Partecipate del Comune, “Rispetto Messina” sulle nuove nomine: “criteri legati alla fedeltà elettorale”

Il Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica denuncia un metodo di scelta basato, secondo l’associazione, "sulle appartenenze politiche e non sulle competenze, mentre richiama l’attenzione sui disservizi che interessano i cittadini"

Il Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “Rispetto Messina” interviene sul tema delle prossime nomine degli amministratori delle Società Partecipate del Comune di Messina, sollevando forti critiche sui criteri adottati e collegando la questione della governance delle aziende pubbliche ai problemi che, secondo il movimento civico, continuano a interessare diversi servizi essenziali per la comunità. Al centro della denuncia c’è quello che il gruppo definisce “un metodo di selezione basato sulla fedeltà elettorale piuttosto che sulle competenze professionali”. Una posizione che arriva mentre il dibattito sulle Società Partecipate torna ad assumere un ruolo rilevante nella vita amministrativa cittadina, considerando il peso che queste realtà hanno nella gestione di settori fondamentali come acqua, trasporti, rifiuti, assistenza sociale e patrimonio pubblico.

“Nomine basate sulla fedeltà elettorale”: la denuncia di Rispetto Messina

Secondo il Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “Rispetto Messina”, il meccanismo delle nomine nelle aziende partecipate comunali sarebbe caratterizzato da una logica politica che penalizzerebbe professionalità e continuità amministrativa. “Il metodo è sempre lo stesso: le nomine degli Amministratori delle Società Partecipate fatte sulla base della ripetuta fedeltà elettorale, a prescindere da competenze specifiche e professionalità. Senza contare che un elemento fondamentale per chiunque sia chiamato a svolgere un ruolo di gestione in strutture che hanno una notevole importanza, quali sono le Società Partecipate, dovrebbe essere, a rigor di logica, quello di un certo periodo di continuità gestionale, per poter mettere in campo progettualità e programmazione. Invece assisteremo a un turnover ingiustificabile, come se si trattasse di un contratto di lavoro “a tempo determinato”. Perché chi verrà nominato sarà, ancora una volta, sottoposto a un tagliando a scadenza annuale (come le auto da revisionare)”, rimarca la nota.

Il nodo della continuità gestionale nelle aziende pubbliche

La critica di Rispetto Messina riguarda anche il rapporto tra durata degli incarichi e risultati amministrativi. Secondo il movimento, la valutazione degli amministratori dovrebbe essere collegata alla qualità della gestione, ai risultati raggiunti e ai servizi offerti ai cittadini, mentre il sistema attuale rischierebbe di introdurre una verifica legata ad altri fattori. “Un tagliando che si baserà non sui risultati ottenuti dai Presidenti e componenti dei CDA delle Partecipate e di altre realtà operative e sulla qualità dei servizi erogati, ma sull’apporto in termini di voti “portati” alle liste espressione del Movimento Politico Sud Chiama Nord e alla candidatura del suo leader, che, per inciso, non ha alcun ruolo istituzionale né al Comune di Messina né alla Città Metropolitana”, evidenzia la nota.

Dall’acqua ai rifiuti: i disservizi indicati dal gruppo civico

La contestazione di Rispetto Messina non si limita alle nomine, ma si estende al funzionamento dei servizi pubblici gestiti dalle società partecipate. Il gruppo sostiene infatti che il tema della governance sia strettamente collegato alle difficoltà quotidianamente affrontate dai cittadini messinesi. “Ma ancora una volta la storia, o meglio la semplice “cronaca”, si ripete, mentre i cittadini risentono di una serie di disservizi da parte di tutte le Società Partecipate nei vari settori: dalle carenze delle risorse e dell’approvvigionamento idrico, con villaggi e frazioni lasciati senza acqua per lunghi periodi, o altre zone con l’erogazione limitata solo ad alcune ore, alla sospensione del tram su cui è caduto un velo di silenzio, al caos dei cosiddetti parcheggi di interscambio, ai cumuli di rifiuti e sacchetti di spazzatura ben visibili in molte zone cittadine, alle discrasie dei servizi nel settore dell’assistenza sociale, alla gestione del patrimonio immobiliare che non ha fatto emergere alcuna valenza “realmente sociale”, a causa della sovrapposizione con un’altra Azienda Comunale”, puntualizza la nota.

“Tutto cambi” sulla carta affinché “nulla cambi”: l’accusa sulle nuove alleanze politiche

Nella parte conclusiva del comunicato, il gruppo civico lega le scelte sulle partecipate agli equilibri politici maturati dopo l’ultimo appuntamento elettorale, sostenendo che le nuove nomine risponderebbero soprattutto alla necessità di consolidare accordi politici. “Ma tutto ciò è relativo, perché bisogna gratificare le “nuove alleanze” che hanno portato al recente risultato elettorale, e fare sì che “tutto cambi” sulla carta affinché, invece, “nulla cambi”, con buona pace dei tanti cittadini e cittadine che, in parte, hanno fatto una scelta elettorale in buona fede”, conclude la nota.