Venticinque anni. Un quarto di secolo fatto di persone, luoghi, progetti e relazioni. È questa la storia di Attendiamoci, associazione nata a Reggio Calabria il 27 settembre 2001 dall’intuizione di un giovane sacerdote, don Valerio Chiovaro, condivisa con Giovanni Mazza, Domenico Paino, Alfredo Pudano e Giuseppe Falcone. L’obiettivo era creare occasioni nelle quali i giovani potessero incontrarsi, crescere, assumersi responsabilità e diventare protagonisti del proprio tempo. Un’intuizione che negli anni ha cambiato forme, luoghi e linguaggi, mantenendo però sempre lo stesso centro: la persona. Il percorso di Attendiamoci si è sviluppato attorno alla convinzione che l’educazione nasca soprattutto dall’incontro, dalla relazione e dalla capacità di costruire comunità attraverso esperienze condivise.
I primi passi dell’associazione si sono mossi nella sede di via del Salvatore, attraverso percorsi formativi, Campus universitari ed esperienze residenziali. In quegli anni ha preso forma un metodo basato sulla prossimità, sulla condivisione e sull’educazione tra pari: giovani impegnati ad accompagnare altri giovani in un percorso di crescita reciproca. Un passaggio significativo è stato rappresentato da In-Vita, esperienza di animazione di strada che ha portato Attendiamoci fuori dagli spazi abituali per incontrare direttamente i ragazzi nei luoghi della quotidianità. Da questo percorso è maturata l’idea della Casa dei Giovani, pensata come uno spazio aperto dove anche il tempo libero, l’amicizia e la vita quotidiana potessero trasformarsi in occasioni educative.
Luoghi e progetti: una rete al servizio delle persone
Nel corso degli anni i luoghi di Attendiamoci si sono moltiplicati senza diventare semplici contenitori. La Bet Midrash, il Villaggio dei Giovani, le Officine del Lavoro, il Parco Margariti, Arca e Grotta rappresentano modi diversi di dare forma alla stessa idea di accoglienza, responsabilità e partecipazione. Particolarmente significativa è stata l’esperienza legata ai beni confiscati alla criminalità, restituiti alla comunità attraverso attività educative, formative e aggregative. In questi spazi sono nati campi, laboratori, attività sportive, musica, teatro, musical, volontariato, percorsi di formazione ed esperienze residenziali, strumenti differenti accomunati dalla scelta di considerare i giovani non semplici destinatari di servizi, ma persone capaci di generare partecipazione e cambiamento.
Alla storia di Attendiamoci hanno contribuito negli anni numerosi soci, volontari e amici, che hanno accompagnato le diverse fasi dell’associazione mettendo a disposizione tempo, competenze ed energie. Una pluralità di persone che, con ruoli differenti, ha permesso di custodire e far crescere un’esperienza fondata sulla responsabilità condivisa. Parallelamente si è ampliata anche la rete di relazioni con istituzioni, amministrazioni, associazioni, donatori, famiglie, sostenitori e realtà del territorio. Collaborazioni, eventi pubblici, iniziative aggregative e momenti di raccolta fondi hanno accompagnato la crescita dell’associazione, rafforzando il legame con la comunità.
Da Reggio Calabria al mondo: la crescita della rete Attendiamoci
La storia nata a Reggio Calabria ha progressivamente raggiunto altri territori italiani e internazionali. Roma, Pavia e Giardini Naxos rappresentano alcune delle tappe di questo cammino, mentre Milano e Radda in Chianti sono diventate nel tempo luoghi di nuove presenze ed esperienze. Il percorso ha poi superato i confini nazionali con la nascita di Kerigma, prima a Gerusalemme e successivamente a Efeso, aprendo nuove prospettive di scambio, progettualità ed esperienze internazionali. Anche l’estate 2026 ha confermato questa vocazione attraverso attività che hanno intrecciato servizio, sport, accoglienza e dialogo tra giovani provenienti da contesti diversi.
In occasione del venticinquesimo anniversario, Attendiamoci ha reso disponibile anche sul proprio sito il Bilancio Sociale 2025, uno strumento che raccoglie attività realizzate, persone coinvolte, progetti, risorse e risultati raggiunti nell’ultimo anno. Non soltanto un documento di rendicontazione, ma anche un modo per rileggere il percorso compiuto con trasparenza, misurare il valore generato e affrontare con maggiore consapevolezza le responsabilità future. Per l’associazione il venticinquesimo anniversario non rappresenta infatti soltanto una celebrazione del passato, ma una soglia verso nuove prospettive.
Una storia che continua: “Andare incontro all’altro e trasformare il tempo condiviso in esperienza”
Guardare ai venticinque anni trascorsi significa riconoscere ciò che è stato costruito, ma anche interrogarsi su come consegnare questa esperienza alle nuove generazioni. Alcune attività si sono concluse, altre hanno cambiato forma, altre ancora stanno nascendo, seguendo il naturale movimento di una realtà che non ha mai identificato la propria identità con un singolo luogo o progetto. Restano però salde alcune convinzioni che hanno accompagnato Attendiamoci fin dalla nascita: la centralità della persona, la cura delle relazioni, il servizio, il senso di appartenenza, la responsabilità verso ciò che viene affidato e la fiducia nella capacità dei giovani di essere protagonisti del cambiamento.
Sono cambiati i luoghi, i progetti e molti dei volti che hanno attraversato l’associazione. Non è cambiato, invece, il desiderio di incontrare l’altro e trasformare il tempo condiviso in un’esperienza capace di generare crescita e comunità.


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