Trasporto pubblico locale in Calabria, le opposizioni chiedono il rinvio della Commissione: “emendamenti al buio prima delle audizioni”

Le opposizioni in Consiglio regionale della Calabria chiedono formalmente il rinvio della seduta della IV Commissione consiliare fissata per il prossimo 31 agosto, contestando tempi e modalità con cui si sta procedendo all’esame dell’aggiornamento del Piano regionale dei trasporti e della nuova disciplina del Trasporto Pubblico Locale. Al centro della protesta c’è soprattutto la scelta di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti prima dello svolgimento delle audizioni delle parti sociali e dei soggetti economici interessati.

La richiesta è stata indirizzata al presidente della IV Commissione, Sergio Ferrari, ed è firmata da Filomena Greco di Casa Riformista – Italia Viva, Elisa Scutellà del Movimento 5 Stelle, Francesco De Cicco dei Democratici Progressisti Meridionalisti, Ernesto Alecci del Partito Democratico ed Enzo Bruno di Tridico Presidente. I consiglieri contestano un calendario che, a loro giudizio, comprime eccessivamente il confronto su provvedimenti destinati a incidere per anni sulla mobilità calabrese.

La contestazione sui tempi: convocazione il 6 agosto, emendamenti entro il 27

L’istanza delle minoranze mette in evidenza i tempi particolarmente ristretti dell’iter: la convocazione è partita il 6 agosto, la seduta è stata fissata al 31 agosto, mentre il termine ultimo per presentare gli emendamenti scade già il 27 agosto. Una tempistica che, secondo i gruppi di opposizione, non consentirebbe un esame sufficientemente approfondito di riforme considerate strategiche. “Ci troviamo davanti a provvedimenti strategici, in settori fermi da anni anche sul piano delle gare d’appalto, che invece si tenta di liquidare in pochi giorni, nel pieno del periodo estivo, impedendo un lavoro approfondito”, spiegano i consiglieri di opposizione. “Non si comprende questa fretta improvvisa dopo anni di immobilismo. Qualche settimana in più non pregiudicherà l’iter della legge, ma anzi consentirà una valutazione seria su atti che segneranno i collegamenti delle aree interne, la mobilità dei residenti e i flussi turistici per i prossimi decenni”.

La questione ritenuta più delicata dai capigruppo riguarda però il metodo istituzionale scelto per l’esame dei provvedimenti. La Commissione ha infatti stabilito che gli emendamenti debbano essere depositati prima delle audizioni delle parti sociali e dei soggetti economici calabresi. Secondo le minoranze, in questo modo i consiglieri sarebbero chiamati a formulare le proprie proposte di modifica senza aver prima ascoltato le categorie direttamente interessate dal comparto della mobilità. “Questo significa ridurre a una messinscena le audizioni, che non possono essere considerate un semplice passaggio formale”, aggiungono i capigruppo. “Servono per comprendere le criticità che riguardano il comparto e, se necessario, per modificare e migliorare i provvedimenti in discussione”.

La richiesta: nuovo termine per gli emendamenti dopo il confronto con le categorie

Da qui la richiesta di rinviare la seduta del 31 agosto e di fissare una nuova scadenza per la presentazione delle modifiche soltanto dopo la conclusione delle audizioni, così da consentire ai consiglieri di valutare quanto emergerà dal confronto con le categorie. Le opposizioni chiedono inoltre più tempo per approfondire uno dei passaggi più rilevanti della riforma, vale a dire il previsto passaggio da un ente pubblico a una società per azioni.

“Chiediamo quindi il rinvio della seduta e la fissazione di un nuovo termine per le modifiche solo dopo la conclusione delle audizioni, per garantire il tempo necessario a valutarne i contenuti. Un tempo necessario anche per approfondire una scelta centrale della riforma: il passaggio da un ente pubblico a una società per azioni. Non diciamo che sia necessariamente una scelta sbagliata, ma chiediamo di sapere perché sia stata ritenuta la soluzione migliore, quali alternative siano state valutate e, soprattutto, quali vantaggi concreti produrrà per il trasporto pubblico locale, per i lavoratori e per i cittadini.”

I cinque consiglieri respingono infine l’ipotesi che la richiesta di rinvio abbia l’obiettivo di bloccare o rallentare l’iter legislativo. La posizione espressa è, al contrario, quella di garantire un confronto più approfondito su scelte destinate a incidere direttamente sui collegamenti delle aree interne, sulla mobilità quotidiana dei cittadini, sui lavoratori del settore e sui flussi turistici regionali. “Non è un tentativo di rallentare la riforma”, concludono i consiglieri, “ma l’unico modo per evitare che decisioni così importanti per la Calabria vengano consumate in fretta e furia in pieno agosto”.