A Cinquefrondi, cittadina in provincia di Reggio Calabria, torna a vivere una delle ricorrenze religiose più sentite dalla comunità: la Festa di San Rocco, appuntamento che ogni anno rinnova un legame profondo tra fede, tradizione e cultura popolare. Nel cuore della Piana di Gioia Tauro, il culto di San Rocco rappresenta da generazioni un punto di riferimento per tanti fedeli, che si ritrovano per rendere omaggio al santo protettore degli ammalati e degli ultimi, simbolo di solidarietà e carità cristiana. La festa non è soltanto un momento religioso, ma anche un’occasione di incontro per tutta la comunità, capace di unire memoria storica, spiritualità e partecipazione collettiva.
La festa di San Rocco a Cinquefrondi, tra fede e partecipazione popolare
A Cinquefrondi, la celebrazione rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la comunità religiosa. La devozione verso San Rocco si manifesta attraverso le celebrazioni liturgiche, le preghiere dei fedeli e il tradizionale momento dedicato alla venerazione della statua del santo. La festa diventa così un viaggio nella memoria collettiva del paese, dove le nuove generazioni incontrano le tradizioni tramandate da genitori e nonni. Il legame con San Rocco non è soltanto spirituale, ma anche identitario: una testimonianza della forza delle tradizioni locali e del ruolo che le feste patronali continuano ad avere nella vita dei piccoli centri calabresi.
Una tradizione che unisce generazioni
Le feste patronali rappresentano da sempre un elemento fondamentale della cultura calabrese. A Cinquefrondi, la Festa di San Rocco conserva questo valore, trasformandosi in un momento capace di coinvolgere residenti, emigrati che tornano nel paese d’origine e visitatori. La devozione popolare si intreccia con il desiderio di ritrovarsi, condividere emozioni e custodire un patrimonio fatto di riti, racconti e gesti tramandati nel tempo. Ogni anno la festa richiama il senso di appartenenza della comunità e rafforza il rapporto tra il paese e le proprie radici.
Il rito della “spogghiatina” e dei “pagghiari”
Vari sono i riti che caratterizzano la festa: ricco di significato mistico è il rito della “svestizione” localmente definita “spogghiatina”. I devoti al Santo, per grazia ricevuta o per invocare benevolenza particolare, si spogliano dei propri vestiti e li donano al Santo. Non meno carico di misticità risulta il rito dei “pagghiari”. Alcuni fedeli offrono il proprio sacrificio a San Rocco coprendosi di una sorta di campana costituita da spine e rovi intrecciati tra loro e percorrono in silenzio, talvolta scalzi, le vie della Processione.
Il deserto di San Rocco
Altra tradizione particolare è quella della costruzione del “deserto”, una capanna composta da un’impalcatura in legno rivestita da canne e da una particolare pianta “lu stincu” con l’intento di rappresentare particolari momenti della vita di San Rocco. L’interno del “deserto” è composto da serratura, a rappresentare una zona desertica, con una sorgente d’acqua. Inoltre ci sono fiori, stelle, barchette e triangoli (di vari colori) ad arricchire la costruzione.









Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?