Se i campi boa funzionano ad agosto, nel momento più delicato dell’anno per la pressione turistica sul mare, allora la fruizione ordinata delle aree protette diventa una possibilità concreta. È questo il messaggio che arriva dalla tappa tropeana di Mare Dentro e dall’uscita in barca di MAVISU dal Porto di Tropea, nel cuore del Parco Marino Costa degli Dei: boe di delimitazione e segnalazione del Parco, campi di ormeggio per le imbarcazioni, Comuni ed enti gestori coinvolti, diportismo accompagnato dentro regole chiare. Non un recinto, ma un modo più maturo di vivere il mare senza consumarlo.
A indicare il valore concreto di questo sistema è stato il Direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria Raffaele Greco, a bordo di MAVISU nel tratto di mare antistante Parghelia. “Le boe di segnalazione e i campi di ormeggio – ha evidenziato – rappresentano due progetti realizzati dall’Ente per i Parchi Marini Regionali, messi in opera e affidati ai Comuni e agli enti gestori. Vederli funzionare nel cuore della stagione estiva significa dimostrare che tutela ambientale, accoglienza turistica e ordine possono camminare insieme” .
Il talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, dalla esclusiva Pool Zone del Marina Yacht nel Porto di Tropea, ha offerto nuovi spunti per una strategia più organica della portualità in Calabria e la fruizione consapevole del mare. Insieme al direttore Greco, sono intervenuti il sindaco di Tropea Giovanni Macrì; Claudio Guarascio, presidente dell’associazione Costruttori Nautici dei Due Mari; Michelangelo Iannone, direttore generale di ARPACAL; Fabio Muzzupappa per Acqua degli Dei e Spartivento Fashion; Vincenzo Aristide Di Salvo, amministratore delegato della Porto di Tropea Spa; Giuseppe Sangeniti, dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo Nautico di Pizzo; Giampaolo Calabrese, direttore della Fondazione Calabria Film Commission; Gabriele Fusca, presidente del CdA di Porto di Tropea Spa; e Roberto Cosentino, direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria.
La stessa visione del direttore di EPMR è stata rilanciata da Vincenzo Aristide Di Salvo, amministratore delegato della Porto di Tropea Spa. “Governare un marina – ha sottolineato – significa far rispettare regole trasversali, valide per tutti: dalla piccola imbarcazione al superyacht. Il porto non può essere soltanto approdo, ma organizzazione, responsabilità, servizi e qualità. E se un’imbarcazione può ormeggiare con boe in piena regola, può farlo senza gettare ancore, senza devastare i fondali e senza danneggiare fauna e flora marina” .
A richiamare, invece, il valore della marina come una delle porte più belle del Mediterraneo è stato il presidente del CdA di Porto di Tropea Spa, Gabriele Fusca. “La Calabria da vivere – ha evidenziato – passa anche da queste eccellenze, da servizi capaci di generare opportunità, ricadute sociali e connessioni con il territorio. Il porto, quindi, non è solo infrastruttura: è parte della destinazione”.
Per Claudio Guarascio, presidente dell’associazione Costruttori Nautici dei Due Mari, i porti non sono soltanto luoghi di attracco, ma porte verso l’entroterra. Chi arriva dal mare deve poter incontrare territori, comunità, servizi e paesaggi. Da qui la necessità di sostenere la nautica calabrese, le infrastrutture, le fiere, la ricerca e l’innovazione, anche guardando a esperienze come Elettra, la prima barca elettrica, e alle nuove opportunità legate alla mobilità sostenibile sul mare.
Il tema dell’identità come responsabilità è stato rilanciato, invece, da Fabio Muzzupappa, di Acqua degli Dei e Spartivento Fashion. I brand possono trasformare anche i marcatori della Calabria ed attrattori come Ulisse, il Canto delle Sirene, Scilla, Cariddi, Capo Spartivento, il Mediterraneo, in racconto, prodotto, profumo e moda. Ma un’impresa, ha sottolineato, non deve solo prendere dal territorio: deve restituire. Da qui il giardino mediterraneo a Capo Vaticano, il sostegno alla raccolta dei rifiuti marini e l’impegno a favore di Caretta Calabria Conservation.
Anche la scuola è entrata nella rotta di Mare Dentro con l’intervento di Giuseppe Sangeniti, dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo Nautico di Pizzo. “Il nostro istituto – ha spiegato – può essere anello di congiunzione tra ricerca, impresa, costruzioni, logistica, mare e sostenibilità. Le competenze dei ragazzi non servono soltanto alla navigazione, ma alla Blue Economy, alla lettura dei dati, alla tutela ambientale, alla formazione di nuovi profili professionali e alla capacità di vivere il mare come risorsa da comprendere prima ancora che da utilizzare” .
A rafforzare il messaggio dei campi boa è stato anche Nico Barbuto, presidente di Scuba World ADS. “Quando si vede una boa – ha ricordato – sotto quella boa può esserci un essere umano. Rispettare distanze e regole significa proteggere i subacquei, i fondali e le attività in mare. Barbuto ha richiamato inoltre il ruolo dei diving come sentinelle ambientali, capaci di segnalare criticità, raccogliere dati, intervenire sui rifiuti e trasformare le immersioni in citizen science”.
Dopo Tropea, Mare Dentro proseguirà verso Cetraro, martedì 25 agosto, per la sesta tappa del viaggio di MAVISU. La Costa degli Dei ha dimostrato che il mare si governa dal vivo: con boe che orientano, porti che rispettano le regole, scuole che formano competenze, imprese che restituiscono, costruttori che innovano e subacquei che diventano sentinelle. È questa la rotta che trasforma le aree protette in luoghi abitati dalla responsabilità.


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