Sant’Emidio, il Vescovo martire che continua a parlare ai fedeli: grande partecipazione alla festa presso il santuario dello Scoglio

Il nuovo Pastore della Diocesi ha presieduto il 5 agosto la solenne Concelebrazione Eucaristica nel Santuario fondato da Fratel Cosimo Fragomeni. Prima della Messa il saluto ufficiale del fondatore e una lunga riflessione sulla figura del santo vescovo e martire

Una giornata di intensa partecipazione religiosa quella vissuta mercoledì 5 agosto 2026 al Santuario Diocesano della Vergine Immacolata Nostra Signora dello Scoglio, dove il nuovo vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, S.E. Monsignor Cesare Di Pietro, ha presieduto la solenne Concelebrazione Eucaristica in occasione della festa di Sant’Emidio, Vescovo e Martire. La celebrazione nel Santuario fondato da Fratel Cosimo Fragomeni ha rappresentato uno dei primi momenti significativi del ministero episcopale di Monsignor Di Pietro nella diocesi.

La liturgia è stata vissuta in un clima di intensa partecipazione spirituale, con la presenza di altri sacerdoti concelebranti, diaconi e numerosi pellegrini giunti da diverse regioni d’Italia. Nel corso dell’omelia, Monsignor Cesare Di Pietro ha richiamato la testimonianza di Sant’Emidio, invitando i presenti a vivere una fede salda e coraggiosa, capace di affrontare le sfide del tempo presente nella certezza della vicinanza di Cristo. Il Santuario dello Scoglio ha fatto da cornice alla celebrazione, confermandosi luogo di preghiera e di conversione per i tanti fedeli che ogni anno vi giungono affidandosi all’intercessione della Vergine Immacolata.

Il saluto di Fratel Cosimo al nuovo vescovo

Prima della Santa Messa, Fratel Cosimo, definito dal vescovo Di Pietro “umile e venerabile”, ha rivolto un saluto ufficiale al nuovo Pastore diocesano. Nel suo intervento ha ricordato anche il legame tra la nomina episcopale e la data dell’11 maggio, ricorrenza particolarmente significativa per la comunità dello Scoglio.

“Eccellenza Reverendissima, Mons. Cesare Di Pietro, nel salmo 118 che è un canto di gioia e di vittoria, al versetto 26 per opera dello Spirito Santo di Dio sta scritto: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. E’ con queste parole che con somma gioia e sincero affetto intendo porgervi da parte mia e anche di tutta la comunità dello Scoglio e dei devoti di Nostra Signora un cordiale benvenuto. Grazie Eccellenza per la vostra gradita e amata presenza in mezzo a noi. Da oggi in avanti voi sarete il nostro Pastore sollecito e premuroso, la nostra guida sicura e illuminante, che si prenderà cura dell’opera dello Scoglio, nata per volontà della Madre celeste, che noi invochiamo con il dolce e soave titolo di Nostra Signora dello Scoglio, e per la quale nutrite nel vostro cuore, da sempre profondamente mariano, una particolare devozione. Oggi insieme vogliamo rendere grazie al Signore, per avervi scelto quale nostro Vescovo e Pastore della Diocesi di Locri-Gerace, essendo questo il suo disegno e anche quello della sua Santissima Madre.

Infatti, come voi stesso avete ben detto, proprio il giorno dell’11 maggio del corrente anno, mentre noi qui eravamo in festa con il numeroso popolo dello Scoglio, per celebrare il 58° anniversario della celeste visita della Madre di Dio, siete stato convocato dal nunzio apostolico, il quale vi ha comunicato la nomina del S. Padre Leone XIV a Vescovo di Locri-Gerace. E proprio la data dell’11 maggio se vogliamo, è stata il segno di conferma. Mi permetto di dire che se il Signore ha scelto un figlio della terra di Sicilia quale Vescovo di questa Diocesi, a cui appartiene lo Scoglio, questo vuole dire che la Madonna non solo ama voi, ma ama anche la Sicilia, e in particolare i vostri cari concittadini messinesi, oggi qui presenti. Diamo lode e gloria al Signore per tutto questo. Voi, carissimo Mons. Cesare conoscete già lo Scoglio, perché siete venuto da sacerdote, e poi da Vescovo e avete anche celebrato la S. Messa. Oggi, vi confesso pubblicamente, in qualità di povera e umile persona qual sono, che il mio sentimento di riconoscenza e gratitudine è profondo, perché questa prima visita, da Pastore della nostra Diocesi, giunge in coincidenza con il 5 di agosto, giorno in cui la nostra comunità dello Scoglio ricorda il glorioso martirio del nostro caro Patrono e Protettore Sant’Emidio, Vescovo e Martire.

Direi una provvidenziale coincidenza per tutti noi, in particolare per questa comunità sorta anni or sono attorno all’umile Scoglio, segnato dalla dolce presenza della Santissima Madre di Dio. Lo Scoglio è diventato ormai, secondo il desiderio della S. Vergine, un luogo di grazia, di pace e di conversione, rifugio dei peccatori, in cui i sacramenti della riconciliazione e dell’Eucaristia vengono abbondantemente amministrati dai sacerdoti, che qui vi giungono da ogni parte. La Vergine Maria, fulgida aurora di speranza, che ha voluto che foste voi il Pastore di questa comunità, dallo Scoglio Benedetto guidi i vostri passi, benedica in larga copia, il vostro ministero episcopale, vi aiuti e vi protegga sempre. Grazie Eccellenza per aver voluto condividere con noi questo giorno di festa.”

Fratel Cosimo ricorda la vita e il martirio di Sant’Emidio

Rivolgendosi poi ai pellegrini riuniti nel Santuario, Fratel Cosimo ha proposto una lunga evangelizzazione dedicata alla figura di Sant’Emidio, ricordandone la conversione, il ministero episcopale, l’opera di evangelizzazione e il martirio. Nel suo intervento ha sottolineato come la festa non debba essere vissuta come una semplice manifestazione folkloristica, ma come un’occasione di crescita nella fede, nella carità e nell’amore cristiano e fraterno.

“Cari fratelli e sorelle, convenuti in questa circostanza particolare, in cui celebriamo in questo Santuario mariano, la festa del nostro caro Sant’Emidio, Protettore per eccellenza dal terremoto, siate tutti benvenuti. Ci tengo a sottolineare che la festa di Sant’Emidio se vogliamo, ha origini molto antiche, probabilmente risale ai primi secoli dopo il martirio del santo, avvenuto proprio il 5 di agosto dell’anno 303, sotto la violenta e crudele persecuzione dell’imperatore Diocleziano contro i cristiani. Noi, in questo annuale appuntamento, in cui ci ritroviamo per venerare il nostro caro Protettore Sant’Emidio, vogliamo far si che nella commemorazione del suo martirio, di anno in anno la sua festa venga celebrata con giubilo ed esultanza, e riesca sempre più decorosa e splendida. Anche così vogliamo rinvigorire la nostra fede, e dimostrare le nostre più care emozioni d’affetto e di riconoscenza verso un così grande Patrono e Protettore.

La festa di Sant’Emidio che noi oggi celebriamo, non è una manifestazione dal carattere folcloristico, ma vuole essere per ciascuno di noi un’occasione propizia per farci crescere nella fede, nella carità e nell’amore cristiano e fraterno. Questa giornata insieme al nostro Vescovo vogliamo viverla con gioia, serenità e armonia, e allo stesso tempo vogliamo rendere grazie al Signore per averci donato Sant’Emidio quale nostro benevolo Protettore contro il tremendo flagello del terremoto. A lui va la nostra gratitudine per la sua speciale protezione. Il giovane Emidio, come sappiamo, apparteneva ad una nobile famiglia pagana, ma alla giovane età di 23 anni si convertì al cristianesimo, si fece battezzare, divenne sacerdote e poi è stato ordinato anche vescovo dal papa S. Marcello. Divenuto vescovo il papa lo inviò come Pastore alla città di Ascoli, dove rimase per tutta la vita. Prima ancora di raggiungere Ascoli, da sacerdote aveva evangelizzato in diverse città d’Italia. Il massimo però del suo impegno apostolico, lo svolse nella sua amata Ascoli e in tutto il territorio del Piceno, dove spese le sue energie nel proclamare e predicare il vangelo di Gesù Cristo ad ogni creatura, cioè ad ogni uomo e ad ogni donna, proprio come disse Gesù nel Vangelo di Marco cap. 16 v. 15: “Andate e predicate il Vangelo ad ogni creatura”.

Questo Sant’Emidio lo ha fatto con forza e dinamismo. E spesse volte le sue prediche venivano accompagnate da segni e miracoli, che si verificavano di mezzo al popolo. Potremmo dire che in tutta la sua vita apostolica, Emidio è stato un grande evangelizzatore, un potente taumaturgo, e un convertitore di molti pagani, i quali dopo aver ascoltato le sue prediche chiedevano subito il Sacramento del battesimo cristiano. Miei cari fratelli e amici, vado verso la conclusione: prendendo esempio dal nostro caro Sant’Emidio, anche noi, che ci professiamo cristiani, dobbiamo avere il coraggio della fede, di testimoniare il vangelo nella nostra vita, perché il vangelo di Gesù Cristo è vita per la nostra vita, è speranza per il mondo e, come dice S. Paolo nella lettera ai Romani cap. 1 v. 16, è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede. Sant’ Emidio se vogliamo, ha testimoniato fino in fondo il vangelo, al punto di affrontare il cruento martirio per amore di Gesù Cristo e del suo vangelo. E così concluse la sua breve e giovane vita all’età di 30 anni, coronandola con la gloriosa palma del martirio.

O nostro caro Sant’ Emidio, in questo giorno della tua festa, ci stringiamo attorno a te e ti diciamo umilmente: “Degnati, o inclito nostro Protettore, te ne preghiamo, di fare uso a nostro favore di quel dominio che ti diede l’Altissimo, anche se riconosciamo di non meritarlo, perché indegni e miseri peccatori. Di continuo noi viviamo sotto la tua vigile tutela, e da te riconosciamo lo scampo dall’orribile flagello del terremoto. E anche se la nostra terra è particolarmente soggetta al movimento sismico, noi pieni di fiducia speriamo e confidiamo in te, e ti chiediamo ancora una volta, di preservarci sempre con la tua destra vittoriosa. Dite Amen. Dio ci benedica e sia lodato Gesù Cristo”.

Il Santuario dello Scoglio e il nuovo cammino della Diocesi

La celebrazione del 5 agosto ha assunto un significato particolare anche per la presenza del nuovo vescovo, accolto con affetto dalla comunità e dai pellegrini. Monsignor Di Pietro, già conosciuto allo Scoglio per precedenti visite da sacerdote e da vescovo, ha iniziato il proprio ministero nella Diocesi di Locri-Gerace ponendo al centro spiritualità, ascolto e vicinanza alle comunità locali.

Il Santuario dello Scoglio, fondato da Fratel Cosimo Fragomeni, continua intanto a rappresentare un punto di riferimento per migliaia di fedeli provenienti da diverse aree d’Italia. La festa di Sant’Emidio ha così unito il ricordo del santo vescovo e martire, tradizionalmente invocato come protettore contro il terremoto, all’avvio del nuovo percorso pastorale della Diocesi, in una giornata segnata dalla preghiera, dalla partecipazione e dal legame tra il nuovo Pastore e la comunità dello Scoglio.

La statua in processione