“Rianimare Pentedattilo”: il 30 agosto si chiude con il Pentedattilo Film Festival

Il 30 agosto il Pentedattilo Film Festival chiude “Rianimare Pentedattilo” con cortometraggi, 48 Ore, giuria, premi e una serata di cinema nel borgo antico

Sarà il cinema a chiudere, il 30 agosto, il percorso di “Rianimare Pentedattilo”, il progetto di Azimut APS, in partenariato con il Consorzio Ecolandia e la Pro Pentedattilo, sostenuto da Fondazione con il Sud e Fondazione CDP, l’ente no profit del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, con il patrocinio del comune di Melito Porto Salvo, che dal 18 agosto porta nel borgo reggino arte, cultura e comunità. Nel cuore del borgo antico, la serata del Pentedattilo Film Festival unirà la proiezione dei cortometraggi del festival alla sfida del 48 Ore Pentedattilo, con sei troupe chiamate a realizzare sei film in appena 48 ore.

Un finale pensato come una festa del cinema, ma anche come l’ultimo tassello di un percorso più ampio, nel quale linguaggi diversi dialogano con lo stesso luogo. Nel borgo nuovo, infatti, prende forma “Tra le mani di pietra”, il festival d’arte urbana diretto da Boris Veliz, mentre nel borgo antico la pietra, i suoi paesaggi e gli stessi murales diventano materia per nuove storie cinematografiche.

Il programma della serata del 30 agosto

L’appuntamento è nel borgo antico di Pentedattilo. Alle 20.00 la serata si aprirà con l’introduzione e i saluti del sindaco di Melito Porto Salvo, Annunziato Nastasi, insieme ai partner del progetto Azimut APS, Ecolandia e Pro Pentedattilo.

Alle 20.15 inizierà la proiezione dei cortometraggi del Pentedattilo Film Festival, festival internazionale dedicato al cortometraggio che da oltre dieci anni anima il borgo con opere provenienti da tutto il mondo.

Alle 22.00 verrà presentata la giuria e si aprirà il dialogo con i registi e le troupe presenti.

Alle 22.30 toccherà ai sei cortometraggi realizzati nell’ambito del 48 Ore Pentedattilo.

Alle 23.00, infine, la premiazione del 48 Ore Pentedattilo, con i direttori artistici Americo Melchionda ed Emanuele Milasi.

Al vincitore andranno 1.000 euro e un premio fisico.

Dopo la premiazione, la festa continuerà nel borgo antico.

La giuria e il legame con lo Shortini Film Festival

A giudicare i sei cortometraggi saranno Fabio Mollo, presidente della giuria, Stefano Cacciaguerra e Boris Veliz.

Fabio Mollo, regista reggino autore, tra gli altri, di Il sud è niente e Nata per te, torna così nella sua terra per incontrare e valutare i nuovi autori coinvolti nella sfida.

Stefano Cacciaguerra è invece il direttore artistico dello Shortini Film Festival di Augusta, giunto all’undicesima edizione e con il quale Pentedattilo ha stretto un legame diretto. Il rapporto tra le due manifestazioni non si limiterà infatti alla presenza di Cacciaguerra in giuria: il cortometraggio vincitore del 48 Ore Pentedattilo sarà proiettato anche allo Shortini Film Festival.

Completa la giuria Boris Veliz, artista e direttore artistico di “Tra le mani di pietra”, il progetto che proprio in questi giorni sta trasformando il borgo nuovo attraverso sette nuovi murales.

Sei troupe, 48 ore e un murale da trasformare in storia

La sfida del 48 Ore prenderà il via il 28 agosto, quando le sei troupe arriveranno a Pentedattilo, con ritrovo all’Ostello di Pentedattilo.

Tra le 18 e le 19 ci sarà il primo incontro: alle squadre verrà “assegnato” un murale cui ispirarsi per costruire la propria storia.

Da quel momento partirà la corsa: ideazione, scrittura, riprese e montaggio dovranno essere completati entro 48 ore.

Ogni troupe avrà come riferimento un murale che potrà utilizzare come desidera: come sfondo del corto, come tema, come colori. È un modo per dare un punto di partenza comune, lasciando però a ciascuna la libertà di costruire una storia completamente diversa“, racconta Emanuele Milasi, direttore artistico del 48 Ore.

A supportare i partecipanti saranno due tutor tecnici: Americo Melchionda, anche direttore artistico del Pentedattilo Film Festival, ed Emiliano Barbucci, regista e direttore della fotografia.

«La cosa bella è vedere come un’idea preparata prima di arrivare qui possa cambiare quando la troupe si trova davanti Pentedattilo. In 48 ore il luogo diventa parte della scrittura: bisogna guardarlo, ascoltarlo e capire cosa può raccontare», aggiunge Americo Melchionda.

I volti delle storie: dagli attori agli abitanti

Per dare forma alle storie, le troupe potranno contare anche su alcuni interpreti di caratura nazionale come gli attori Maria Milasi, Alessio Praticò, Agata Fortis e lo stesso Americo Melchionda.

Saranno le singole sceneggiature a stabilire quali volti coinvolgere e in quali ruoli. Le troupe potranno inoltre cercare altri interpreti con il supporto dell’organizzazione, trasformando la ricerca dei personaggi in parte stessa dell’esperienza sul territorio.

E tra i possibili protagonisti delle storie potranno esserci anche gli abitanti di Pentedattilo e qualunque personaggio il corto richiederà.

«Abbiamo dato alle troupe alcuni nomi, ma poi saranno le storie a decidere di chi avranno bisogno. E magari il volto più giusto sarà proprio quello di una persona che vive qui», spiega Milasi.

“Tra le mani di pietra”, l’altro volto di Pentedattilo

Il cinema arriverà dunque al termine di un percorso che ha visto protagonista anche l’arte urbana.

Dal 18 al 29 agosto, nel borgo nuovo, “Tra le mani di pietra” porta la direzione artistica di Boris Veliz e gli interventi murali di Associazione Kronos, Basik, Boris Veliz, Cristian Neri & Elena Accenti, Farid Rueda, Tania Azar e Lisley Durañon.

L’inaugurazione ufficiale dei sette nuovi murales è prevista domani 29 agosto alle 19, con ritrovo all’Ostello di Pentedattilo.

Il legame con il 48 Ore è parte del progetto: «Il murale assegnato alle troupe crea infatti un fil rouge tra le immagini dipinte sulle pareti e quelle costruite dalle cineprese» sottolinea ancora Emanuele Milasi.

Un progetto che lascia il segno

Il 30 agosto, con l’ultima proiezione e la premiazione del 48 Ore, “Rianimare Pentedattilo” arriverà alla sua conclusione. Ma la fine del programma non coincide con la fine del suo effetto.

In queste settimane il borgo ha accolto artisti, cineasti, attori, abitanti e visitatori; le sue pareti hanno cambiato volto con sette nuovi murales e le sue strade sono diventate set per storie nate in appena 48 ore. Il cinema, infine, porterà quelle storie davanti al pubblico, proprio nel luogo che le ha ispirate.

È questo il senso più concreto del progetto: non soltanto animare Pentedattilo per alcuni giorni, ma lasciare nel borgo qualcosa che continui a vivere oltre l’evento. Farlo tornare ad essere un luogo attraversato, raccontato e vissuto.Pentedattilo Film Festival Pentedattilo Film Festival