Non una semplice prestazione medica, ma un atto di altruismo capace di salvare vite e restituire speranza. È questo il messaggio centrale emerso durante l’incontro-dibattito “Donare è moltiplicare la vita”, organizzato dall’Avis comunale di Santa Cristina e svoltosi l’11 agosto con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, medici, volontari e cittadini. L’appuntamento, moderato dalla vicepresidente Federica Romeo, ha offerto una panoramica articolata sul tema della donazione di sangue, plasma e organi, affrontato dal punto di vista associativo, medico-scientifico, psicologico e umano. Il confronto ha messo al centro il valore del dono come gesto concreto capace di incidere profondamente sulle vite delle persone e delle loro famiglie.
Ad aprire i lavori è stato Franco Palumbo, presidente dell’Avis comunale di Santa Cristina, seguito dall’intervento di Vanna Micalizzi, presidente dell’Avis provinciale di Reggio Calabria, da tempo impegnata nelle attività di sensibilizzazione e nella promozione della raccolta di sangue e plasma sul territorio. La serata ha così rappresentato anche un’occasione per ribadire l’importanza della rete associativa e del volontariato nel mantenere alta l’attenzione sulla cultura della donazione, coinvolgendo la cittadinanza e favorendo una maggiore consapevolezza rispetto a un gesto che può risultare determinante per la salute e la sopravvivenza di altre persone.
Trapianti, medicina e sostegno psicologico alle famiglie
Il quadro medico e scientifico è stato approfondito dal dottor Demetrio Marino, direttore del Centro Regionale Trapianti di Reggio Calabria, e dal dottor Pasquale Portolese, anestesista rianimatore, presidente del gruppo Aido intercomunale Savigliano-Marene-Monasterolo e stimato concittadino. Accanto agli aspetti clinici è stata affrontata anche la dimensione psicologica che accompagna donatori e famiglie. Rosa Veccia, direttrice del coordinamento consultori familiari e dell’unità multidisciplinare dell’Asp di Reggio Calabria, nonché segretaria dell’Aido Reggio Calabria, ha approfondito l’impatto emotivo e il percorso di supporto legato alla donazione e al trapianto.
Uno dei momenti più intensi e commoventi dell’incontro è stato quello affidato a Domenico Caminiti, concittadino emigrato al Nord, che ha condiviso con il pubblico la propria esperienza personale di rinascita. Caminiti ha raccontato come la sua vita si sia concretamente “moltiplicata” grazie a un trapianto, offrendo una testimonianza diretta del significato più profondo della donazione. Il suo intervento ha dato una dimensione concreta ai temi affrontati nel corso della serata, mostrando come dietro ogni donazione possano esserci una storia che continua, una famiglia che ritrova speranza e una persona che riceve una nuova possibilità di vita.
A chiusura dell’evento si è svolta la cerimonia di consegna delle targhe di riconoscimento ai soci donatori cessati per raggiunti limiti d’età. Un gesto simbolico con cui la comunità ha voluto esprimere gratitudine nei confronti di chi, per anni, ha dimostrato dedizione, costanza e generosità verso il prossimo attraverso la propria attività di donazione. A coronamento della serata si è esibita l’orchestra giovanile di fiati “G. Scerra” di Delianuova, diretta dal maestro Gaetano Pisano. Il momento musicale, offerto dall’Avis comunale, ha concluso la giornata in un clima di festa e condivisione, con l’obiettivo di ringraziare la cittadinanza e celebrare insieme i valori della solidarietà, della partecipazione e della cultura del dono.


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