Agricoltura del futuro, i giovani scelgono le innovazioni per salvare il suolo: premiati i progetti più promettenti

Studenti degli istituti agrari e giovani imprenditori protagonisti a Roma del primo contest dedicato al suolo che porta la ricerca scientifica direttamente nei campi

Oltre 260 giovani, tra studenti degli istituti agrari e imprenditori agricoli, hanno scelto le ricerche considerate più utili per il futuro dell’agricoltura. Non una giuria di esperti, ma le nuove generazioni chiamate a valutare direttamente le soluzioni capaci di affrontare le grandi sfide del settore: dal cambiamento climatico alla gestione dell’acqua, dalla fertilità del suolo alla competitività delle imprese agricole. È questo il cuore di SOIL Date – Il futuro del suolo incontra il futuro dell’agricoltura, l’iniziativa promossa dal CREA e da Coldiretti Giovani Impresa nell’ambito della Rome Future Week, con la collaborazione di SISS e IUSS.

L’evento ha messo al centro il rapporto tra ricerca scientifica e mondo agricolo, con un obiettivo preciso: dimostrare come le innovazioni sviluppate nei laboratori possano trasformarsi in strumenti concreti per sostenere le aziende, tutelare la salute dei cittadini e garantire un futuro più sostenibile al comparto. A partecipare alla giornata anche Enrico Parisi, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa e presidente di Coldiretti Cosenza, presente all’incontro con Andrea Rocchi, presidente del CREA.

Oltre 260 giovani protagonisti della scelta delle innovazioni agricole

Per una mattina la ricerca è uscita dai laboratori ed è entrata direttamente nel mondo dei campi. Sul palco sono stati presentati cinque progetti scientifici chiamati a raccontare, in pochi minuti, come la conoscenza possa diventare un vantaggio competitivo per gli agricoltori. A decretare i vincitori sono stati proprio i giovani partecipanti: oltre 150 studenti degli istituti agrari e più di 100 giovani imprenditori agricoli di Coldiretti hanno votato in tempo reale le proposte ritenute più efficaci per affrontare le sfide dell’agricoltura del futuro.

La competizione ha evidenziato il ruolo centrale delle nuove generazioni nel processo di trasformazione del settore agricolo. Le soluzioni presentate hanno riguardato temi strategici come la gestione sostenibile delle risorse idriche, il miglioramento della fertilità dei terreni, l’utilizzo di microrganismi utili al suolo, lo sviluppo di fertilizzanti innovativi e il recupero dei territori agricoli abbandonati. Un confronto diretto tra chi studia il futuro dell’agricoltura e chi ogni giorno lavora nei campi.

Parisi: “I giovani agricoltori vogliono essere protagonisti del presente”

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Enrico Parisi, che ha sottolineato l’importanza del dialogo tra ricerca pubblica e imprese agricole, evidenziando il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di un modello produttivo più sostenibile e competitivo.

“Oggi la ricerca pubblica incontra i giovani agricoltori che, con coraggio, innovano ogni giorno nelle proprie aziende e creano occupazione per il Paese. La fertilità del suolo è fondamentale per riuscire a produrre di più e meglio. Le nuove generazioni utilizzano la tecnologia per costruire un’agricoltura sostenibile, ma devono essere messe nelle condizioni di ottenere il giusto reddito per gli sforzi compiuti. La collaborazione con il CREA rappresenta un’opportunità importante e va sviluppata nell’interesse del tessuto produttivo agricolo italiano e della tutela della natura e della biodiversità. I giovani agricoltori vogliono essere i protagonisti del presente tracciando nuove traiettorie di futuro producendo cibo sano ed accessibile, perchè la salute non è un privilegio ma un diritto”.

Ricerca, tecnologia e sostenibilità per l’agricoltura del futuro

SOIL Date ha trasformato una delle questioni più importanti per il futuro dell’agricoltura in un format rapido, partecipativo e capace di coinvolgere direttamente i giovani. Dalla gestione dell’acqua ai microrganismi del terreno, dai bioinoculi ai fertilizzanti circolari, fino al recupero dei terrazzamenti agricoli, i progetti in gara hanno mostrato come la ricerca possa già oggi offrire risposte concrete per produrre di più utilizzando meno risorse.

Il messaggio emerso dall’iniziativa è quello di un’agricoltura sempre più orientata all’innovazione, in cui tecnologia e sostenibilità diventano strumenti fondamentali per difendere la fertilità dei suoli, ridurre i costi aziendali e aumentare la resilienza delle imprese. Una generazione di giovani agricoltori che guarda con attenzione alle nuove soluzioni digitali e scientifiche per rendere più efficiente il proprio lavoro e diminuire la dipendenza dalle forniture esterne.

Secondo il primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, infatti, oltre un’impresa giovane su tre, pari al 35%, ha già investito in tecnologie per diminuire i consumi di fertilizzanti, acqua ed energia, unendo sostenibilità, competitività e maggiore autonomia produttiva.

I progetti premiati dai giovani agricoltori

La premiazione si è svolta alla presenza del presidente di Coldiretti Ettore Prandini e ha rappresentato un momento di confronto tra ricerca pubblica, formazione e impresa agricola. Il valore dell’iniziativa non è stato soltanto quello di individuare i progetti più votati, ma soprattutto quello di affidare ai giovani un ruolo attivo nella selezione delle tecnologie destinate a incidere sul futuro del settore.

Tra i progetti più apprezzati è stato premiato EXCALIBUR, dedicato allo sviluppo di bioinoculi microbici capaci di migliorare la nutrizione, la resistenza e la sostenibilità delle colture. Un riconoscimento è andato anche a SPIN-FERT, progetto che punta alla realizzazione di fertilizzanti e substrati innovativi basati sull’economia circolare e sulla valorizzazione degli scarti.

Tra gli altri finalisti figurano SUSTAIN, che studia gli effetti dell’aumento delle temperature e della ridotta disponibilità idrica sulle colture per fornire strumenti previsionali utili all’agricoltura del 2050; BioservicES, che analizza i microrganismi realmente attivi nel terreno per migliorare la conoscenza della salute biologica dei suoli e sostenere l’agricoltura di precisione; e TERRACES, che combina tecnologie avanzate e conoscenze degli agricoltori per recuperare e valorizzare i terrazzamenti agricoli.

SOIL Date ha così creato un ponte concreto tra il mondo della ricerca e quello delle aziende agricole, affidando ai giovani il compito di indicare la direzione verso cui sviluppare un’agricoltura più innovativa, sostenibile e capace di garantire cibo sano, tutela ambientale e nuove opportunità economiche.

Enrico Parisi