Un velivolo F-2000 dell’Aeronautica Militare italiana è stato colpito durante un attacco alla base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, dove sono presenti militari italiani impegnati nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve. A renderlo noto è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha seguito personalmente l’evoluzione della situazione in stretto contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano.
L’attacco non ha provocato conseguenze per il personale italiano presente nella base: nessun militare italiano è rimasto coinvolto e non risultano danni ad altri mezzi o infrastrutture utilizzati dai contingenti italiani.
Colpito un F-2000 italiano durante gli attacchi alla base di Ta’if
Il ministro Crosetto ha spiegato che la situazione è stata monitorata per tutta la notte dalle autorità della Difesa, con particolare attenzione alla base aerea di Ta’if, una delle strutture coinvolte negli attacchi. “Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent resolve”.
Crosetto ha poi precisato: “Non vi sono militari italiani coinvolti. Nell’attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale”.
Il caccia F-2000, denominazione italiana dell’Eurofighter Typhoon, si trovava quindi in una zona non direttamente interessata dalle attività operative del personale italiano e il danno riguarda esclusivamente il velivolo.
La Difesa valuta l’evoluzione dello scenario e le misure di sicurezza
Dopo gli attacchi, il ministro della Difesa ha richiesto nuove valutazioni ai vertici militari per analizzare il quadro complessivo e verificare le condizioni del contingente italiano impegnato nella missione internazionale.
“Ho chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al comandante del comando operativo di vertice interforze, generale di Corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare, generale di Squadra aerea Antonio Conserva, di fornirmi un’ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative”.
Il ministro ha inoltre riferito che dai vertici militari è arrivata la conferma dell’efficacia delle misure predisposte per la protezione del contingente.
“Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare”.
Riunione al ministero della Difesa per gli aggiornamenti
La situazione resta sotto osservazione da parte della Difesa italiana, che sta valutando ogni possibile sviluppo legato alla sicurezza del personale impegnato all’estero.
“Tra pochi minuti avrò il primo aggiornamento nel corso di una riunione al ministero della Difesa. La situazione è seguita con la massima attenzione con l’obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità”.
L’Italia mantiene dunque alta l’attenzione sulla missione Inherent Resolve e sulle condizioni operative del proprio personale militare in Arabia Saudita, mentre proseguono gli accertamenti sull’attacco alla base di Ta’if e sui danni riportati dal velivolo italiano.


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