La prima visita di Vladimir Putin nelle Isole Curili riaccende lo scontro diplomatico tra Russia e Giappone. Il presidente russo ha raggiunto Iturup, una delle isole più meridionali dell’arcipelago del Pacifico amministrato da Mosca ma rivendicato da Tokyo, provocando l’immediata e dura protesta del governo giapponese. La missione assume un forte significato politico e strategico. La presenza di Putin nelle Curili meridionali rappresenta infatti un nuovo segnale della volontà della Russia di ribadire il proprio controllo sull’arcipelago, mentre il Giappone continua a considerare le quattro isole più meridionali parte integrante del proprio territorio nazionale.
Putin visita Iturup per la prima volta
Nel corso della sua missione a Iturup, denominata Etorofu in Giappone, Putin ha visitato il complesso per la lavorazione del pesce Yasny, l’ospedale distrettuale centrale di Kuril e la scuola intitolata all’“Eroe della Russia” E.D. Norpolov.
Il presidente russo ha inoltre incontrato alcuni residenti dell’isola e ha avuto un colloquio con il governatore della regione di Sachalin, Valery Limarenko. Tra i principali argomenti affrontati figurano la crescita demografica, lo sviluppo del territorio e i livelli salariali della popolazione locale.
Secondo le informazioni diffuse dal Cremlino, si tratta della prima visita personale di Putin nelle Isole Curili. Una missione destinata ad assumere un valore che va ben oltre l’ispezione delle strutture economiche e sociali presenti sull’isola, proprio per il delicato contenzioso territoriale che oppone Mosca e Tokyo.
Il Giappone protesta contro la presenza di Putin
La reazione del Giappone è stata immediata. Il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi ha annunciato una ferma protesta contro la presenza del presidente russo a Iturup, riaffermando la rivendicazione territoriale di Tokyo.
“I Territori del Nord sono parte integrante del territorio giapponese sia storicamente che secondo il diritto internazionale”, ha dichiarato Motegi in una nota, ribadendo la posizione ufficiale del governo nipponico.
Tokyo utilizza la denominazione Territori del Nord per indicare Iturup-Etorofu, Kunashir-Kunashiri, Shikotan e il gruppo delle Habomai. Le quattro isole sono attualmente controllate dalla Russia, ma il Giappone non ha mai rinunciato alla propria rivendicazione di sovranità.
La visita di Putin viene quindi considerata dal governo giapponese incompatibile con la propria posizione sul futuro dell’arcipelago. Non è la prima volta che Tokyo protesta per la presenza di un esponente di primo piano del governo russo nella zona: una reazione analoga si era verificata nel 2021, in occasione della visita a Iturup dell’allora primo ministro russo Mikhail Mishustin.
La disputa sulle Isole Curili dalla Seconda guerra mondiale
Il contenzioso sulle Curili meridionali affonda le sue radici nella fase conclusiva della Seconda guerra mondiale, quando l’Unione Sovietica assunse il controllo delle isole precedentemente amministrate dal Giappone. Da allora Mosca ha mantenuto la propria sovranità effettiva sull’arcipelago, consolidandone progressivamente le infrastrutture civili e militari.
Per Tokyo, tuttavia, le quattro isole meridionali non rientrano propriamente nell’arcipelago delle Curili ceduto dal Giappone dopo il conflitto e costituiscono ancora oggi territorio giapponese. Le opposte interpretazioni storiche e giuridiche hanno reso vano ogni tentativo di trovare una soluzione condivisa.
La controversia ha avuto conseguenze profonde sui rapporti bilaterali. Russia e Giappone non hanno mai firmato un trattato di pace definitivo per chiudere formalmente le ostilità della Seconda guerra mondiale. Decenni di negoziati diplomatici non hanno prodotto un accordo, mentre il progressivo deterioramento delle relazioni internazionali ha ulteriormente allontanato la possibilità di un compromesso.
Mosca rafforza la propria presenza nell’Estremo Oriente
La missione nelle Curili si inserisce in una più ampia iniziativa di Putin nell’Estremo Oriente russo, un’area considerata strategica da Mosca sia sul piano economico sia sotto il profilo militare.
Prima di raggiungere Iturup, il presidente russo era stato a Yuzhno-Sakhalinsk, dove aveva assistito alla fase conclusiva delle esercitazioni della Flotta russa del Pacifico. Putin aveva inoltre presieduto una riunione dedicata alla sicurezza dei confini orientali della Federazione Russa.
La combinazione tra le esercitazioni navali e la successiva visita nell’arcipelago conteso rafforza il significato geopolitico della missione. Mosca mostra di considerare le Curili una parte pienamente integrata del proprio territorio, investendo nello sviluppo economico e sociale delle isole e consolidando contemporaneamente la propria presenza militare nel Pacifico.
Nuovo fronte di tensione tra Mosca e Tokyo
La visita di Putin a Iturup rischia ora di rendere ancora più difficili i rapporti tra Russia e Giappone. Le posizioni delle due capitali restano infatti diametralmente opposte: Mosca considera la propria sovranità sulle Curili il risultato definitivo della Seconda guerra mondiale, mentre Tokyo continua a rivendicare i Territori del Nord sulla base di motivazioni storiche e giuridiche.
In assenza di un compromesso, la disputa continuerà a rappresentare uno dei principali elementi di instabilità nell’Asia nordorientale. La presenza personale del presidente russo sull’isola trasforma il contenzioso in un nuovo caso diplomatico internazionale e ribadisce la fermezza di Mosca proprio nel momento in cui la sicurezza dell’Estremo Oriente e del Pacifico assume un’importanza crescente negli equilibri geopolitici mondiali.


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