Degrado a Crotone, Pagliaroli contro Lucano: “accoglienza non significa assenza di regole. Dignità per i crotonesi”

Il capogruppo di Noi Moderati denuncia criticità a Piazzale Nettuno, via Miscello da Ripe e Orto Tellini: Accoglienza e rispetto delle regole devono convivere. La dignità deve essere garantita a tutti, anche ai crotonesi

Crotone viene prima di ogni polemica. Al centro devono esserci anche i cittadini crotonesi e il loro diritto a vivere quartieri, parchi e spazi pubblici in condizioni di decoro, sicurezza e serenità. Quando alcune zone della città diventano teatro di degrado, tensioni o utilizzi impropri degli spazi pubblici, non possiamo far finta che il problema riguardi soltanto chi vive una condizione di difficoltà. Riguarda anche chi quella città la vive ogni giorno. Riguarda i residenti, le famiglie e tutti coloro che chiedono semplicemente di poter utilizzare serenamente gli spazi comuni. Riguarda anche le Forze dell’Ordine, chiamate a intervenire quando si verificano problemi e situazioni di tensione“. È quanto dichiarato in un comunicato stampa da Pisano Pagliaroli, Consigliere Comunale – Capogruppo Noi Moderati.

Parlare di tutto questo non significa essere contro qualcuno e non significa negare dignità a nessuno. Significa pretendere rispetto per Crotone. Chi ha diritto all’accoglienza deve essere accolto dignitosamente. Ma accoglienza non può significare assenza di regole. Tutti, senza eccezioni, devono rispettare la città, i suoi cittadini e i suoi spazi pubblici.

Oggi alcune aree centrali della nostra città sono interessate da una situazione che sta creando disagio, criticità igienico-sanitarie e una forte limitazione della fruibilità degli spazi pubblici. Parliamo di Piazzale Nettuno, punto di partenza di diversi autobus che uniscono Crotone al resto d’Italia; di via Miscello da Ripe, di fronte al terminal crocieristico, dunque anche un importante biglietto da visita per chi arriva nella nostra città; e Orto Tellini, uno spazio della comunità che rischia nuovamente di essere sottratto alla piena fruibilità dei cittadini.

E allora una domanda, con rispetto ma altrettanta fermezza, va posta, chi tutela la dignità di quei cittadini? Chi tutela le famiglie, i bambini, i residenti e il diritto di tutti a vivere e utilizzare gli spazi pubblici della propria città? Perché se parliamo di dignità, dobbiamo parlare della dignità di tutti.

Questa parte del problema, nelle parole di Mimmo Lucano, sembra però non trovare spazio. In queste ore l’europarlamentare ha posto una domanda: “a chi fa comodo tenerli nel degrado?”. È una domanda forte. Ma allora, con lo stesso rispetto, sarebbe opportuno porre anche un’altra domanda: a chi importa del disagio e del degrado che stanno vivendo i cittadini crotonesi?”, rimarca Pagliaroli.

“Se esistono strutture e percorsi predisposti dalle istituzioni, bisogna comprendere perché alcune situazioni continuino a riversarsi nelle strade, nei parchi e nei luoghi pubblici e quali soluzioni possano essere messe in campo. E se si intendono indicare responsabilità precise, è giusto che vengano indicate con chiarezza.

Perché chi ricopre un incarico istituzionale, soprattutto a livello europeo, ha una responsabilità che va oltre la semplice denuncia: deve contribuire, per quanto nelle proprie competenze, alla ricerca di soluzioni. Io, da consigliere comunale e capogruppo di Noi Moderati, parto dalla mia responsabilità, rappresentare le istanze dei cittadini e far sentire la loro voce nelle sedi istituzionali. Non contro qualcuno. Per Crotone.

Difendere la dignità di chi arriva è giusto. Difendere la dignità, la sicurezza e la qualità della vita di chi a Crotone vive e lavora è altrettanto doveroso. Crotone è una città che ha conosciuto e conosce il valore dell’accoglienza. Ma è anche una città fatta di cittadini, famiglie, luoghi e spazi pubblici che meritano rispetto. Le due cose non sono in contraddizione. Servono regole, responsabilità, rispetto e collaborazione tra le istituzioni. Perché prima delle polemiche e prima degli schieramenti, viene Crotone“, conclude Pagliaroli.