Il turismo si conferma uno dei principali motori dell’economia calabrese e, dietro la crescita del settore, c’è il lavoro quotidiano di migliaia di imprese artigiane che contribuiscono a costruire l’identità dell’offerta turistica regionale. È quanto emerge dall’ultima elaborazione dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Calabria, che fotografa il peso dell’artigianato nei comparti direttamente interessati dalla domanda turistica.
In Calabria sono 6.448 le imprese artigiane che operano nei settori collegati al turismo. Si tratta del 20,8% dell’intero sistema artigiano regionale, un’incidenza che colloca la Calabria al secondo posto in Italia, alle spalle della sola Sicilia. Complessivamente queste aziende danno lavoro a 15.072 addetti, confermando come l’artigianato rappresenti uno dei principali fattori di competitività dell’offerta turistica regionale.
Il dinamismo del comparto trova conferma anche nei dati occupazionali. Tra luglio e settembre 2026 le imprese calabresi dei servizi di alloggio, ristorazione e turismo prevedono oltre 12 mila assunzioni, pari al 25% di tutti gli ingressi programmati nel trimestre. La domanda di lavoro cresce del 17,2% rispetto all’estate 2025, una performance superiore sia all’andamento complessivo delle imprese calabresi (+13,6%) sia al dato nazionale del settore, che registra invece una lieve flessione (-0,5%).
Accanto ai segnali positivi, permane però una criticità che continua a penalizzare le imprese: la difficoltà nel reperire personale qualificato. Il 47,7% delle figure professionali richieste dalle aziende del turismo risulta infatti di difficile reperimento, una percentuale superiore a quella registrata per il complesso dell’economia regionale. Una carenza che rischia di limitare la capacità delle imprese di rispondere alla crescente domanda di servizi turistici.
L’Osservatorio evidenzia inoltre il ruolo crescente del turismo internazionale. Sebbene i visitatori stranieri rappresentino ancora il 24% delle presenze, la loro incidenza è aumentata costantemente negli ultimi quattro anni e, nel trimestre estivo, la loro spesa rappresenta circa la metà dell’intera spesa annuale sostenuta dai turisti non residenti in Calabria. Un dato che conferma il progressivo rafforzamento dell’attrattività della regione anche sui mercati esteri.
Analizzando la composizione dell’artigianato legato al turismo emerge come il comparto più rappresentativo sia quello agroalimentare, con 2.049 imprese, pari al 31,8% del totale. È il settore che meglio racconta le eccellenze enogastronomiche calabresi, sempre più apprezzate anche dai visitatori stranieri. Seguono le altre attività manifatturiere e dei servizi con 1.340 imprese (20,8%), che comprendono produzioni artistiche come ceramica, vetro, gioielleria, lavorazioni del marmo e dei metalli, oltre ai servizi alla persona. Completano il quadro 1.044 ristoranti e pizzerie, 712 bar, caffè e pasticcerie, 570 imprese dell’abbigliamento e delle calzature, oltre alle attività editoriali, ai servizi di trasporto persone e alle imprese della cultura e dell’intrattenimento.
L’analisi territoriale mette in evidenza differenze significative tra le province calabresi.
Reggio Calabria si conferma il territorio con la più alta vocazione turistica dell’artigianato regionale. Qui operano 2.351 imprese, con 5.091 addetti, e il comparto rappresenta il 24,4% dell’intero artigianato provinciale, quarto valore più elevato d’Italia. Da sola la provincia reggina concentra il 36% di tutto l’artigianato turistico della Calabria.
Cosenza segue con 2.087 imprese e 5.034 addetti, confermandosi la provincia con il secondo sistema produttivo artigiano collegato al turismo. Catanzaro conta 957 imprese e 2.408 addetti, mentre Crotone, con 531 imprese e 1.154 addetti, raggiunge un’incidenza del 20,8%, perfettamente in linea con la media regionale. Vibo Valentia registra 522 imprese, 1.385 addetti e un’incidenza del 20,6%, confermando la forte specializzazione turistica del territorio.
“I dati dell’Osservatorio confermano ciò che come Confartigianato sosteniamo da tempo: il turismo calabrese cresce grazie al contributo determinante delle micro e piccole imprese artigiane – dichiara il presidente di Confartigianato Imprese Calabria, Salvatore Ascioti –. Dietro ogni esperienza vissuta da un turista ci sono i nostri artigiani: chi produce le eccellenze agroalimentari, chi custodisce le lavorazioni artistiche, chi opera nella ristorazione, nella moda, nei servizi e nell’accoglienza. È un patrimonio economico, culturale e identitario che rende la Calabria riconoscibile e competitiva“.
“La crescita della domanda e dell’occupazione dimostra che il settore ha grandi potenzialità. Allo stesso tempo non possiamo ignorare le difficoltà che le imprese continuano ad affrontare, a partire dalla carenza di personale qualificato. Servono politiche che investano sulla formazione, sull’orientamento dei giovani, sull’innovazione e sulla promozione integrata del territorio. Sostenere l’artigianato significa rafforzare il turismo e creare sviluppo diffuso nelle comunità locali. È questa la strada da percorrere per trasformare i buoni risultati di oggi in crescita stabile e duratura per tutta la Calabria“.


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