Dopo un lungo ed emozionante testa a testa tra “sì” e “no” al referendum sull’Unione Europea, l’Islanda sembra avviata verso una risposta negativa alla domanda sulla possibilità di riaprire i negoziati per l’adesione all’Ue. Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica Visir nella sua versione online, il fronte contrario alla ripresa del dialogo con Bruxelles sarebbe ormai vicino alla vittoria, con il completamento dello scrutinio che appare destinato a confermare il vantaggio del “no”. Secondo visir.is, manca soltanto la conclusione dello spoglio dei voti nei quattro collegi elettorali ancora non definitivi, ma i sondaggi indicano una maggiore propensione degli elettori verso il rifiuto della riapertura dei negoziati. Al momento, il “no” è già in vantaggio di oltre 400 voti, un margine che rende difficile un ribaltamento del risultato.
Referendum Islanda-Ue, gli europeisti fermati dal voto fuori dalla capitale
Il risultato elettorale rappresenta una battuta d’arresto per gli europeisti islandesi, il fronte favorevole alla ripresa delle trattative per entrare nell’Unione Europea. Le aspettative di una possibile affermazione del “sì” erano legate soprattutto al consenso nelle aree urbane, ma il voto della capitale non è stato sufficiente a compensare la tendenza emersa nel resto del Paese. A Reykjavík, infatti, il quesito referendario ha ottenuto una maggioranza favorevole alla riapertura dei negoziati, ma con percentuali inferiori rispetto alle previsioni del fronte europeista. Nella circoscrizione Reykjavík Sud, il 54,49% degli elettori ha votato sì, mentre il 45,51% ha scelto il no. Nel collegio elettorale di Reykjavík Nord, il risultato è stato ancora più favorevole ai sostenitori del percorso europeo: il 57,51% ha risposto positivamente al referendum, contro il 42,49% di contrari. Nonostante la vittoria nella capitale, il consenso raccolto dagli europeisti rischia però di non essere sufficiente per invertire l’esito complessivo del voto. Le altre circoscrizioni islandesi mostrano infatti un orientamento molto più netto contro la riapertura dei negoziati.
Il “no” avanza nelle regioni islandesi: decisivo il voto del Nord e del Sud del Paese
Il fronte contrario all’adesione all’Unione Europea ha conquistato un vantaggio significativo nei collegi elettorali del Sud-Ovest, del Sud, del Nord-Ovest e del Nord-Est. Proprio in queste aree si sta delineando la spinta decisiva che potrebbe consegnare la vittoria definitiva al “no”. Particolarmente rilevante appare il risultato della circoscrizione Nord-Est, dove il fronte contrario alla riapertura dei negoziati si dirige verso una possibile vittoria schiacciante, con il 59% dei consensi. Un dato che evidenzia la distanza tra la posizione prevalente nella capitale e quella sostenuta da molte altre zone dell’isola. Il voto conferma quindi una divisione geografica nel rapporto tra Islanda e Unione Europea, con Reykjavík più favorevole al dialogo con Bruxelles e le altre aree del Paese maggiormente orientate a mantenere le distanze da un nuovo percorso di adesione.
Il referendum islandese sotto i riflettori dei media internazionali
L’importanza del referendum ha attirato l’attenzione della stampa internazionale. Il sito ruv.is ha sottolineato il peso mediatico della consultazione, rilanciando anche le notizie pubblicate online da Cnn e Bbc. “La notizia del referendum domina le prime pagine dei principali media mondiali, ed è chiaro che molti occhi sono puntati sull’Islanda”, ha sottolineato il sito ruv.is pubblicando le notizie pubblicate sul web da Cnn e Bbc. Il voto islandese viene osservato con particolare interesse perché riguarda il futuro rapporto del Paese con l’Europa e la possibilità di riaprire un processo politico che in passato aveva già generato un acceso dibattito nazionale. La decisione degli elettori potrebbe dunque avere conseguenze importanti sul posizionamento internazionale dell’Islanda.
Politologa islandese: “Sembra che il fronte del no vincerà”
Anche gli analisti politici ritengono ormai probabile una vittoria del fronte contrario alla ripresa dei negoziati. La politologa internazionale Vilborg Ása GuÐjónsdóttir, intervistata da mbl.is, ha spiegato che il margine accumulato dal “no” rende molto difficile una rimonta degli europeisti. “Sembra che il fronte del no vincerà; ci vorrebbe un ribaltamento di fronte davvero inaspettato perché la situazione cambi a favore del sì”, ha dichiarato la politologa internazionale Vilborg Ása GuÐjónsdóttir in un’intervista a mbl.is. Con lo scrutinio ancora in corso ma con un vantaggio già consolidato, il referendum islandese sembra dunque destinato a confermare la volontà della maggioranza degli elettori di non riaprire, almeno in questa fase, il percorso verso una possibile adesione dell’Islanda all’Unione Europea.


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