Entra nel dibattito sulle elezioni suppletive di Reggio Calabria anche il Comitato Costituente Reggio Calabria 594 di Futuro Nazionale. Il referente Domenico Monteleone ha diffuso una nota nella quale richiama il celebre aneddoto attribuito a Indro Montanelli sul soldato siciliano durante la Grande Guerra, utilizzando l’espressione “A mia?” come simbolo della propria riflessione sulla necessità di una rappresentanza legata al territorio. Al centro dell’intervento c’è la contrapposizione tra chi, secondo Monteleone, conosce direttamente la realtà reggina – Giannetta – e chi invece viene scelto al di fuori del territorio, Roscioli. Il messaggio si inserisce nella fase finale della campagna elettorale per il collegio uninominale 05 Calabria.
Nel comunicato, Monteleone riprende il racconto di Montanelli e spiega il significato attribuito a quell’espressione dialettale. “Montanelli raccontava del soldato siciliano che, durante la Grande Guerra, viveva il conflitto con distacco, quasi come qualcosa che non lo riguardasse. Poi un giorno un cecchino austriaco gli sparò vicino. Il soldato si voltò, quasi incredulo, e disse: “A mia?”” Secondo il referente del Comitato, quella frase può essere oggi utilizzata come metafora della partecipazione diretta dei cittadini alle scelte che riguardano il proprio territorio. “Allora permettetemi di prendere in prestito quel “A mia?” e portarlo dentro questa campagna elettorale”, ha scritto.
Monteleone ha quindi rivolto una domanda agli elettori reggini, mettendo al centro il tema della provenienza e della conoscenza dei problemi locali. “Mi volete appioppare un candidato straniero? A mia?! Mi volete dire che per rappresentare Reggio a Roma bisogna necessariamente prendere qualcuno che Reggio non l’ha vissuta, non l’ha amministrata, non ne conosce quotidianamente problemi e difficoltà? A mia?!”, si legge nella nota del referente del Comitato Costituente Reggio Calabria 594. Un passaggio con cui viene ribadita la richiesta di una rappresentanza politica considerata più vicina alle esigenze quotidiane della città e della provincia.
Il sostegno a Domenico Giannetta: “Un uomo di questa terra”
Nel suo intervento Monteleone indica in Domenico Giannetta il candidato ritenuto più rappresentativo per il territorio reggino. “Mi volete convincere che questa terra non abbia uomini capaci di rappresentarla e che il collegio debba diventare ancora una volta una casella da riempire con una scelta maturata altrove? A mia?!”, afferma nella nota. E aggiunge: “Ecco, io penso che questa volta la risposta debba arrivare direttamente da Reggio. Domenico Giannetta è un uomo di questa terra, con una storia politica e istituzionale costruita qui”.
Secondo Monteleone, la differenza sarebbe nella conoscenza diretta della realtà locale e nella possibilità di portare a Roma un patrimonio maturato sul territorio. “Non è qualcuno che deve venire a conoscere Reggio dopo essere stato candidato, è qualcuno che può andare a Roma portandosi dietro la conoscenza concreta di questa città e di questa provincia”, sottolinea il referente del Comitato.
“A mia!”: l’appello finale del Comitato 594
Nel finale della nota, Monteleone ribadisce la posizione del Comitato Costituente Reggio Calabria 594, rivendicando il valore dell’appartenenza territoriale. “E allora sì, il Comitato 594 rivendica il diritto di dire “A mia!””. Il messaggio prosegue con un richiamo agli interessi della comunità reggina: “A me interessa chi conosce Reggio. A me interessa chi può parlare dei suoi problemi senza farseli raccontare. A me interessa chi, quando a Roma si discute del futuro di questa terra, non debba chiedersi dove si trovi Reggio sulla cartina”.
Monteleone conclude il proprio intervento con un appello al voto per il candidato sostenuto da Futuro Nazionale. “Per questo sostengo Domenico Giannetta e Futuro Nazionale”. E aggiunge: “Perché una cosa è rappresentare un territorio un’altra è appartenere a quel territorio e sentirne come proprie le battaglie”. La nota si chiude con un ultimo richiamo identitario: “E se qualcuno pensa ancora che Reggio debba limitarsi ad accettare candidati confezionati altrove, la risposta, questa volta, dovrebbe essere una sola: A mia?! Reggio non è terra di conquista!”.


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