Modica, con il suo straordinario patrimonio religioso, il Barocco e le spettacolari scalinate che attraversano la città collegando chiese, palazzi storici e antichi quartieri, potrebbe in futuro entrare nella World Religious Tourism Network (WRTN), la Rete Mondiale del Turismo Religioso presente in 18 Paesi. A formulare l’auspicio è Biagio Maimone, giornalista e Coordinatore per l’Italia della WRTN, rimasto profondamente colpito dalla dimensione spirituale, artistica e architettonica della città siciliana.
Maimone è ospite a Modica del musicista modicano Joseph Lu, “il pianista dei sogni”, e proprio nel corso di questa visita ha avuto modo di conoscere da vicino la ricchezza del patrimonio cittadino e dell’intero territorio ibleo. La visita nasce dunque da un incontro personale e dall’ospitalità di Joseph Lu, ma si è trasformata per il Coordinatore italiano della WRTN in un’occasione per scoprire un patrimonio che considera di grande interesse per il turismo religioso e spirituale.
Modica, la città delle cento chiese
Modica è conosciuta come la “città delle cento chiese”, una definizione legata all’altissimo numero di edifici religiosi, conventi e monasteri che nel corso dei secoli hanno caratterizzato il tessuto urbano. Una delle peculiarità più suggestive è rappresentata dalle chiese che, seguendo i declivi delle colline, si affacciano spesso su imponenti scalinate. Tra i simboli assoluti di questo patrimonio vi è il Duomo di San Giorgio, uno dei massimi capolavori del Barocco siciliano, raggiungibile attraverso una monumentale scalinata di 250 gradini.
“Sono rimasto letteralmente estasiato da Modica – afferma Biagio Maimone – perché qui si percepisce qualcosa che va oltre la semplice bellezza architettonica. È come se la città custodisse una dimensione spirituale che emerge dalle sue pietre, dalle sue chiese, dalle sue scalinate e dalla sua storia. Modica è stata per me una vera rivelazione. La città delle cento chiese possiede una forza spirituale straordinaria. Le sue scalinate sembrano condurre il visitatore non soltanto verso le chiese, ma dentro la storia e l’anima della comunità. Camminando per Modica – prosegue Maimone – ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un grande percorso dell’anima. Le scalinate non sono soltanto un elemento architettonico: sono un invito a salire, a scoprire, a fermarsi e a contemplare. Ogni salita conduce verso una chiesa, verso un luogo di fede, verso una testimonianza della storia di una comunità”.
“Qui la fede è diventata storia, arte e memoria collettiva”
È proprio il rapporto tra territorio e spiritualità a suscitare l’interesse di Maimone, che sottolinea come le chiese modicane non possano essere considerate soltanto monumenti, ma testimonianze vive della storia e dell’identità della comunità. “Qui la fede è diventata storia, arte, architettura e memoria collettiva. Le chiese non sono semplicemente monumenti da visitare: raccontano la vita di generazioni di persone. Sono luoghi nei quali una comunità ha pregato, celebrato, sofferto, sperato e costruito la propria identità”.
Il patrimonio religioso modicano, disseminato nel tessuto urbano, rappresenta infatti una testimonianza particolarmente significativa della storia della città. La successione di chiese, conventi, monasteri, vicoli e scalinate crea un vero e proprio itinerario nel quale la dimensione religiosa si intreccia continuamente con quella artistica e culturale. “La cosa che più mi ha colpito – sottolinea Maimone – è che a Modica la spiritualità non è confinata in un singolo monumento. È diffusa nella città. La si incontra camminando, salendo una scalinata, entrando in una chiesa, guardando una facciata barocca”. “È una spiritualità che appartiene al territorio e alla sua gente”.
La visita assume un significato particolare anche alla luce dell’attività svolta da Maimone come Coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, realtà internazionale presente in 18 Paesi e ora anche in Italia nell’Area Sud della Basilicata, che comprende 27 comuni, impegnata nella promozione del turismo religioso e spirituale quale strumento di dialogo interculturale, conoscenza reciproca e valorizzazione dei territori. “Sono qui semplicemente come visitatore – precisa Maimone – che si occupa di comunicazione, spiritualità e turismo religioso. Proprio per questo posso dire con grande sincerità che Modica mi ha sorpreso profondamente”.
La scoperta di Ragusa Ibla e del territorio ibleo
La visita di Maimone non si è fermata a Modica. Il giornalista ha potuto conoscere anche altre testimonianze del territorio ibleo, tra cui Ragusa Ibla, definita un luogo di eccezionale fascino per il rapporto tra arte, fede, architettura e paesaggio. “La mia meraviglia è proseguita nel territorio ibleo, e in particolare a Ragusa Ibla – racconta Maimone – dove ho incontrato un’altra straordinaria testimonianza del rapporto tra fede, arte e territorio”. Ragusa Ibla costituisce il cuore storico di Ragusa e custodisce 14 dei 18 monumenti tardo-barocchi della città riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nell’ambito del sito delle Città tardo barocche del Val di Noto, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2002.
Anche qui la dimensione religiosa è particolarmente forte. Nel cuore di Ibla si incontrano il Duomo di San Giorgio, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Maria dell’Itria, la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, San Filippo Neri e altri luoghi di culto che raccontano secoli di fede e di vita comunitaria. Il patrimonio religioso è strettamente legato alla particolare conformazione del quartiere, caratterizzato da salite, discese, vicoli, piazze e scalinate.
“Ragusa Ibla mi ha particolarmente emozionato – afferma Maimone – perché sembra essere una città costruita intorno alla spiritualità. Si cammina e continuamente si incontrano una chiesa, un campanile, una scalinata, una piazza, un luogo che racconta la fede di una comunità. Il Duomo di San Giorgio è certamente uno dei simboli di questo territorio, ma non è soltanto il singolo monumento a colpire. È l’insieme. È il rapporto tra le chiese, le scalinate, le strade e il paesaggio. A Ibla ho avuto la sensazione che ogni strada conducesse verso una storia. E spesso quella storia è una storia di fede”.
Il “Turismo dell’Anima” e la vocazione spirituale di Modica
Il cuore della riflessione di Maimone rimane però Modica e la sua particolare capacità di raccontare la spiritualità attraverso il patrimonio urbano. È in questa prospettiva che si inserisce il concetto di “Turismo dell’Anima”, espressione con la quale Maimone interpreta una nuova concezione del turismo religioso.
“Il Turismo dell’Anima significa andare oltre la semplice visita di un monumento. Significa entrare nella storia di un luogo, comprenderne la spiritualità, incontrarne la comunità e lasciarsi interrogare dalla sua identità. Modica possiede tutti questi elementi. Ha una bellezza straordinaria, ma soprattutto possiede un’identità forte. E l’identità è ciò che rende un territorio autenticamente attrattivo. Le sue cento chiese, le sue scalinate e il suo patrimonio barocco possono diventare parte di un racconto nel quale il visitatore non viene semplicemente a vedere, ma viene a conoscere, a camminare, a riflettere. E dopo aver visitato anche Ragusa Ibla, ho avuto la conferma di quanto sia straordinaria la ricchezza spirituale del territorio ibleo”.
Secondo Maimone, il turismo religioso può rappresentare una concreta opportunità di valorizzazione dei territori, a condizione che venga rispettata la sacralità dei luoghi e la loro autenticità. “Non dobbiamo trasformare i luoghi di fede in semplici attrazioni turistiche. Dobbiamo permettere a chi arriva di comprendere ciò che essi rappresentano. Il turismo spirituale può diventare un’occasione di incontro, di conoscenza e di crescita umana”.
L’auspicio: Modica nella World Religious Tourism Network
La visita a Modica è innanzitutto un incontro personale con una città che ha suscitato una forte impressione nel Coordinatore italiano della WRTN. Proprio questa esperienza porta però con sé un auspicio preciso: avviare in futuro una riflessione sull’ingresso di Modica nella Rete Mondiale del Turismo Religioso. “Come Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso – dichiara Maimone – mi piacerebbe che in futuro si potesse ragionare sull’ingresso di Modica nella WRTN. Modica ha un patrimonio religioso straordinario e possiede una caratteristica che considero fondamentale: la capacità di raccontare, attraverso i suoi luoghi, la storia spirituale di una comunità”.
“Dopo questa visita, ritengo che Modica meriti di essere conosciuta anche sotto il profilo del turismo religioso e spirituale a livello internazionale. Mi auguro che in futuro possa essere avviato un percorso di confronto con la Rete Mondiale del Turismo Religioso. E credo che anche Ragusa Ibla e il territorio ibleo possano rappresentare un valore aggiunto straordinario in questo percorso, grazie alla concentrazione di patrimonio religioso, artistico e storico che caratterizza l’area”.
Turismo religioso e sviluppo sostenibile
Per Maimone la valorizzazione della spiritualità non riguarda soltanto la dimensione religiosa, ma può contribuire anche al rilancio culturale, sociale ed economico dei territori, sostenendo le comunità locali e favorendo una fruizione turistica meno legata esclusivamente alla stagionalità. “Il turismo religioso può generare ricchezza spirituale, ma anche sviluppo sostenibile. Può sostenere le comunità locali, favorire la conoscenza dei territori, destagionalizzare i flussi turistici e creare nuove opportunità per l’accoglienza e per le attività culturali”.
“Modica ha una posizione privilegiata perché riesce a unire la spiritualità alla straordinaria forza del patrimonio barocco, alla storia, al paesaggio e alle tradizioni. E il territorio ibleo amplia ulteriormente questa possibilità: Modica e Ragusa Ibla rappresentano due realtà diverse ma complementari, unite dalla forza del Barocco, dalla presenza delle chiese e da una storia religiosa profondamente radicata. È una combinazione di enorme valore”.
“Qui si può incontrare l’anima della Sicilia”
La visita si conclude con una riflessione più ampia sul valore di Modica, Ragusa Ibla e dell’intero territorio ibleo, letti non soltanto attraverso il patrimonio materiale ma anche attraverso ciò che questi luoghi custodiscono sul piano spirituale, storico e comunitario. “Modica mi ha fatto comprendere ancora una volta quanto sia importante raccontare i territori non soltanto per ciò che mostrano, ma per ciò che custodiscono”.
“Qui si può incontrare l’anima della Sicilia: nelle chiese, nelle scalinate, nelle pietre del Barocco, nelle tradizioni e nella fede della sua gente. Ragusa Ibla mi ha particolarmente colpito per la sua capacità di racchiudere in uno spazio straordinariamente suggestivo una quantità impressionante di storia, arte e spiritualità. Il fatto che 14 dei 18 monumenti tardo-barocchi UNESCO di Ragusa siano concentrati a Ibla testimonia la straordinaria rilevanza di questo patrimonio. Ma ciò che più mi ha emozionato non è soltanto il riconoscimento UNESCO: è la vita che ancora oggi si percepisce dentro questi luoghi”.
“Camminare tra le chiese di Ibla, percorrere le sue scalinate e osservare il rapporto tra gli edifici sacri e il paesaggio significa attraversare una parte importante della storia della Sicilia. E auspico che anche il territorio ibleo possa essere considerato in una prospettiva più ampia, come un’area nella quale costruire percorsi capaci di unire Modica, Ragusa Ibla e gli altri luoghi della fede e della cultura. Il Turismo dell’Anima – conclude Maimone – nasce proprio da questa consapevolezza: un territorio non è soltanto un luogo da visitare. È una storia da conoscere, una cultura da rispettare, una spiritualità da comprendere e, soprattutto, un’anima da incontrare”.


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