Un garage trasformato in una vera e propria base logistica dello spaccio è stato scoperto dai Carabinieri nell’ambito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania. All’interno del locale i militari hanno trovato oltre 4 chilogrammi di sostanze stupefacenti tra marijuana, hashish, crack e cocaina, oltre a una rivoltella calibro 38 con munizioni. Secondo le stime degli investigatori, il quantitativo sequestrato avrebbe potuto essere trasformato in circa 27mila dosi destinate al mercato della droga. L’operazione ha portato all’esecuzione di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di due persone, un uomo di 38 anni e uno di 52 anni, accusati di spaccio di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, aggravato dalla disponibilità di un’arma durante la commissione del reato.
La scoperta del garage e il maxi sequestro dei Carabinieri
L’indagine è stata condotta dai Carabinieri attraverso un’articolata attività investigativa avviata dopo un primo arresto effettuato dai militari della Compagnia di Riposto. Il ritrovamento all’interno del garage ha permesso agli investigatori di individuare quello che viene ritenuto un punto strategico per la gestione dello spaccio di droga sul territorio. Nel locale erano custoditi diversi tipi di stupefacenti, con un assortimento che comprendeva cocaina, crack, hashish e marijuana, insieme a una pistola pronta all’uso. La presenza dell’arma ha fatto scattare anche l’aggravante contestata agli indagati, legata all’ipotesi che lo spaccio sarebbe stato gestito disponendo di strumenti di intimidazione e difesa.
Due indagati arrestati: contestato lo spaccio aggravato dall’uso di un’arma
Al termine dell’attività investigativa, il Gip ha emesso un provvedimento cautelare nei confronti di due soggetti ritenuti coinvolti nella gestione dell’attività illecita. Le accuse contestate riguardano lo spaccio di un ingente quantitativo di droga, con l’aggravante di aver commesso il fatto mentre gli indagati erano in possesso di una rivoltella calibro 38 e delle relative munizioni. La misura cautelare ha riguardato un 38enne e un 52enne, entrambi finiti in carcere sulla base del quadro indiziario raccolto dagli investigatori.
Le indagini dopo il primo arresto: dal 38enne al proprietario del garage
L’inchiesta è partita dall’arresto in flagranza del 38enne, inizialmente sottoposto agli arresti domiciliari. Successivamente, nei suoi confronti era stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La sua posizione è stata poi definita attraverso il giudizio direttissimo e il patteggiamento. Le indagini dei Carabinieri, tuttavia, non si sono fermate e si sono concentrate sul proprietario del garage, inizialmente considerato estraneo rispetto al ritrovamento della droga e della pistola. Attraverso ulteriori approfondimenti investigativi, gli inquirenti hanno ricostruito un quadro differente.
Le immagini della videosorveglianza al centro dell’inchiesta
Un ruolo determinante nell’evoluzione dell’indagine sarebbe stato svolto dall’analisi delle immagini registrate da un impianto di videosorveglianza della zona. Secondo quanto contestato dalla Procura di Catania, la visione dei filmati avrebbe consentito di delineare un quadro indiziario anche nei confronti del proprietario del garage, il 52enne. Gli elementi raccolti avrebbero quindi portato non solo alla richiesta di una nuova misura cautelare in carcere nei suoi confronti, ma anche alla richiesta di aggravamento della posizione del 38enne, provvedimento successivamente accolto.
La lotta allo spaccio nel territorio catanese
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto al traffico di droga portate avanti dalle forze dell’ordine nel territorio catanese. La scoperta del garage adibito a deposito di sostanze stupefacenti evidenzia il ruolo centrale delle attività investigative, dei controlli sul territorio e dell’utilizzo di strumenti come gli impianti di videosorveglianza per ricostruire le dinamiche criminali. Il sequestro di oltre 4 chilogrammi di droga, della pistola e delle munizioni rappresenta un importante risultato investigativo nell’ambito dell’azione di contrasto alle organizzazioni dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti.


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