Sono passati esattamente 25 anni dall’11 settembre 2001, ma quelle immagini continuano ad appartenere alla memoria collettiva del mondo intero. Le Torri Gemelle avvolte dal fumo, il secondo aereo che entra nella South Tower, le persone che fuggono per le strade di Manhattan, i vigili del fuoco che invece corrono nella direzione opposta, verso gli edifici in fiamme. E poi il crollo, prima della Torre Sud e successivamente della Torre Nord, che trasformò in poco più di un’ora uno dei simboli più riconoscibili di New York in un’enorme distesa di macerie.
Oggi, venerdì 11 settembre 2026, gli Stati Uniti commemorano il 25° anniversario degli attentati, il più grave attacco terroristico della loro storia. Le vittime furono 2.977, senza contare i terroristi di al-Qaeda che dirottarono quattro aerei di linea. Migliaia furono i feriti e, negli anni successivi, le conseguenze sanitarie dell’esposizione a polveri e sostanze tossiche avrebbero continuato ad allungare tragicamente il bilancio umano di quella giornata.
11 settembre 2001, la mattina che cambiò la storia
Era un martedì mattina apparentemente normale sulla costa orientale degli Stati Uniti. Il cielo sopra New York era limpido. Migliaia di persone erano già al lavoro negli uffici del World Trade Center, mentre altre stavano raggiungendo Manhattan. Alle 8:46 tutto cambiò. Il volo American Airlines 11, dirottato poco dopo il decollo, colpì la Torre Nord del World Trade Center, tra il 93° e il 99° piano. Inizialmente, nell’incertezza dei primi minuti, molti pensarono a un drammatico incidente aereo. Le immagini della torre in fiamme iniziarono rapidamente a fare il giro delle televisioni americane. Diciassette minuti dopo, alle 9:03, il mondo comprese che non si trattava di un incidente. Il volo United Airlines 175 si schiantò contro la Torre Sud, tra il 77° e l’85° piano, mentre le telecamere erano già puntate sul World Trade Center. Milioni di persone assistettero praticamente in diretta al secondo impatto. Da quel momento fu evidente che gli Stati Uniti erano sotto attacco.
Il Pentagono colpito e il quarto aereo dirottato
Ma New York non era l’unico obiettivo. Alle 9:37, il volo American Airlines 77 si schiantò contro il Pentagono, ad Arlington, in Virginia, alle porte di Washington. Nell’attacco morirono le persone che si trovavano a bordo dell’aereo e 125 militari e civili all’interno dell’edificio. Una parte della struttura venne devastata dall’impatto e dagli incendi successivi. C’era però un quarto aereo. Sul volo United Airlines 93, passeggeri ed equipaggio riuscirono attraverso alcune telefonate a comprendere ciò che era già accaduto a New York e Washington. Resisi conto che anche il loro aereo sarebbe stato utilizzato come arma, alcuni passeggeri tentarono di opporsi ai dirottatori e di raggiungere la cabina di pilotaggio. Alle 10:03, il velivolo precipitò in un campo vicino a Shanksville, in Pennsylvania. Morirono i 40 passeggeri e membri dell’equipaggio. L’aereo non raggiunse così il bersaglio verso il quale i terroristi lo stavano dirigendo. Quella rivolta a bordo del volo 93 sarebbe diventata uno dei simboli dell’11 settembre: uomini e donne che, consapevoli di ciò che stava accadendo, decisero di reagire sapendo di avere pochissime possibilità di salvarsi.
Il crollo delle Torri Gemelle
Mentre Washington e la Pennsylvania diventavano a loro volta teatro della tragedia, a Manhattan la situazione precipitava. Alle 9:59, appena 56 minuti dopo essere stata colpita, la Torre Sud collassò. L’edificio scomparve in una gigantesca nube di polvere e detriti. Alle 10:28 crollò anche la Torre Nord, che aveva bruciato per 102 minuti. Nel giro di meno di due ore, le Twin Towers, simbolo dello skyline di New York e della potenza economica americana, non esistevano più. Il complesso del World Trade Center era devastato e una parte di Lower Manhattan era ricoperta di polvere, cenere e macerie. All’interno del complesso del World Trade Center, secondo il 9/11 Memorial & Museum, si trovavano quella mattina tra 16.400 e 18.000 persone. La grandissima maggioranza riuscì a evacuare. Mentre migliaia di lavoratori cercavano di scendere dalle torri e allontanarsi dalla zona, vigili del fuoco, poliziotti e soccorritori facevano il percorso opposto, entrando negli edifici nel tentativo di salvare chi era rimasto intrappolato.


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