Il Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani si schiera con decisione contro qualsiasi ipotesi di nuove tasse sugli extraprofitti, respingendo anche la stessa definizione di “extraprofitto” e ribadendo la linea favorevole a una riduzione della pressione fiscale. Per il leader di Forza Italia, eventuali contributi richiesti alle aziende nei momenti di difficoltà devono nascere da un confronto e da un accordo, sul modello di quanto già avvenuto con banche e assicurazioni, e non trasformarsi in un prelievo imposto.
La posizione espressa da Tajani è netta e mette al centro una distinzione che, secondo il vicepremier, deve rimanere fondamentale: da una parte la possibilità di chiedere alle imprese un contributo in una fase difficile, dall’altra l’introduzione di una nuova tassazione che colpisca quelli che vengono definiti extraprofitti. Un concetto che il Ministro degli Esteri contesta alla radice, sia dal punto di vista politico sia sotto il profilo della sua stessa definizione.
Tajani: “sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse”
Sul tema degli extraprofitti, Tajani non lascia spazio a interpretazioni e utilizza parole particolarmente dure contro qualsiasi eventuale intervento fiscale costruito attorno a questo concetto. “Sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse: quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria. Non voglio sentire la parola extraprofitto, che mi sa molto di Unione Sovietica: in diritto l’extraprofitto non esiste. Chi decide? Un burocrate decide dove finisce il profitto e dove comincia l’extraprofitto? Che cos’è l’extraprofitto? E’ una parolaccia. Un contributo giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche e con le assicurazioni, deve essere un confronto concordato. Chiedere un contributo in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore mi sembra una cosa giusta. In momenti di difficoltà tutti devono contribuire alla soluzione dei problemi, ma un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse. Il nostro mantra è: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Le tasse sono come la gramigna, vanno potate”, rimarca Tajani.


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