Dalla Calabria alla lotta contro la leucemia: Luigi rinasce grazie alle Car-T, la sua storia diventa una mostra

Cresciuto a Isola di Capo Rizzuto, Luigi ha affrontato anni di cure contro la leucemia linfoblastica acuta. Nel 2024 la svolta con le terapie Car-T al Policlinico Gemelli: oggi, a 32 anni, racconta la sua rinascita nella mostra fotografica “Da qui in avanti”

È il 2016 quando la vita serena di Aurelia cambia: una stanchezza inusuale, un controllo al pronto soccorso e poi la diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. Cominciano i ricoveri, la chemio, un trapianto che però si scontrano con continue recidive. Cinque anni fa, quando le cure tradizionali non bastavano più, alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs le è stata prospettata la possibilità delle Car-T, una cura hi-tech fatta di cellule ingegnerizzate per riconoscere e uccidere il cancro. Dopo un lungo percorso, sempre con la famiglia accanto, oggi Aurelia sta finalmente bene. Non molto diversa è la storia di Luigi. Cresciuto in Calabria, a Isola di Capo Rizzuto, la sua quotidianità è stata rotta, nel 2020, da una febbre alta e ostinata che si è rivelata essere la manifestazione di una leucemia linfoblastica acuta.

Anche per lui è seguito un percorso di trattamenti falliti l’uno dopo l’altro, finché nel 2024 al Gemelli vengono proposte le Car-t. La terapia ha funzionato e oggi Luigi ha 32 anni e racconta la sua storia con serenità. Quelle di Aurelia e Luigi sono due delle sei storie protagoniste della mostra fotografica “Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia”, un progetto di Gilead-Kite realizzato con il patrocinio di Ail (Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma) e La Lampada di Aladino Ets. La mostra fa ora tappa al Policlinico Gemelli. “Le storie di Aurelia e Luigi, insieme a quelle degli altri protagonisti della mostra, ci ricordano che dietro ogni diagnosi c’è prima di tutto una persona, con le sue paure, le sue speranze e il desiderio di tornare a immaginare il proprio futuro“, afferma Simona Sica, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche al Gemelli e e professoressa associata di Malattie del Sangue all’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Le terapie Car-T hanno aperto una nuova prospettiva per alcuni pazienti affetti da tumori del sangue, offrendo una possibilità terapeutica innovativa e, per chi può beneficiarne, una nuova opportunità di vita“. La mostra sfrutta la forza delle immagini per raccontare l’esperienza dei tumori ematologici, ma anche la progressiva rinascita grazie alle nuove terapie. Le sei storie attraversano l’Italia da nord a sud, accompagnando lo spettatore nei luoghi vissuti durante la malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita.

“Come medici abbiamo il compito di accompagnare i pazienti in ogni fase di questo percorso, non solo attraverso la cura, ma anche attraverso l’ascolto e la vicinanza“, aggiunge Sica. “Per questo trovo particolarmente significativo raccontare queste esperienze attraverso la fotografia: gli scatti riescono a restituire emozioni e momenti che spesso le parole non riescono a esprimere. “Da qui in avanti” parla di malattia, ma soprattutto di persone e di futuro: ci ricorda che, anche dopo un percorso difficile, è possibile tornare a guardare avanti e a costruire nuovi progetti“, conclude l’ematologa.