La portata di un evento si misura da ciò che riesce a lasciare alla città quando le luci si spengono. È in questa direzione, con questa ambizione che il Tropea Film Festival si prepara alla sua quarta edizione, in programma da domenica 20 a sabato 26 settembre 2026: il cinema come incontro tra grandi protagonisti esaltati dalla reputazione internazionale della destinazione. Ideato e diretto da Emanuele Bertucci, la kermesse, sostenuta dall’Amministrazione comunale, da Calabria Film Commission e dal Ministero della Cultura è stata presentata in anteprima a luglio, a Roma, a Palazzo dello Spettacolo, alla presenza di istituzioni, rappresentanti del mondo della cultura, del cinema e dell’impresa.
Macrì: “il cinema come leva culturale della destinazione”
“Il Tropea Film Festival – sottolinea il Sindaco Giovanni Macrì – è una delle iniziative che meglio interpretano la direzione culturale sulla quale stiamo lavorando. Non si limita ad utilizzare Tropea come scenografia, ma contribuisce a raccontarla, a produrre relazioni, a generare economia, a coinvolgere strutture ricettive, ristorazione, commercio, studenti, associazioni e imprese. È questa la differenza tra un evento da calendario e un progetto che diventa parte del posizionamento della Città“.
Un ponte culturale con il Giappone ricordando Monroe e Vallone
L’edizione 2026 celebrerà il centenario della nascita di Marilyn Monroe e renderà omaggio ai 110 anni dalla nascita di Raf Vallone, figura profondamente legata alla storia di Tropea. Il manifesto, firmato dallo Studio dell’Architetto Fabio Rotella, unisce queste due leggende del cinema dentro la cornice del Santuario di Santa Maria dell’Isola e del mare tropeano, traducendo in immagine la visione scelta per questa edizione: Il cinema sul mare. Accanto alla memoria dei grandi protagonisti, il Festival conferma anche il ponte culturale con il Giappone e l’attenzione verso le nuove forme del linguaggio audiovisivo, comprese le opere realizzate con l’intelligenza artificiale, in un equilibrio tra memoria, innovazione e futuro.
Da Desirée Popper a Neri Parenti, i primi protagonisti annunciati
In attesa del programma completo, il Festival ha già iniziato a svelare alcuni dei protagonisti della quarta edizione. Desirée Popper sarà la madrina del Tropea Film Festival 2026, volto di eleganza, talento e respiro internazionale. Tornerà a Tropea Madalina Ghenea, già madrina della seconda edizione, ambassador della terza e cittadina onoraria della Città. Tra gli ospiti annunciati figurano Neri Parenti, al quale sarà consegnata la Rupe d’Argento alla carriera; Lina Sastri, che riceverà la Rupe d’Argento per la sua Opera Prima e presenterà La casa di Ninetta; Giorgio Marchesi; Andrea Roncato; Antonio Catania; Bruno Bilotta; Antonella Salvucci; Marzia Roncacci; Camilla Ferranti; Manlio Castagna; Gabriella Bagnasco e Alexia Cozzi.
Giovani protagonisti con i panel formativi con gli attori
Una parte importante del Festival sarà dedicata ai giovani, ai mestieri del cinema, ai panel formativi e al confronto diretto con attori, registi, produttori, sceneggiatori e professionisti dell’audiovisivo. In questa direzione si inserisce anche il progetto Un corto per Tropea, pensato per accompagnare i ragazzi dall’ascolto alla pratica, dalla visione alla produzione, dalla curiosità alla possibilità concreta di immaginare un futuro nel cinema. Tra gli incontri già annunciati, quello con Alexia Cozzi affronterà temi molto vicini alle nuove generazioni: rapporto con smartphone e social, consenso digitale, identità attraverso lo schermo e nuove professionalità del set, a partire dalla figura dell’Intimacy Coordinator.
Oltre il red carpet c’è un progetto di città
“Il valore del Festival – aggiunge Macrì – è nella sua capacità di tenere insieme glamour e contenuto, ospiti e formazione, memoria e innovazione, spettacolo e ricaduta sul territorio. Quando il cinema porta presenze, attiva servizi, produce racconto mediatico e coinvolge i giovani, non stiamo promuovendo soltanto un evento: stiamo rafforzando una destinazione. L’obiettivo – conclude il Sindaco – è fare in modo che, pronunciando il nome Tropea, accanto al mare, alla bellezza e alla sua storia, venga sempre più naturale pensare anche al cinema. È una sfida culturale, economica e identitaria che merita continuità, ambizione e visione.



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