La gestione dei rifiuti torna al centro del dibattito politico a Reggio Calabria. Il movimento La Strada interviene sulla raccolta differenziata cittadina chiedendo un cambio di passo e proponendo una serie di interventi strutturali per migliorare il servizio. La formazione politica parte dall’analisi dei dati ufficiali contenuti nel Rapporto Rifiuti Urbani e Raccolta Differenziata 2025 pubblicato dall’Arpacal, riferito ai risultati del 2024, per evidenziare una situazione definita critica. “Torniamo sulla questione rifiuti e raccolta differenziata per provare a fare il punto della situazione e rilanciare una serie di proposte, rivolte in primis all’Amministrazione, e come spunto di riflessione per la cittadinanza. Il recente annuncio del Sindaco sul superamento delle trecento sanzioni dall’avvio dell’operazione «Piazza Pulita» fotografa un’azione di contrasto alle violazioni, ma non rappresenta l’indicatore reale sullo stato della gestione dei rifiuti in città”, afferma La Strada.
I numeri: Reggio Calabria scende al 36,68% di raccolta differenziata
Secondo il movimento, nel Comune di Reggio Calabria, a fronte di una popolazione di 168.572 abitanti, nel 2024 sono state certificate 24.546 tonnellate di raccolta differenziata contro 42.375 tonnellate di rifiuto indifferenziato avviato allo smaltimento. La percentuale di differenziata si è fermata al 36,68%, in calo rispetto al 40,27% dell’anno precedente, con una perdita di 3,59 punti percentuali in dodici mesi. Un dato che, secondo La Strada, assume particolare rilevanza se confrontato con quello degli altri capoluoghi calabresi. Nello stesso periodo la Calabria ha raggiunto una media del 58,05%, mentre Vibo Valentia si è attestata al 70,38%, Catanzaro al 69,16%, Cosenza al 61,46% e Crotone ha registrato un recupero di 3,77 punti. “Reggio Calabria è l’unico capoluogo calabrese a registrare, nello stesso periodo, una regressione così marcata”, sottolinea il movimento.
Secondo l’analisi di La Strada, uno dei principali problemi riguarda la scarsa intercettazione della frazione organica, con un conseguente aumento dei quantitativi destinati allo smaltimento. Nel 2024 Reggio Calabria avrebbe raccolto 8.862 tonnellate di organico, pari a 52,6 chilogrammi per abitante, mentre Catanzaro avrebbe raggiunto 126,3 chilogrammi per abitante, Vibo Valentia 122,5 e Cosenza 109,9. Secondo il movimento, portare Reggio ai livelli di Catanzaro significherebbe intercettare circa 12.400 tonnellate in più di organico, sottraendole all’indifferenziato e avvicinando la raccolta differenziata complessiva al 55% a parità di rifiuti prodotti.
L’impatto sui costi: più indifferenziato significa più spese per i cittadini
La Strada evidenzia anche il collegamento tra inefficienza del sistema e aumento dei costi sostenuti dalla comunità. Reggio Calabria destina allo smaltimento 251 chilogrammi di indifferenziato all’anno per residente, contro i 136 chilogrammi di Catanzaro e i 141 di Vibo Valentia. “Il conferimento in discarica rappresenta la voce di spesa più onerosa del piano economico finanziario”, afferma il movimento, evidenziando come questa situazione contribuisca direttamente alla determinazione della TARI. La Strada sottolinea però che il problema non sarebbe legato alla quantità complessiva di rifiuti prodotti: ogni reggino produce in media 397 chilogrammi di rifiuti all’anno, un dato inferiore rispetto ad altri capoluoghi calabresi. La differenza, secondo il movimento, risiederebbe nella capacità del sistema di separare correttamente i materiali.
Il movimento richiama anche gli esempi di altri comuni della provincia reggina, dove le performance risultano nettamente superiori. Palmi e Siderno, secondo i dati citati nella nota, hanno superato rispettivamente l’80% e il 78% di raccolta differenziata, mentre oltre dieci comuni della Città Metropolitana hanno oltrepassato la soglia del 68%. Secondo La Strada, questi risultati dimostrano che un sistema più efficiente è possibile attraverso una diversa organizzazione del servizio.
Le proposte: cassonetti intelligenti, ecostation e tariffazione puntuale
Per migliorare la raccolta, La Strada propone un modello definito “misto”, basato su strumenti tecnologici e incentivi per i cittadini.
- cassonetti intelligenti con apertura tramite tessera magnetica associata all’utenza;
- ecostation mobili e isole ecologiche diffuse;
- misurazione della differenziata prodotta e premialità per chi riduce l’indifferenziato.
Il movimento ricorda inoltre il modello proposto già dal 2020, attraverso un confronto con l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Parma Gabriele Folli, basato su isole ecologiche, eco-station H24, tariffazione puntuale, controlli sull’evasione e obiettivo dell’80% di differenziata.
Richieste di chiarezza sul rapporto con Ecologia Oggi
La Strada chiede anche chiarimenti sul rapporto tra il Comune e il gestore del servizio, Ecologia Oggi, dopo le contestazioni relative a oltre 700 mila euro di penali e detrazioni formulate nel 2024. Il movimento chiede di conoscere “lo stato degli eventuali contenziosi e sull’effettiva attività di controllo del servizio”, oltre al quadro contrattuale attualmente vigente. Viene inoltre sollevata la questione relativa alla videosorveglianza e alle 30 fototrappole mobili previste dopo l’approvazione della DPIA nel marzo 2025. La richiesta è di conoscere “quanti di quei dispositivi siano effettivamente operativi, dove siano stati impiegati, quali risultati abbiano prodotto e quale sia oggi lo stato della relativa disciplina sulla privacy”.
In vista del nuovo piano di raccolta annunciato dalla Giunta comunale, La Strada propone un confronto preventivo con commissioni, circoscrizioni, comitati di quartiere, organizzazioni sindacali e associazioni ambientaliste. Tra le proposte avanzate figurano:
- tariffazione puntuale con sconti sulla TARI per chi riduce l’indifferenziato;
- creazione di ecostation H24;
- apertura di almeno quattro isole ecologiche con centri di riuso;
- promozione del compostaggio condominiale;
- misure strutturali contro l’evasione dei tributi locali.
Secondo La Strada, il recupero dell’evasione rappresenta un elemento centrale per migliorare i servizi e alleggerire la pressione fiscale sui cittadini.
Tra le idee avanzate anche un modello di giustizia riparativa per le violazioni ambientali, consentendo ai cittadini sanzionati di aderire volontariamente a giornate di cura e bonifica del territorio per accedere al minimo edittale, attraverso specifici regolamenti comunali e accordi con il terzo settore. Infine, il movimento propone un vincolo di destinazione per le somme incassate dalle sanzioni, affinché i proventi vengano utilizzati esclusivamente per finanziare ecostation, bonifiche e programmi di educazione ambientale nelle scuole. “I proventi dei verbali vengano impiegati esclusivamente per finanziare ecostation, bonifiche e programmi di educazione ambientale nelle scuole, garantendo che le multe servano direttamente a migliorare i servizi alla cittadinanza”, conclude La Strada.


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