Cresce l’attesa a Messina per la Vara 2026, uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione cittadina. La processione si terrà domani con partenza da Piazza Castronuovo, nel ricordo della tragedia di Pistunina, ma già questa sera l’attenzione sarà concentrata sulla Passeggiata dei Giganti e del Cammello, che prenderà il via da piazza Unione Europea. Protagonisti dell’appuntamento saranno Mata e Grifone, le due figure leggendarie legate alla memoria popolare messinese. La loro storia, tramandata nel tempo, racconta l’incontro tra una giovane donna del luogo e un condottiero saraceno, trasformando una vicenda d’amore in un mito fondativo della città. La presenza dei Giganti accompagna da generazioni le celebrazioni della Vara, contribuendo a creare quell’atmosfera nella quale devozione religiosa, folklore e identità collettiva si intrecciano. La sfilata di questa sera anticipa quindi il momento centrale di domani, quando la città si ritroverà attorno alla grande macchina votiva. La Vara 2026 sarà caratterizzata da festeggiamenti più sobri, in segno di rispetto per la tragedia di Pistunina.
Vara 2026 a Messina, la processione partirà da Piazza Castronuovo
La Vara di Messina rappresenta uno degli eventi più importanti del calendario cittadino. L’emozionante processione prevista per domani partirà da Piazza Castronuovo, richiamando l’attenzione dei messinesi e di quanti seguono la tradizione. La celebrazione si sviluppa così su più livelli. Da una parte la processione della Vara, con il suo valore religioso e comunitario; dall’altra la presenza di Mata e Grifone, figure legate alla narrazione leggendaria delle origini di Messina.
La Passeggiata dei Giganti e del Cammello
Questa sera Mata e Grifone saranno i protagonisti della “Passeggiata dei Giganti e del Cammello”, con partenza da piazza Unione Europea. L’appuntamento precede la Vara e rappresenta uno dei momenti più caratteristici della tradizione messinese. I due Giganti sono infatti parte integrante dell’immaginario cittadino e richiamano una storia tramandata attraverso generazioni. La passeggiata diventa così un’occasione per riscoprire il legame tra la città e i propri racconti popolari. Le grandi figure di Mata e Grifone attraversano simbolicamente Messina, riportando nelle strade una leggenda che unisce amore, conversione religiosa e nascita della comunità. Accanto ai Giganti compare anche il Cammello, altro elemento della tradizione che contribuisce a rendere la sfilata immediatamente riconoscibile.
La leggenda di Mata e Grifone
Secondo la leggenda, un moro saraceno di nome Hassas Ibn-Hammar arrivò sulle coste messinesi. Davanti a lui si aprì lo spettacolo unico dello Stretto, uno scenario che ancora oggi rappresenta uno dei tratti più identitari della città. Proprio in quel contesto il condottiero conobbe Marta, chiamata da tutti Mata nella forma dialettale. La giovane viene descritta come bellissima, ma non era una semplice contadina. Mata era infatti la figlia del Re Cosimo II, elemento che rendeva il suo destino legato anche alla volontà paterna e alle regole della corte. L’incontro tra i due costituisce il cuore della leggenda. Il saraceno rimase colpito dalla bellezza della giovane e se ne innamorò, ma per poterla sposare dovette affrontare una condizione precisa.
Il saraceno Hassas Ibn-Hammar e l’arrivo a Messina
La figura di Hassas Ibn-Hammar incarna nella leggenda l’arrivo dello straniero sulle coste di Messina. Il condottiero saraceno, una volta giunto in città, fu conquistato non soltanto dalla bellezza dello Stretto, ma anche da quella di Mata. La sua presenza introduce nella narrazione il tema dell’incontro tra culture diverse. Il racconto popolare trasforma questo incontro in un percorso di integrazione e cambiamento. Il saraceno non resta un estraneo, ma diventa progressivamente parte della comunità, fino ad assumere una nuova identità attraverso il battesimo. La sua storia si lega così in maniera definitiva a quella di Messina e alla figura di Mata.
Mata, la figlia del Re Cosimo II
Mata non viene descritta come una donna qualunque. Nella leggenda è la figlia del Re Cosimo II, una giovane di grande bellezza e di rango elevato. Il suo ruolo è centrale perché rappresenta la comunità locale e il legame con il territorio. Il matrimonio con il condottiero saraceno non può avvenire liberamente, ma deve rispettare la condizione imposta dal padre. La figura di Mata diventa quindi il punto di incontro tra tradizione locale e apertura verso lo straniero, purché questo accetti di entrare pienamente nella comunità. Il suo nome, Marta nella forma originaria e Mata in quella dialettale, è rimasto uno dei più conosciuti della tradizione messinese.
La conversione al cristianesimo e il battesimo di Grifo
Per poter sposare Mata, il Re Cosimo II obbligò Hassas Ibn-Hammar a convertirsi al cristianesimo. Dopo un lungo periodo, il saraceno venne battezzato con il nome di Grifo. La conversione rappresenta il passaggio decisivo della leggenda, perché consente allo straniero di essere accolto e di legarsi formalmente alla giovane. Il battesimo sancisce quindi una trasformazione personale e simbolica. Hassas Ibn-Hammar diventa Grifo, assumendo un nome nuovo e una nuova appartenenza religiosa. Da quel momento, la sua storia non è più quella di un condottiero arrivato da lontano, ma quella di una figura destinata a entrare nella memoria collettiva di Messina.
Perché Grifo venne chiamato Grifone
Dopo il battesimo, il saraceno prese il nome di Grifo, ma tutti cominciarono a chiamarlo Grifone. Secondo il racconto, il soprannome derivava dal suo fisico statuario e imponente. La sua figura robusta e maestosa avrebbe contribuito a consolidare l’immagine del Gigante così come viene rappresentata nella tradizione. Il nome Grifone è diventato nel tempo inseparabile da quello di Mata. I due personaggi vengono ricordati insieme e costituiscono una delle coppie simboliche più celebri del folklore messinese. La loro presenza nelle celebrazioni non è quindi soltanto decorativa, ma richiama una storia precisa e profondamente radicata nell’identità cittadina.
Il matrimonio tra Mata e Grifone
Grazie al battesimo, Grifo poté sposare Mata. Il matrimonio segna il compimento della storia d’amore e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova fase della leggenda. I due non vengono ricordati soltanto come una coppia, ma come progenitori della comunità messinese. La loro unione riassume diversi temi: l’amore, l’incontro tra culture, la conversione, l’accoglienza e la nascita di una nuova appartenenza. Nella memoria popolare, Mata e Grifone diventano così molto più di due personaggi. Rappresentano una narrazione simbolica delle origini della città.
I figli di Mata e Grifone e le origini leggendarie di Messina
Secondo la leggenda, Mata e Grifone ebbero molti figli. Questi figli sarebbero stati i primi abitanti della città di Messina, attribuendo così alla coppia un ruolo fondativo. La storia trasforma un’unione familiare in una spiegazione mitica della nascita della comunità. Non si tratta di una ricostruzione storica, ma di un racconto popolare che ha attraversato il tempo e che continua a essere tramandato attraverso le celebrazioni. La forza della leggenda sta proprio nella capacità di collegare i grandi simboli della festa alla storia immaginata della città e dei suoi abitanti.
Mata e Grifone, simboli dell’identità messinese
Oggi Mata e Grifone sono tra i simboli più riconoscibili della tradizione di Messina. La loro presenza nella Passeggiata dei Giganti e del Cammello rinnova ogni anno il rapporto tra la città e il proprio patrimonio popolare. Il racconto della loro storia permette di mantenere viva una memoria che unisce elementi religiosi, culturali e leggendari. Le grandi statue portate in giro per la città diventano così strumenti di narrazione collettiva. La partecipazione alla sfilata non è soltanto un momento di spettacolo, ma un modo per riconoscersi in una tradizione condivisa.
Il legame tra i Giganti e la Vara di Messina
La Passeggiata dei Giganti si inserisce nel più ampio contesto della Vara di Messina. I due appuntamenti appartengono a una stessa cornice celebrativa, anche se esprimono significati diversi. La Vara rappresenta il momento religioso più importante, mentre Mata e Grifone richiamano la dimensione popolare e leggendaria. La loro successione contribuisce a rendere la festa un evento complesso, capace di coinvolgere la città attraverso linguaggi differenti. La vigilia animata dai Giganti prepara il terreno alla processione del giorno successivo, creando un filo continuo tra folklore, devozione e partecipazione.
Piazza Unione Europea al centro della serata
La Passeggiata partirà da piazza Unione Europea, uno dei luoghi centrali della città. La scelta del punto di partenza attribuisce alla manifestazione una forte visibilità e consente alla sfilata di inserirsi nel cuore della vita urbana. Da lì prenderà il via il percorso dei Giganti e del Cammello, atteso come uno degli appuntamenti più suggestivi della vigilia della Vara. La città si prepara quindi ad accogliere le grandi figure di Mata e Grifone e a rivivere la loro leggenda attraverso le strade.
Messina tra tradizione, mito e partecipazione
La Vara 2026 e la Passeggiata dei Giganti raccontano una città che continua a riconoscersi nei propri riti. La storia di Mata e Grifone dimostra come una leggenda possa diventare parte integrante dell’identità collettiva. Il loro amore, la conversione di Grifo e la nascita dei figli considerati i primi abitanti di Messina formano una narrazione capace di attraversare i secoli. La celebrazione di questa sera riporta quel racconto nel presente, affidandolo ancora una volta alla partecipazione popolare.


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