“Il taglio del bollo, come mossa elettorale di Meloni per recuperare l’emorragia di consenso del governo più lungo e immobile della storia della Repubblica, ricorda molto il colpo di teatro Berlusconiano più famoso, quel “Aboliremo l’ICI” che risuona ancora nelle orecchie degli italiani. La differenza è che dopo 4 anni e mezzo di Governo, che dovevano vedere l’abolizione delle accise e la totale incapacità di muovere un dito contro i prezzi del carburante tra i più alti della storia, la credibilità di Meloni & Co. è ben diversa da quella del primo Berlusconi“. È quanto dichiarato da Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano.
“Bene ha fatto Pasquale Tridico a sottolineare la profonda incoerenza del centrodestra, ricordando le squallide derisioni messe in campo, proprio dalla Presidente del Consiglio, in occasione della proposta di abolire il bollo auto durante la campagna elettorale per le regionali in Calabria, ma tutto questo potrebbe essere anche bollato come polemica politica. Ciò che certifica la totale inadeguatezza ed ipocrisia sociale dell’attuale Governo regionale sono gli atti, che poco si prestano alle interpretazioni politiche. – rimarca Stasi – Mentre i calabresi continuano ad essere bersagliati con pignoramenti e fermi macchina, per il mancato pagamento dei vecchi bolli gravati da interessi e sanzioni, la Giunta regionale avrebbe potuto aderire alla definizione agevolata come hanno fatto tanti Comuni vicini alle esigenze dei cittadini.
Grazie a questa scelta, infatti, per fare l’esempio di Corigliano-Rossano, siamo riusciti a rendere stralciabili circa 17 milioni di euro tra interessi e sanzioni nei confronti di famiglie ed imprese che hanno, quindi, la possibilità di rientrare nella regolarità fiscale superando il circuito vizioso degli aumenti sanzionatori.
La Regione Calabria avrebbe potuto e dovuto fare la stessa cosa, dando la possibilità a famiglie ed imprese calabresi di pagare i tributi alleggeriti di circa 90 milioni di euro di sanzioni ed interessi, come emerge dai dati del bilancio regionale che abbiamo studiato. Avrebbe significato dare ai calabresi la possibilità di superare pignoramenti, fermi macchina e situazioni di grave difficoltà facendo il proprio dovere. Non lo ha fatto, perché totalmente incapace di effettuare scelte amministrative serie come ha dimostrato in tutti i campi.
Avrebbe potuto fare la stessa cosa per i crediti idrici che risalgono al periodo 1981-2004 nei confronti dei Comuni, quindi dei cittadini: anche in questo caso parliamo di circa 50 milioni di sanzioni ed interessi che avrebbero potuto essere stralciati consentendo agli enti di rientrare nella regolarità, ma anche in questo caso la risposta è stata negativa.
Questa Giunta regionale passerà alla storia per l’aumento di tutte le tariffe e di tutti i costi possibili ed immaginabili: dalle tariffe rifiuti più alte d’Europa al costo di un posto letto più alto d’Italia, dalle tariffe idriche che a breve saranno caricate sui calabresi fino alle tariffe del Trasporto Pubblico Locale con le quali si stanno vessando le famiglie degli studenti, il tutto mentre programma la spesa di 1 milione di euro all’anno per i cosiddetti sottosegretari, cioè poltrone e monumento all’inutilità, spendendone altri 7 per affrontare il referendum.
Gli atti determinano la differenza tra un banale scontro politico ed una profonda inadeguatezza a governare, tra l’attuale classe dirigente regionale che sta facendo gravare sulle tasche già povere dei calabresi ogni aspetto di ogni servizio e quella di cui invece abbiamo bisogno, che programma e governa i servizi con capacità e coscienza”, ha concluso Stasi.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?