Calabresi nel mondo, la Regione punta sulla rete globale: “dalle radici possono tornare idee, competenze e sviluppo”

La Consulta regionale dei Calabresi nel mondo entra nella fase operativa con il Piano degli interventi 2027: l’obiettivo è trasformare il legame delle comunità all’estero con la terra d’origine in una rete di idee, competenze, relazioni e nuove opportunità di sviluppo per la Calabria

La Calabria prova a trasformare la sua emigrazione in una risorsa strategica per il futuro. Non più soltanto memoria e appartenenza, ma una rete internazionale capace di generare nuove opportunità economiche, culturali e sociali. È questo l’obiettivo al centro dei lavori della Consulta regionale dei Calabresi nel mondo, che ha riunito in Calabria rappresentanti e consultori delle comunità presenti nei diversi continenti. Un percorso che punta a mettere a sistema una presenza già fortemente radicata nel mondo e a costruire un nuovo rapporto tra la Regione, le comunità all’estero e le nuove generazioni. A tracciare la linea è il consigliere regionale Orlandino Greco, presidente delegato della Consulta regionale dei Calabresi nel mondo.

“Quello che stiamo costruendo non è un appuntamento celebrativo sull’emigrazione. È il tentativo di mettere finalmente a sistema una rete che la Calabria possiede già nel mondo. Chi è partito ha portato con sé un pezzo di questa terra; oggi dobbiamo creare le condizioni perché da quella grande storia possano tornare idee, competenze, relazioni e sviluppo. La Calabria globale esiste già. Il nostro compito è farla lavorare insieme.”

Dall’appartenenza a un programma concreto di ritorno

Le giornate della Consulta, dopo l’accoglienza di mercoledì 9 settembre, sono entrate nel vivo giovedì 10 settembre alla Cittadella regionale, con l’insediamento ufficiale dell’organismo e il confronto sulle prospettive di sviluppo, sul turismo delle radici e sul Piano degli interventi 2027. Il progetto guarda a un concetto più ampio di ritorno: non necessariamente un rientro fisico in Calabria, ma la possibilità di recuperare e valorizzare competenze, relazioni e conoscenze maturate all’estero dalle comunità calabresi.

La prima giornata ha avuto un forte valore simbolico con la visita al Santuario di San Francesco di Paola, dove le delegazioni sono state accolte da fra Domenico Crupi in un momento dedicato alla condivisione delle radici comuni. San Francesco rappresenta infatti uno dei simboli identitari della Calabria più riconosciuti anche oltre i confini regionali e nazionali. Da questo patrimonio culturale e spirituale nasce anche l’idea di rafforzare i collegamenti con le comunità calabresi presenti in Paesi come Argentina, Uruguay e Brasile, dove il legame con la terra d’origine continua a essere particolarmente forte.

Alla giornata hanno partecipato anche il dirigente del Dipartimento regionale Turismo, cultura e identità territoriale Cosimo Caridi, la segretaria della Consulta dei Calabresi nel mondo Annalisa Mazzei e Francesco Aloia, impegnato nelle iniziative territoriali e nel turismo religioso quale delegato al Cammino di San Francesco.

Cosenza, generazioni diverse unite dalla stessa identità

Il percorso è proseguito nel centro storico di Cosenza, con la tappa a Piazza Telesio e successivamente con la cena all’Enoteca provinciale. Un momento di confronto che ha coinvolto generazioni diverse: da chi ha mantenuto per decenni il rapporto con la Calabria d’origine fino ai figli e ai nipoti degli emigrati, sempre più interessati a costruire un legame nuovo e contemporaneo con la propria terra. Una partecipazione che testimonia come il rapporto tra Calabria e comunità all’estero non sia più soltanto legato al passato, ma possa diventare una leva per il futuro.

La Sala Verde della Cittadella regionale ha ospitato la prima sessione plenaria della Consulta. Ai lavori hanno preso parte il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso, i parlamentari eletti all’estero, l’assessore regionale all’Agricoltura e alle Aree interne Gianluca Gallo e i sindaci di diversi Comuni calabresi dai quali hanno avuto origine importanti comunità nel mondo, tra cui Caccuri, Tarsia, Paola e Fuscaldo.

L’insediamento ha aperto la fase operativa che porterà alla proposta del Piano annuale degli interventi 2027, destinato a definire nuove strategie nei rapporti tra Regione, consultori, associazioni e comunità calabresi all’estero. Il programma prevede anche un focus sull’internazionalizzazione, sul Made in Calabria e sul ruolo dei calabresi nel mondo nella costruzione di nuove connessioni economiche.

I Marcatori Identitari Distintivi per raccontare una Calabria riconoscibile nel mondo

Tra gli appuntamenti della giornata anche la presentazione del progetto dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria, curato dal comunicatore strategico e ideatore dei MID Lenin Montesanto, insieme all’attrice Annalisa Insardà, voce e interprete dei due corti “Dove Tutto è Cominciato #1 e #2”. I lavori sono stati introdotti dalla proiezione dei due cortometraggi, con il secondo presentato in anteprima assoluta nella serata conclusiva del Vinitaly a Sybaris nel luglio scorso. Il progetto ha contribuito a raggiungere oltre 1,2 milioni di visualizzazioni sui social.

Venerdì 11 settembre la seconda sessione plenaria si sposterà nella Sala Giuditta Levato del Consiglio regionale, con la partecipazione del presidente della Regione Roberto Occhiuto e i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo. Al centro della giornata ci saranno il ruolo delle istituzioni nel sostegno alle comunità all’estero, le nuove forme di partecipazione, il turismo delle radici, l’identità e la rappresentanza internazionale. Greco interverrà nel confronto dedicato alla Calabria globale, mentre nel pomeriggio sarà presentata l’idea progettuale della nuova piattaforma web della Consulta.

La giornata prevede inoltre l’elezione del Comitato direttivo e del vicepresidente, il confronto dei consultori sul Piano degli interventi, la valutazione delle modifiche alla legge regionale 8/2018 e l’approvazione del documento finale.

Turismo delle radici e ritorno delle competenze

La nuova sfida della Calabria globale passa anche dal coinvolgimento delle nuove generazioni. Secondo Greco, proprio figli, nipoti e pronipoti dell’emigrazione rappresentano una parte fondamentale del futuro rapporto con la regione. “Non dobbiamo chiedere necessariamente a tutti di tornare a vivere in Calabria. Esiste anche un ritorno delle idee, delle competenze, delle relazioni e delle esperienze. È questo patrimonio che dobbiamo riuscire a intercettare”. La seconda sessione plenaria ospiterà anche la presentazione dell’idea progettuale della nuova piattaforma web della Consulta, sintetizzata nel messaggio “Le radici che danno forza al futuro”, oltre all’elezione del Comitato direttivo e del vicepresidente, agli interventi dei consultori sul Piano e al confronto sulle modifiche alla normativa regionale.

Il programma si concluderà sabato 12 settembre con un percorso culturale tra Pizzo e Tropea, dedicato al patrimonio storico, paesaggistico ed enogastronomico regionale. Un’occasione per mostrare ai rappresentanti delle comunità calabresi nel mondo una Calabria capace di raccontare le proprie eccellenze. Il messaggio finale di Greco guarda a una nuova lettura della storia migratoria calabrese, non più soltanto come perdita, ma come patrimonio internazionale da valorizzare.

“Per troppo tempo l’emigrazione è stata raccontata soltanto come una sottrazione. Oggi abbiamo il dovere di leggere quella storia anche per quello che ha generato nel mondo. La Calabria possiede già una straordinaria infrastruttura umana internazionale. Se saremo capaci di metterla in rete, le radici non saranno soltanto memoria: diventeranno una delle nostre più grandi politiche di futuro.”