Ci sono persone che lasciano la propria città e persone che, pur vivendo lontano per decenni, finiscono per portarne con sé il carattere, la memoria e quella particolare appartenenza che non ha bisogno di una residenza per esistere. È una storia che appartiene anche a Gentiana Dervishi, reggina di adozione e da oltre vent’anni protagonista di un percorso professionale internazionale nel mondo della moda, oggi organizzatore della GX Fashion Week nelle sue edizioni di Milano e Parigi, titolare di Albania Fashion Week e Tirana Fashion Week, nonché Presidente della AIFF – Albanian International Fashion Federation, la prima Camera della Moda albanese. Al suo fianco, nella vita e nel lavoro, c’è Alessio Marrari, professionista della comunicazione, blogger, podcaster e già speaker radiofonico, anch’egli lontano dalla propria città da 26 anni, ma con un percorso professionale costruito nel tempo attraverso la comunicazione, l’informazione e il racconto degli eventi.
I due reggini hanno costruito un sistema organizzativo capace di muoversi tra Milano, Parigi e l’Albania
Insieme hanno trasformato esperienze, competenze e visioni differenti in una realtà ormai pienamente riconoscibile nel panorama della moda internazionale, costruendo un sistema organizzativo capace di muoversi tra Milano, Parigi e l’Albania con un livello di struttura e professionalità sempre più elevato. Ed è proprio alla vigilia delle sfilate milanesi del 28 settembre, che si terranno nella prestigiosa cornice di Palazzo dei Giureconsulti, nel cuore storico di Milano, che questa realtà torna a mostrarsi al pubblico attraverso una nuova edizione della GX Fashion Week, confermando una formula nella quale moda, organizzazione, comunicazione e dimensione internazionale convivono all’interno di un unico progetto. Una realtà nata da una visione precisa e consolidata stagione dopo stagione, nella quale Gentiana Dervishi rappresenta il cuore organizzativo e creativo e Alessio Marrari ne accompagna la comunicazione e il racconto, conducendo insieme una macchina complessa che oggi coinvolge designer, maison, professionisti, modelle, hair & make-up artist, fotografi e operatori provenienti da differenti Paesi. Un percorso che ha portato due persone profondamente legate alle proprie origini a costruire, lontano dalla propria città, una presenza internazionale nel mondo della moda.
GX Fashion Week, la moda d’eccellenza nel cuore della Milano più esclusiva
Una passerella internazionale nel cuore di Milano, sospesa tra alta moda, nuove visioni creative e la magnificenza senza tempo di Palazzo dei Giureconsulti.
Ci sono città che raccontano sé stesse attraverso le vetrine, e città che lo fanno attraverso le pietre. Milano appartiene a questa seconda, rarissima categoria. Nel tratto che separa Piazza Duomo da Piazza dei Mercanti si respira un’eleganza ancestrale, fatta di marmi levigati dal tempo, di portici che hanno visto sfilare secoli di potere, di una luce che a Milano ha sempre avuto qualcosa di scenografico, quasi ieratico. È qui, in questo scrigno di bellezza sedimentata, che la moda torna a incontrare la propria origine più nobile. La GX Fashion Week sceglie ancora una volta di sottrarsi alla convenzione della passerella anonima, per abbracciare invece il fascino irripetibile della storia. Il cuore pulsante di questa nuova stagione è il Palazzo dei Giureconsulti, in Piazza dei Mercanti, una delle dimore più sontuose e cariche di significato dell’intera Milano.
Voluto a partire dal 1562 su disegno di Vincenzo Seregni, il palazzo fu culla del Collegio dei Giureconsulti, tempio del sapere giuridico, salotto buono della finanza cittadina, testimone silenzioso di ogni epoca aurea che Milano abbia mai attraversato. Ospitò la Borsa nell’Ottocento, è legato dal 1911 alla Camera di Commercio, e oggi apre le sue sale affrescate a un nuovo, sfolgorante capitolo. È in questa cornice di rara suggestione che Gentiana Dervishi firma ancora una volta la propria idea di moda internazionale, sofisticata, personalissima, mai prevedibile. Non una sfilata come tante, ma un rito, un incontro sensoriale tra l’eleganza contemporanea e la magnificenza di un luogo che pare concepito apposta per custodire la bellezza. Ogni dettaglio, dalla scelta dello spazio alla drammaturgia del racconto, parla di un lusso autentico, quello che non necessita di ostentazione perché è scolpito nella pietra, nella luce, nella storia stessa.
La GX Fashion Week torna nel salotto più prezioso di Milano
La GX Fashion Week torna così nel salotto più prezioso di Milano, tra gli echi di un passato glorioso e il bagliore di una moda che guarda, con audacia, al futuro. Un nuovo capitolo di un progetto che, stagione dopo stagione, non cerca semplicemente una vetrina, ma un palcoscenico degno della sua ambizione, internazionale, senza tempo, irresistibilmente milanese. Una scelta che, nelle parole della sua fondatrice, Gentiana Dervishi, affonda le proprie radici in una concezione della moda che parte prima ancora che dalla scena, dal significato profondo dei luoghi, delle persone e delle storie che quella scena è chiamata a raccontare: “ho scelto il cuore di Milano, il Duomo, perché il mio lavoro nasce innanzitutto dal cuore, prima ancora che dalla professionalità. E se esiste una città in cui questa scelta potesse assumere un significato compiuto, quella è Milano, capitale mondiale della moda. Ho voluto fortemente il suo centro perché il centro, per me, non è una mera collocazione geografica: sono i designer che vi partecipano, la loro identità, la ricerca che accompagna ogni collezione, la cura quasi certosina con cui vengono selezionati. Sono loro il vero fulcro di ogni nostra edizione. E sono certa che, ancora una volta, presenteranno collezioni destinate a lasciare un segno, a far parlare di sé ben oltre i giorni della Fashion Week, conquistando per mesi l’attenzione degli addetti ai lavori e di un pubblico internazionale sempre più esigente. Questa è la mia scommessa, la stessa che rinnovo a ogni edizione milanese”.
“Siamo partiti molti anni fa da un’intuizione che allora custodiva tutto il fascino, ma anche tutto il rischio, di una sfida professionale; oggi ci ritroviamo menzionati dalle testate più prestigiose, osservati da un pubblico sempre più colto e attento. Per me, questa è la conferma più tangibile del cammino percorso. La moda, tuttavia, è ben più complessa e stratificata di quanto uno sguardo distratto possa cogliere. Non parlo della sua spettacolarizzazione contemporanea, di quella dimensione effimera che troppo spesso pretende di sostituire la sostanza con l’apparenza. Parlo della qualità delle scelte, della capacità di riconoscere un talento autentico, di costruirgli un percorso, di offrire spazio a una visione e di assumersene, fino in fondo, la responsabilità. È su questo che abbiamo edificato il nostro lavoro, ed è precisamente questa qualità, oggi, a essere riconosciuta”, conclude.
In passerella arriverà Pin-Up Stars, il marchio di beachwear fondato da Jerry Tommolini
A dare corpo a questa nuova edizione della GX Fashion Week sarà una selezione di designer e maison che incarnano, ciascuno secondo una propria grammatica, la pluralità di linguaggi che oggi definisce la moda contemporanea. In passerella arriverà Pin-Up Stars, il marchio di beachwear fondato da Jerry Tommolini nel 1994, che negli anni ha edificato un percorso di ricerca capace di sottrarre il costume da bagno alla sua accezione meramente funzionale, per elevarlo a categoria estetica a tutti gli effetti. La cifra del marchio risiede in una visione che privilegia la sostanza all’effimero: un’attitudine quasi pittorica nell’uso del colore, una sensibilità scultorea nella definizione della forma, un’ossessione per la bellezza che si fa metodo prima ancora che stile. Un lavoro che si è costruito nel tempo per stratificazione, non per proclama, e che da oltre trent’anni impone il marchio come riferimento assoluto del costume da bagno italiano, testimonianza di come anche il beachwear possa elevarsi a vera e propria disciplina creativa, con la stessa dignità concettuale della grande moda.
Accanto a questo nome ormai storico, Nina Tsiklauri, georgiana, porta a Milano Uniqe, la maison di alta sartoria che dirige in via Vincenzo Monti, dove firma una ricerca di rara coerenza stilistica: una sartoria costruita con precisione quasi architettonica, capace di restituire all’abito la sua dimensione più nobile, quella della struttura che diventa carattere. Nel suo lavoro, la tecnica sartoriale non è mai fine a sé stessa, ma strumento al servizio di un’eleganza che appartiene inequivocabilmente al presente.
Dall’Albania arriva Xheksil Muça, giovane designer e fondatore di Plisi, già riconoscibile per una ricerca che unisce profondità concettuale, originalità e forte identità autoriale. Il suo lavoro trasforma memoria e patrimonio culturale in una visione contemporanea, attraverso una particolare attenzione alla costruzione dell’abito, ai materiali e alla ricerca estetica. Una creatività personale, capace di muoversi tra moda e arte senza perdere il legame con le proprie radici.
A custodire la continuità della grande sartoria italiana sarà Umberto Michele Perrera
A custodire la continuità della grande sartoria italiana sarà Umberto Michele Perrera, (Sartoria Perrera), Cavaliere della Repubblica e vero patriarca dell’alta sartoria piemontese: a 87 anni e con 62 stagioni di passerelle alle spalle, incarna una parabola artistica che sfida il tempo stesso, un percorso in cui ogni collezione si è fatta capitolo di un’unica, ininterrotta narrazione di bellezza. Con la sua Sartoria Perrera di Novara, ha trasformato il mestiere in vocazione e la vocazione in eredità, componendo nel corso di una vita un’opera che appartiene ormai alla memoria collettiva della moda italiana, tanto quanto ai suoi protagonisti più celebrati.
Chiude questa geografia internazionale Owana Lima, designer guatemalteca e fondatrice di Nicteel, il cui nome custodisce già un manifesto poetico: in lingua maya significa “fiori”. Formatasi tra Milano, Parigi e Miami, Lima ha fatto della propria opera un ponte tra due mondi apparentemente inconciliabili, l’alta moda internazionale e l’anima più profonda dell’artigianato guatemalteco, trasformando ogni capo in un frammento di memoria collettiva, quasi un’eco viva delle proprie radici. Una ricerca già celebrata sulle passerelle di New York e Parigi, che oggi approda a Milano portando con sé non soltanto uno stile, ma un’intera cosmogonia culturale: quella di un Paese che, attraverso la sua sensibilità più autentica, continua a raccontarsi al mondo.
Cinque nomi, cinque Paesi, cinque modi distinti di intendere l’abito come linguaggio. È questa la scommessa di Gentiana Dervishi: riunire nello stesso spazio la forza di una maison affermata, il rigore sartoriale milanese, l’artigianato italiano più autentico, la nuova scena creativa albanese e georgiana, e l’anima tessile del Guatemala. Milano, ancora una volta, come luogo dove mondi lontani si incontrano, e la moda fa quello che sa fare meglio: trasformare una storia in una forma. Dietro ogni silhouette si dispiega un’altra forma di creazione, meno visibile ma non meno determinante: quella affidata agli Hair & Make-Up Artist, chiamati a completare la grammatica estetica della passerella attraverso volumi, texture, luce e carattere. Perché nella moda nulla è accessorio: capelli e trucco non si limitano ad accompagnare il look, ne codificano l’identità visiva, trasfigurando una collezione in immagine compiuta, in narrazione che si imprime nello sguardo ancor prima di sedimentarsi nella memoria.
A guidare questa squadra sarà Diana Jaupi, Hair Director, insieme ad Alex Randulescu, Make-up Director: sono loro a orchestrare il lavoro dell’intero team, chiamato a dare forma e coerenza all’immaginario estetico della sfilata. Al loro fianco, un collettivo di talenti che firmerà volumi, texture e sguardi di ogni look in passerella: Emma Berisha (Image Advisor), Motoc Monica Alexandra, Izabella Alexandra Vass, Mishaela Zefi, Suleimenova Kamilla, Stingaciu Alina, Ishanova Anastasiya, Minushe Dauti, Flutura Coniku, Bocîrnea Anca Gachi, Alekparova Alma, Andrei Cretu, Marjeta Shahini, Bardas Alexia, Colesniuc Adrian, Anastassiya Nurullayeva, Gerta Dhimitri, Antonia Cojocariu, Füstös Nagy Erika, Popa Elena, Armanda Çepe Alex Toto, Meli Sonia, Di Napoli Ilaria. A tenere insieme i fili di questa macchina complessa sarà Alessia Xhafa, Direttore del Coordinamento: giovanissima ma già forgiata da anni di edizioni internazionali della GX Fashion Week, orchestra con lucidità chirurgica ogni ingranaggio celato dietro le quinte, perché la sfilata possa scorrere impeccabile agli occhi di chi la osserva.
A dare voce a questa sfilata sarà Alessio Marrari
A dare voce a questa sfilata sarà Alessio Marrari, che ne condurrà la narrazione forte di un’esperienza pluriennale maturata come blogger, comunicatore e podcaster, oltre a un trascorso da speaker radiofonico. Responsabile della comunicazione internazionale di GX e dell’Albania Fashion Week, trasfigura ogni passerella in racconto, guidando il pubblico attraverso eleganza e creatività con quell’autorevolezza che appartiene solo a chi possiede una conoscenza autentica del linguaggio della moda. A coordinare l’intero corpo fotografico di questa stagione saranno Arjentina Kola e Nicola Giordano: sono loro a orchestrare il lavoro di tutti i fotografi presenti, custodendo lo sguardo ufficiale dell’evento e restituendo, fotogramma dopo fotogramma, l’intera magia della moda in movimento.



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