In data 19 agosto 2026, personale della Polizia di Stato ha sottoposto, d’iniziativa, a fermo di indiziato di delitto una cittadina ucraina, gravemente indiziata del reato di tentato omicidio aggravato ai danni di un anziano cittadino di 87 anni, originario di Nicotera (VV), ma residente a Vibo Valentia, presso il quale prestava attività di assistenza come badante. L’intervento ha avuto origine intorno alle ore 2.50, quando, su disposizione della Sala Operativa della Questura, personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è intervenuto presso un’abitazione di Vibo Valentia a seguito di una richiesta di soccorso. Giunti sul posto, gli operatori hanno rinvenuto l’anziano all’interno della propria camera da letto, privo di coscienza e disteso sul letto, con diverse bende intrise di sangue posizionate sul corpo, in particolare nella zona addominale.
Il personale sanitario, nel frattempo intervenuto, ha immediatamente trasportato l’uomo in codice rosso presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia; gli accertamenti clinici e diagnostici effettuati presso il nosocomio hanno evidenziato un’emorragia toracica massiva e una ferita da taglio nella regione ipogastrica. Inoltre, sul corpo dell’anziano sono state rilevate multiple fratture scomposte.
Considerata la gravità delle condizioni, il paziente è stato successivamente trasferito d’urgenza presso l’ospedale di Catanzaro, dove si trova tuttora ricoverato con prognosi riservata. Le immediate attività investigative, avviate dalla Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di acquisire, allo stato degli accertamenti, gravi elementi indiziari nei confronti della badante dell’anziano uomo. In particolare, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, la stessa aveva iniziato a lavorare presso l’abitazione dell’anziano alla fine del mese di giugno 2026, in sostituzione temporanea di una sua collega connazionale, e avrebbe dovuto concludere il proprio incarico nella giornata del 20 agosto 2026.
Nel corso delle indagini è stato accertato che la donna, dopo aver allestito all’interno della camera da letto dell’anziano una rudimentale “sala operatoria”, avrebbe somministrato alla vittima sostanze che avrebbero avuto effetto sedativo e, dopo averlo addormentato, gli avrebbe praticato una lacerazione nella zona addominale utilizzando un coltello da cucina. In questo contesto, sono stati sottoposti a sequestro diversi coltelli, dei guanti in lattice ed una confezione di sodio cloruro, usati o comunque predisposti dalla donna per ledere la persona offesa. La condotta sarebbe stata posta in essere, secondo gli elementi finora raccolti, per motivazioni tutt’ora in corso di accertamento. In particolare, la donna, interrogata alla presenza del difensore, ha riferito di aver posto in essere l’atto poiché intenzionata a rimuovere un non meglio precisato “animale” all’interno dell’addome dell’uomo.
Alla luce dei gravi indizi acquisiti e ritenuto sussistente un concreto pericolo di fuga, desunto, tra gli altri elementi, dalla presenza di una valigia già predisposta e dall’assenza di una stabile dimora, la Squadra Mobile ha proceduto d’iniziativa al fermo di indiziato di delitto della donna, la quale è stata successivamente associata alla Casa Circondariale di Reggio Calabria su disposizione del Pubblico Ministero di turno. Nella giornata odierna, la competente Autorità Giudiziaria ha convalidato il fermo, disponendo nei confronti della donna la misura della custodia cautelare in carcere.


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