“Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni del consigliere
comunale Carolina Caruso in merito al finanziamento destinato all’aeroporto di Reggio Calabria. Condividiamo un principio di fondo: non è utile alimentare contrapposizioni territoriali tra Lamezia e Reggio Calabria. Ma proprio per questo riteniamo necessario andare oltre le rassicurazioni politiche e aprire una discussione seria sul futuro del sistema infrastrutturale calabrese e, soprattutto, sul ruolo che Lamezia Terme deve continuare a svolgere“.
È quanto afferma Giuseppe Gullo, de “I Liberali”, intervenendo sul dibattito relativo agli investimenti aeroportuali e alla centralità infrastrutturale dell’aeroporto di Lamezia Terme. “Non contestiamo – prosegue Gullo – la necessità di investire sull’aeroporto di Reggio Calabria. Contestiamo, semmai, l’idea che la politica debba limitarsi a rassicurare i cittadini dicendo che “non viene tolto nulla a Lamezia”, senza affrontare la questione fondamentale: quale deve essere la strategia aeroportuale complessiva della Calabria e quale ruolo deve avere ciascuno dei suoi aeroporti?”.
Non basta dire che Lamezia non viene smembrata
“È positivo sapere che sullo scalo lametino siano programmati oltre 100 milioni di euro di investimenti. Ma il problema non è soltanto quanto denaro viene destinato a Lamezia. Il problema è come viene disegnata la gerarchia strategica degli aeroporti calabresi“.
“Noi riteniamo che su questo punto non debbano esistere equivoci: Lamezia Terme deve rimanere l’hub aeroportuale principale della Calabria. La sua posizione geografica, la connessione con la rete autostradale e ferroviaria, il bacino potenziale e la vocazione già consolidata al traffico nazionale e internazionale ne fanno il naturale aeroporto di riferimento regionale“.
“Pensare di ridimensionarne la funzione per attribuire ad altri scali un ruolo che non corrisponde alle rispettive caratteristiche territoriali e operative sarebbe un errore. E questo non significa essere contro Reggio Calabria. Significa, al contrario, chiedere una programmazione fondata sulla realtà“.
Reggio ha una funzione, Crotone può avere un’altra funzione
“Reggio Calabria ha una funzione strategica importantissima per lo Stretto, per la città metropolitana e per il rapporto con Messina. È giusto investire sul suo aeroporto. Ma è altrettanto giusto ricordare che lo scalo reggino presenta specificità operative legate alla particolare conformazione geografica dell’area dello Stretto, all’orografia e alle condizioni del vento che non possono essere semplicemente cancellate attraverso un investimento infrastrutturale“.
“Un nuovo terminal può essere moderno, efficiente e funzionale. Una nuova infrastruttura può certamente migliorare uno scalo. Ma la politica non può confondere il potenziamento delle infrastrutture con la cancellazione delle caratteristiche geografiche di un territorio“.
“Per questo riteniamo che una parte della strategia regionale debba guardare con maggiore attenzione anche a Crotone. Lo scalo crotonese può diventare un importante aeroporto dello Ionio, con una funzione turistica, territoriale e logistica complementare a quella di Lamezia“.
“Non chiediamo di togliere risorse a Reggio. Chiediamo che la Calabria abbia il coraggio di ragionare su un sistema nel quale Lamezia sia l’hub principale, Reggio sia l’aeroporto dello Stretto e Crotone diventi il polo aeroportuale dello Ionio“.
Crotone può diventare anche un’opportunità per Lamezia
“Ed è qui che si dovrebbe cominciare a ragionare in termini realmente regionali. Crotone non deve essere necessariamente concepito come concorrente di Lamezia. Può diventare un polo logistico complementare al sistema lametino, contribuendo a rafforzare la rete aeroportuale e distributiva regionale“.
“Una Calabria moderna non dovrebbe chiedersi quale aeroporto debba prevalere sugli altri, ma come fare in modo che le infrastrutture dialoghino tra loro. Lamezia potrebbe mantenere la funzione di grande porta internazionale e di hub regionale, mentre Crotone potrebbe sviluppare una specializzazione logistica e turistica sul versante ionico. Reggio potrebbe invece consolidare la propria funzione nello Stretto“.
La politica lametina non cada nella trappola dei diktat
“Ci rivolgiamo quindi tanto al Partito Democratico quanto a Forza Italia e, più in generale, a tutte le forze politiche che rappresentano Lamezia Terme nelle istituzioni: non cadete nella trappola dei diktat politici e delle contrapposizioni costruite a tavolino“.
“Confidiamo nelle donne e negli uomini che rappresentano la nostra città e nella loro capacità di anteporre gli interessi del territorio alle appartenenze politiche. Non chiediamo a nessuno di votare contro un investimento destinato a Reggio Calabria. Chiediamo qualcosa di molto più semplice e, allo stesso tempo, più difficile: che ogni investimento venga valutato alla luce di una strategia complessiva e non di equilibri politici contingenti“.
“La storia recente dovrebbe averci insegnato qualcosa. Anche in passato, di fronte alla progressiva perdita di centralità di alcune funzioni strategiche del nostro territorio, ai cittadini veniva spiegato che non c’era alcun problema e che Lamezia avrebbe comunque mantenuto il proprio ruolo“.
“Lo abbiamo visto nel dibattito sulla sanità e lo abbiamo visto con riferimento alla stazione ferroviaria centrale. Ogni volta le rassicurazioni sono arrivate puntuali. Ma oggi dobbiamo avere il coraggio di chiederci se Lamezia abbia davvero mantenuto tutta quella centralità che le veniva garantita“.
Lamezia deve smettere di accontentarsi delle rassicurazioni
“Per questo – sottolinea Gullo – riteniamo che il compito della politica lametina non sia quello di tranquillizzare i cittadini ogni volta che emerge una scelta regionale potenzialmente strategica. Il compito della politica è interrogare le decisioni, proporre alternative e pretendere una visione di lungo periodo“.
“Noi de “I Liberali” non abbiamo difficoltà a riconoscere quando un investimento è utile a Lamezia e quando una scelta regionale può produrre benefici per l’intera Calabria. Ma allo stesso modo non avremo difficoltà a sollevare criticità quando riterremo che il territorio lametino rischi di perdere funzioni strategiche“.
“La nostra non è una posizione contro qualcuno. È una posizione per Lamezia“.
La vera debolezza di Lamezia è anche politica
“Dobbiamo però avere anche l’onestà intellettuale di guardarci allo specchio. Le responsabilità della condizione nella quale versa oggi il comprensorio lametino non possono essere attribuite esclusivamente alla Regione o allo Stato“.
“Una parte significativa della responsabilità è anche di una classe dirigente locale che troppo spesso proclama di voler difendere Lamezia, ma poi non riesce nemmeno a esprimere una rappresentanza politica adeguata nei livelli istituzionali sovracomunali“.
“È difficile chiedere maggiore attenzione alla Provincia, alla Regione o allo Stato se una città delle dimensioni e dell’importanza di Lamezia Terme non riesce a costruire una classe dirigente sufficientemente forte, ambiziosa e autorevole da rappresentarne le esigenze“.
“Lamezia ha bisogno di una classe dirigente che non si limiti a difendere l’esistente, ma che abbia una reale predisposizione alla crescita, che sappia costruire alleanze e che abbia il coraggio di immaginare il Lametino tra venti o trent’anni“.
Una nuova alleanza territoriale con Catanzaro
“È in questa prospettiva che riteniamo necessario superare anche vecchie contrapposizioni territoriali e costruire una vera sinergia tra Lamezia Terme e Catanzaro“.
“Il futuro della Calabria centrale non può essere costruito mettendo Lamezia contro Catanzaro. Al contrario, le due realtà dovrebbero lavorare insieme per rafforzare quello che rappresenta il vero nucleo centrale della regione, valorizzando le rispettive funzioni e costruendo una massa critica istituzionale, economica, universitaria, sanitaria, logistica e infrastrutturale capace di competere con le altre aree del Mezzogiorno“.
“È necessario aprire una riflessione seria anche sul tema dell’integrazione istituzionale e della possibile costruzione di una più forte realtà metropolitana dell’area centrale della Calabria. Non per cancellare le identità delle singole città, ma per aumentarne il peso complessivo“.
Lamezia non ha bisogno di slogan: ha bisogno di una strategia
“Noi non vogliamo una Lamezia che chieda semplicemente di non essere penalizzata. Vogliamo una Lamezia che pretenda di essere protagonista“.
“Non ci interessa alimentare guerre tra Lamezia e Reggio, né tra Lamezia e Crotone. Ci interessa costruire un sistema nel quale ogni territorio possa esprimere al meglio le proprie potenzialità“.
“Per questo diciamo con chiarezza: Lamezia deve rimanere l’aeroporto hub della Calabria. Reggio deve essere valorizzato per la funzione strategica dello Stretto. Crotone deve essere messo nelle condizioni di diventare un vero polo aeroportuale e logistico dello Ionio, complementare a Lamezia“.
“E chiediamo alle forze politiche lametine, dal centrosinistra al centrodestra, di dimostrare di avere una visione che vada oltre il proprio schieramento. A Forza Italia, al Partito Democratico e a tutte le forze presenti sul territorio diciamo: non trasformiamo la difesa di Lamezia in una guerra di campanile, ma non trasformiamo neppure la fedeltà politica in un alibi per non difendere gli interessi strategici della città”.
“I Liberali – conclude Gullo – continueranno a essere critici ogni volta che emergeranno scelte che riteniamo penalizzanti per il territorio, indipendentemente da chi le assuma. Perché essere liberali significa anche questo: non avere padrini politici da difendere, ma interessi della comunità da rappresentare“.


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