Il referendum sulla modifica dello Statuto della Regione Calabria, che ha introdotto la figura dei sottosegretari, è fissato per il 29 novembre 2026. A intervenire sul percorso che ha condotto alla consultazione è il Comitato “Non a Nostre Spese”, con una nota firmata da Nicola Morra, Giovanna Canigiula, Francesco Di Lieto, Paola Levato, Antonio Piserà e Vincenzo Scorza. Il Comitato rivendica la scelta della via referendaria già a partire dal 30 marzo e chiede che venga rispettata la successione cronologica delle iniziative che si sono sviluppate nei mesi successivi.
“Il referendum sulla modifica dello Statuto della Regione Calabria ha una data: 29 novembre 2026. L’indizione della consultazione consentirà ai cittadini calabresi di pronunciarsi direttamente sulla modifica statutaria che ha introdotto la figura dei sottosegretari. È quindi necessario ricostruire con precisione la cronologia dell’iniziativa. Il percorso referendario nasce il 30 marzo 2026. Quel giorno Nicola Morra, Giovanna Canigiula, Francesco Di Lieto, Paola Levato, Antonio Piserà e Vincenzo Scorza, promotori del Comitato “Non a Nostre Spese”, avevano già scelto la strada del referendum. Giovanna Canigiula, Francesco Di Lieto, Paola Levato, Antonio Piserà e Vincenzo Scorza depositarono presso il Segretariato generale del Consiglio regionale della Calabria la comunicazione finalizzata all’avvio del procedimento, mentre Nicola Morra partecipava all’iniziativa politica del Comitato. Il deposito, successivamente richiamato con il protocollo n. 0008974 del 30 marzo 2026, fu documentato dalla stampa regionale.
La ricostruzione delle tappe successive
Secondo la ricostruzione del Comitato, nei giorni successivi una parte dell’opposizione consiliare intraprese inizialmente un percorso diverso rispetto al referendum, puntando sulla proposta di legge di iniziativa popolare per eliminare la disciplina relativa ai sottosegretari. “Nei giorni successivi una parte dell’opposizione consiliare scelse invece un percorso diverso. Il 4 aprile venne annunciata la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata all’abolizione della disciplina sui sottosegretari. Le cronache dell’epoca documentano quindi una differenza precisa: mentre il Comitato “Non a Nostre Spese” aveva già indicato il referendum, parte dell’opposizione regionale puntava ancora sulla proposta di legge popolare.
Il 12 aprile anche Alleanza Verdi e Sinistra indicò il referendum come lo strumento più appropriato per consentire ai cittadini di pronunciarsi sulla modifica dello Statuto. Il 28 aprile, infine, i consiglieri regionali Ernesto Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Falcomatà, Giuseppe Ranuccio, Enzo Bruno, Elisabetta Barbuto e Francesco De Cicco presentarono formalmente la richiesta di referendum utilizzando la prerogativa prevista per un quinto dei componenti del Consiglio regionale. A quei consiglieri va riconosciuto il merito di avere sostenuto il successivo percorso istituzionale e giudiziario, fino alla decisione favorevole dell’Ufficio centrale regionale per il referendum. Questo, però, non modifica la successione dei fatti. Quando il 28 aprile la richiesta referendaria venne presentata in Consiglio regionale, l’iniziativa del Comitato era già stata avviata da quasi un mese.”
Il Comitato: “Occorreva consentire ai cittadini di pronunciarsi direttamente”
Il nodo politico posto dal Comitato riguarda la scelta dello strumento referendario rispetto a un intervento affidato esclusivamente alla politica regionale. Nella nota viene ribadito che la posizione assunta il 30 marzo puntava fin dall’inizio a rimettere la decisione direttamente agli elettori calabresi. “La posizione espressa il 30 marzo era chiara: di fronte a una modifica dello Statuto regionale, non bastava chiedere alla politica di tornare sulle proprie decisioni. Occorreva consentire ai cittadini di pronunciarsi direttamente. Anche nei mesi successivi la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare è proseguita parallelamente, mentre il Comitato “Non a Nostre Spese” ha continuato a sostenere il percorso referendario.
Oggi la consultazione è fissata per il 29 novembre 2026, ferme restando le decisioni della giustizia amministrativa sul contenzioso pendente. Il Comitato non intende sottrarre meriti a chi ha contribuito successivamente al raggiungimento del referendum. Chiede però che venga rispettata la cronologia. Il 30 marzo 2026 Nicola Morra, Giovanna Canigiula, Francesco Di Lieto, Paola Levato, Antonio Piserà e Vincenzo Scorza avevano già indicato la strada referendaria. Successivamente quella scelta è stata condivisa anche da una parte del Consiglio regionale. Oggi quella battaglia arriva al suo passaggio decisivo: la parola passa ai calabresi”.


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