Concorso Ministero della Cultura da 1.800 posti, gli idonei contro la prova unica a Roma: “scelta penalizzante, servono sedi decentrate”

Il Gruppo Idonei Concorsi, che rappresenta oltre 20 mila idonei a livello nazionale, contesta l’ipotesi di concentrare la selezione alla Fiera di Roma: “200 mila candidati, costi e disagi enormi per chi arriva da lontano”

“Il Gruppo Idonei Concorsi, che rappresenta una platea di oltre 20 mila idonei a livello nazionale nato con l’obiettivo prioritario di ottenere una concreta tutela giuridica per gli idonei, valorizzare il merito e garantire certezza e trasparenza nelle procedure di reclutamento della Pubblica Amministrazione, interviene con fermezza sulla gestione del concorso pubblico per 1.800 posti pubblicato dal Ministero della Cultura (MiC) il cui bando è stato pubblicato l’11 dicembre 2025 e suddiviso tra 1.500 posti di assistente per la tutela, accoglienza e vigilanza e 300 posti di assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione”. Lo afferma in una nota il Gruppo Idonei Concorsi – Coordinamento Nazionale.

“A fronte della nomina delle Commissioni esaminatrici avvenuta il 27 febbraio 2026 tramite delibera numero 5 e di una straordinaria adesione che ha visto pervenire circa 200 mila candidature, l’iter concorsuale ha purtroppo subito mesi di ingiustificata paralisi a causa del blocco e del successivo sblocco dei finanziamenti necessari a coprire le spese organizzative delle prove”.

“Soltanto il 9 settembre 2026 il Ministro Giuli ha annunciato lo sblocco dello stanziamento per la convenzione con il Formez, rendendo noto attraverso le recenti comunicazioni della Funzione Pubblica CGIL del 16 settembre che l’amministrazione ha riaperto le interlocuzioni per svolgere la prova scritta nel mese di novembre presso la sede unica della Fiera di Roma. Questa scelta di accentramento logistico viene giustificata dalla P.A. sostenendo che le tempistiche e le risorse economiche non permetterebbero l’organizzazione di più sedi e che una richiesta in tal senso porterebbe a uno slittamento della procedura oltre il limite del piano assunzionale fissato al 31 dicembre”.

“Come Gruppo Idonei Concorsi rigettiamo fermamente questa ricostruzione e riteniamo inaccettabile l’eventuale imposizione di una sede unica. Il tempo per organizzare prove decentrate c’è stato ampiamente, dato che il bando è stato pubblicato a dicembre 2025, ed è altrettanto evidente che le risorse finanziarie non manchino, visto che il solo versamento della tassa di concorso da 10 euro effettuato dai 200 mila partecipanti ha generato un gettito di ben 2 milioni di euro nelle casse pubbliche”.

“Svolgere la prova esclusivamente a Roma non soltanto stride apertamente con l’articolo 3 del bando di concorso, che prevede espressamente anche la possibilità di svolgere le prove in sedi decentrate per assicurare omogeneità e pari opportunità di selettività, ma genera enormi disagi, costi proibitivi e barriere logistiche a carico dei candidati per spese di viaggio e alloggio, penalizzando in modo ingiusto e discriminatorio chi risiede lontano dalla capitale”.

“Per queste ragioni, il Gruppo Idonei Concorsi – Coordinamento Nazionale chiede con forza l’immediata predisposizione di prove concorsuali su più sedi decentrate sul territorio nazionale, al fine di garantire la massima partecipazione, tutelare i diritti di tutti i concorrenti ed evitare un gravoso ed evitabile sacrificio economico a migliaia di lavoratori e giovani professionisti”.