La proposta relativa al contratto di servizio della Messina Social City è stata rinviata in Commissione Bilancio, riportando al centro del dibattito politico cittadino il tema della gestione amministrativa dell’ente e dei servizi sociali. A sollevare la questione sono i consiglieri comunali di minoranza Giuseppe Capurro e Marcello Scurria, che contestano la modalità con cui l’atto è arrivato all’esame della commissione, evidenziando la mancata presenza del parere obbligatorio dei Revisori dei conti. Secondo quanto dichiarato dai due consiglieri, il contratto di servizio della Messina Social City risulta scaduto da un anno, una circostanza che, a loro avviso, rende ancora più rilevante la necessità di procedere con atti completi e rispettosi delle procedure previste.
Messina Social City, la proposta rinviata per l’assenza del parere dei Revisori dei conti
Nel corso dei lavori della Commissione Bilancio, Giuseppe Capurro e Marcello Scurria hanno formalmente chiesto al presidente di restituire la proposta agli uffici, ritenendo necessario un approfondimento prima di procedere con l’iter amministrativo. Al centro della contestazione c’è la mancanza del parere dei Revisori dei conti, considerato dai consiglieri un elemento indispensabile per un provvedimento di questa importanza. “Nel corso dei lavori abbiamo formalmente invitato il presidente a restituire la proposta agli uffici, considerato che la stessa risulta priva del parere obbligatorio dei Revisori dei conti; un requisito che non può essere considerato un dettaglio formale quando si affrontano atti di questa rilevanza”, dichiarano Giuseppe Capurro e Marcello Scurria. Per i consiglieri di minoranza, infatti, la presenza dei pareri previsti non rappresenterebbe un semplice passaggio burocratico, ma una garanzia di correttezza e trasparenza nell’approvazione degli atti che riguardano servizi pubblici fondamentali.
La critica alla gestione amministrativa: “superficialità e approssimazione nella predisposizione degli atti”
La vicenda della Messina Social City diventa, secondo i consiglieri, un ulteriore esempio delle criticità che riguarderebbero la gestione degli atti amministrativi da parte dell’amministrazione comunale. Capurro e Scurria contestano in particolare la distanza tra gli annunci sulla cosiddetta “buona amministrazione” e quella che definiscono una gestione caratterizzata da ritardi e carenze procedurali. “Ancora una volta, al di là della propaganda sulla cosiddetta “buona amministrazione”, ci troviamo di fronte a superficialità e approssimazione nella predisposizione degli atti“, affermano i consiglieri comunali di minoranza. Secondo la loro posizione, il problema assumerebbe una dimensione ancora più rilevante perché riguarda un settore delicato come quello dei servizi sociali, con un rapporto contrattuale che, sempre secondo quanto dichiarato, sarebbe scaduto ormai da dodici mesi.
Il nodo del contratto di servizio scaduto da dodici mesi
Uno degli aspetti evidenziati dai consiglieri riguarda proprio il tempo trascorso dalla scadenza del contratto di servizio della Messina Social City. La presenza di un atto arrivato in commissione dopo un periodo così lungo viene indicata come un elemento di forte criticità, soprattutto considerando il ruolo svolto dalla società nella gestione di servizi rivolti ai cittadini. “Una situazione che diventa ancora più grave quando si parla di delibere che arrivano in Commissione con ritardi significativi, nonostante riguardino servizi essenziali e un rapporto contrattuale scaduto da ormai dodici mesi”, sottolineano Capurro e Scurria. La questione, secondo i consiglieri, non riguarda soltanto il singolo provvedimento, ma il metodo con cui vengono programmati e portati avanti gli atti amministrativi.
La richiesta di maggiore trasparenza e rispetto delle procedure
Nel loro intervento, i due consiglieri ribadiscono la necessità di garantire maggiore attenzione nella predisposizione degli atti, soprattutto quando questi riguardano settori strategici per la comunità. “La buona amministrazione non si proclama attraverso la propaganda: si dimostra con atti completi, pareri acquisiti nei tempi previsti e una programmazione amministrativa puntuale”, affermano Giuseppe Capurro e Marcello Scurria. La critica si concentra quindi sulla necessità di una gestione amministrativa fondata su programmazione, rispetto delle procedure e tempestività nelle decisioni.
Il rinvio in Commissione Bilancio e le accuse della minoranza
Il rinvio della proposta sul contratto di servizio Messina Social City rappresenta, secondo i consiglieri di minoranza, la conferma di una situazione che richiederebbe maggiore attenzione da parte dell’amministrazione. “Il rinvio di oggi è quindi la conseguenza di una gestione che continua a mostrare ritardi e approssimazione e che, su questioni così importanti, non può più essere giustificata come una semplice svista”, concludono Capurro e Scurria. La vicenda resta ora all’attenzione della Commissione Bilancio, chiamata a proseguire l’esame del provvedimento dopo il completamento degli adempimenti necessari. Al centro del confronto rimangono il futuro del contratto di servizio della Messina Social City, la continuità dei servizi e il rispetto delle procedure amministrative.


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