri Epizefiri, Kaulon, la Villa Romana di Casignana e gli altri importanti siti archeologici e culturali della Locride possono diventare parti di un’unica grande destinazione archeologica e del turismo storico.

L’idea è quella di superare una valorizzazione frammentata dei singoli beni per costruire un vero sistema territoriale dell’archeologia, nel quale ricerca, tutela, innovazione, turismo, formazione, accessibilità, servizi e sviluppo locale possano procedere insieme.

Una rete capace di trasformare il patrimonio storico e archeologico in un’opportunità stabile di conoscenza, sviluppo economico, nuova occupazione qualificata e crescita delle comunità locali.

La proposta di istituire il riconoscimento di Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico nasce dunque come uno strumento per stimolare i territori a progettare, cooperare e costruire nuove forme di fruizione e valorizzazione del patrimonio, mettendo al centro non soltanto la storia, ma anche la capacità contemporanea di raccontarla e trasformarla in una risorsa per il futuro.

L’istituzione del riconoscimento Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico nasce da un progetto promosso da Officine delle Idee, con la partecipazione del PIC – Polo di Innovazione Cultura e Turismo Cassiodoro – Regione Calabria, con l’obiettivo di costruire un nuovo modello nazionale di valorizzazione integrata del patrimonio archeologico, culturale e turistico dei territori.

Un forum tra università, istituzioni e sviluppo territoriale

Ad aprire i lavori sarà il Presidente del Consiglio Comunale di Casignana, Franco Crinò.

La proposta progettuale finalizzata all’istituzione della Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico sarà presentata da Antonio Blandi, Project Manager dell’iniziativa e direttore artistico del Dialog Festival, da tempo impegnato nella definizione e nel coordinamento di strategie e percorsi di valorizzazione integrata del patrimonio culturale e archeologico della Locride, con particolare attenzione alla costruzione di reti territoriali, alla promozione culturale e allo sviluppo di nuovi modelli di fruizione e attrattività turistica.

A seguire prenderanno parte al confronto personalità provenienti dal mondo accademico, della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo territoriale.

Interverranno:

  • Gianluca Grassigli, archeologo dell’Università degli Studi di Perugia e docente di Archeologia romana.
  • Guido Mignolli, direttore del GAL Terre Locridee.
  • Fortunato Cozzupoli, presidente del PIC – Polo di Innovazione Cultura e turismo Cassiodoro – Regione Calabria.
  • Francesco Macrì, presidente del GAL Terre Locridee.

Le conclusioni saranno affidate a Giacomo Crinò, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria.

I comuni insieme per costruire una grande destinazione archeologica

Uno degli elementi più significativi del Forum sarà la partecipazione dei territori. La valorizzazione dell’archeologia, infatti, non può fermarsi ai confini amministrativi dei singoli Comuni. La sfida è costruire una strategia condivisa capace di mettere in relazione siti, paesaggi, comunità e istituzioni facendo della Locride una destinazione culturale riconoscibile nel panorama nazionale.

In questa prospettiva parteciperanno al confronto i sindaci: Giuseppe Rocco Celentano Sindaco di Casignana; Giuseppe Cuzzola, Sindaco di Bruzzano Zeffirio; Rocco Femia, Sindaco di Marina di Gioiosa Ionica; Giuseppe Fontana, Sindaco di Locri; Rocco Luglio, Sindaco di Portigliola; Domenico Modaffari, Sindaco di Africo; Domenico Pizzi, Sindaco di Ferruzzano; Paolo Pulitanò, Sindaco di Samo; Luca Ritorto, Sindaco di Gioiosa Ionica; Giovanni Verduci, Sindaco di Motta San Giovanni.

Una presenza corale che intende affermare un principio preciso: il patrimonio archeologico della Locride acquista maggiore forza e capacità attrattiva se viene raccontato e promosso come patrimonio di un unico territorio.

Non una competizione tra Comuni e siti archeologici, quindi, ma una rete nella quale ogni luogo conserva la propria identità e, allo stesso tempo, contribuisce alla costruzione di un sistema culturale più ampio.

Una visione che può consentire alla Locride di presentarsi non soltanto come territorio ricco di testimonianze del passato, ma come una vera e propria destinazione archeologica integrata, capace di generare flussi turistici, servizi, formazione, ricerca e nuove occasioni di sviluppo.

Quando la geofisica incontra l’archeologia

Sempre nella giornata del 4 settembre, il Forum proseguirà con un secondo importante momento dedicato al rapporto tra archeologia, ricerca scientifica e nuove tecnologie.

L’incontro, dal titolo Quando la geofisica incontra l’archeologia, sarà dedicato agli strumenti e alle metodologie che oggi consentono di esplorare e conoscere ciò che si trova nel sottosuolo, ampliando le possibilità della ricerca archeologica senza compromettere l’integrità dei luoghi.

Interverranno i funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Andrea Maria Gennaro e Antonio Scrivo, il geologo Giuseppe Ferraro, specialista nelle indagini geofisiche applicate ai beni culturali, e nuovamente Gianluca Grassigli.

Un confronto che permetterà di comprendere come archeologia, geologia, geofisica e nuove tecnologie possano dialogare e contribuire insieme alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio nascosto.

La capacità di leggere ciò che ancora non è visibile rappresenta infatti una delle grandi sfide dell’archeologia contemporanea e apre nuove prospettive non soltanto per la ricerca, ma anche per la programmazione futura dei territori.

Il passato come risorsa per costruire il futuro

Il doppio appuntamento del 4 settembre rappresenta pienamente lo spirito del Dialog Festival: mettere in relazione conoscenza scientifica, istituzioni, comunità e territorio affinché il patrimonio culturale non rimanga soltanto memoria del passato, ma diventi uno strumento concreto per progettare il futuro.

La sfida che parte dalla Villa Romana di Casignana riguarda quindi l’intera Locride.

Un territorio caratterizzato da una straordinaria stratificazione storica, archeologica e culturale, che può oggi trasformare questa eredità in una leva di sviluppo turistico, economico, sociale e culturale.

Da questa consapevolezza nasce la proposta della Capitale Italiana dell’Archeologia e del Turismo Storico.

Non un semplice titolo celebrativo, ma un progetto capace di stimolare cooperazione territoriale, nuove progettualità, ricerca, innovazione, formazione, partecipazione delle comunità e costruzione di servizi.

Perché la vera sfida dell’archeologia non è soltanto conservare ciò che il passato ci ha consegnato.

È trasformare la conoscenza del passato in una delle fondamenta sulle quali costruire il futuro dei territori.

Locandina Tavola rotonda

Locandina geofisica