Dal 18 settembre 2026, negli spazi del Forte Batteria Siacci di Campo Calabro, sede principale della Biennale dello Stretto, prende forma “NON IN SENSO STRETTO — Per una topologia del design tra Calabria e Sicilia”, il progetto curato da ADI Calabria e ADI Sicilia e coordinato da Giusi Buono, che propone una lettura critica del design contemporaneo attraverso progettisti, pratiche professionali, percorsi formativi e geografie culturali legate ai due territori dello Stretto.
L’iniziativa è inserita nella Sezione Design della Biennale dello Stretto 2026, curata da Francesco Alati, e nasce dagli esiti della seconda edizione dell’open call “Design. Non in senso stretto”, promossa dalle Delegazioni ADI Calabria e ADI Sicilia con l’obiettivo di costruire una mappatura delle esperienze progettuali sviluppate in Calabria e Sicilia, ma anche da professionisti originari di queste regioni oggi attivi fuori dai territori di provenienza. Non una semplice raccolta di nomi e lavori, dunque, ma un’indagine sul rapporto tra luogo, identità, formazione, mobilità e progetto, per raccontare un sistema complesso di traiettorie creative capaci di partire dal territorio e allo stesso tempo superarne i confini.
La selezione dei 16 progettisti e la mostra “Nuovi codici del design”
Il Comitato Scientifico, composto da Francesco Alati, Annalisa Spadola, Giusi Buono, Anita De Franco, Paolo Gagliardi, Salvatore Greco, Francesco Monterosso e Irene Tranchina, ha concluso la valutazione delle candidature arrivate attraverso l’open call, selezionando sedici progettisti che saranno protagonisti della mostra “Nuovi codici del design”, in programma dal 18 settembre 2026 all’interno della Biennale dello Stretto.
Il progetto mette al centro un’idea di design che non considera il territorio come un confine, ma come un elemento capace di generare relazioni, linguaggi e nuove prospettive progettuali. Un approccio nel quale appartenenza e mobilità, memoria e contemporaneità diventano parti dello stesso processo creativo.
“La selezione restituisce un panorama composito e dinamico – dichiara Francesco Alati, curatore della sezione Design della Biennale dello Stretto – nel quale differenti generazioni, approcci e ambiti di intervento raccontano la vitalità del design legato alla Calabria e alla Sicilia e, allo stesso tempo, la sua capacità di confrontarsi con scenari più ampi, nazionali e internazionali. Al centro della ricerca vi è infatti una concezione del territorio non come limite geografico, ma come dispositivo capace di generare relazioni, linguaggi e forme di progettazione: una prospettiva nella quale appartenenza e mobilità, radicamento e apertura, memoria e contemporaneità diventano elementi complementari per comprendere il design di oggi.”
La mostra tradurrà queste traiettorie in una dimensione narrativa e visiva, mettendo in relazione le esperienze dei sedici progettisti selezionati con quelle di Mario Trimarchi e dello Studio Martinelli Venezia, invitati dalle Delegazioni ADI Calabria e ADI Sicilia per il valore dei loro percorsi e per la capacità di rappresentare un design in dialogo con scenari nazionali e internazionali.
Un racconto tra territori, identità e mobilità professionale
Il progetto coordinato da Giusi Buono punta a interrogarsi sul modo in cui i contesti geografici, culturali ed economici influenzano il lavoro dei designer e la costruzione delle loro identità professionali. “Attraverso questo confronto – continua Giusi Buono, coordinatrice del progetto “NON IN SENSO STRETTO — Per una topologia del design tra Calabria e Sicilia” – l’esposizione si interroga sul modo in cui i contesti geografici, culturali ed economici contribuiscono a orientare i linguaggi del progetto, le scelte professionali e la costruzione delle identità dei designer. La mostra diventa così uno spazio di osservazione e di confronto nel quale il design viene letto non soltanto attraverso gli oggetti o gli esiti progettuali, ma anche attraverso le storie, gli spostamenti, le condizioni e le relazioni che ne determinano la nascita.” La mappatura restituisce così una fotografia contemporanea di un ecosistema in evoluzione, nel quale differenze e contaminazioni diventano risorse per costruire nuovi codici del progetto.
Durante le giornate inaugurali della Biennale dello Stretto, i temi emersi dall’open call e dalla mostra saranno al centro di un talk pubblico dedicato alle pratiche del design contemporaneo e alle relazioni tra progettazione, territori e mobilità professionale. Il percorso di “NON IN SENSO STRETTO” non si concluderà con la Biennale: il progetto proseguirà con ulteriori iniziative di disseminazione, presentazioni e tappe espositive tra Calabria e Sicilia, con l’obiettivo di ampliare progressivamente la mappatura e mantenere aperto il confronto sul ruolo del design nello sviluppo culturale, sociale ed economico dei territori.
“Con “NON IN SENSO STRETTO — Per una topologia del design tra Calabria e Sicilia”, ADI Calabria e ADI Sicilia – conclude Annalisa Spadola, presidente ADI Sicilia – portano così alla Biennale dello Stretto una ricerca che parte dalla dimensione locale per interrogare una condizione più ampia e contemporanea del progetto: quella di un design capace di muoversi tra luoghi, culture e mercati differenti senza perdere il rapporto con le proprie origini, trasformando il territorio da semplice sfondo a parte attiva del processo creativo.”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?