Nella nottata di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno arrestato in flagranza un 24enne, catanese, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di “furto aggravato di autovettura”. L’intervento è scattato grazie alla segnalazione al numero di emergenza “112 NUE” da parte di un cittadino, il quale aveva notato – lungo una pubblica via della zona sud di Messina – tre soggetti che stavano armeggiando attorno a una Jeep “Renegade”, per poi mettere in moto il veicolo e darsi alla fuga in direzione dell’autostrada.
Sulla base di tale segnalazione, la Centrale Operativa del Comando Provinciale ha immediatamente attivato un piano di ricerca, nell’ambito del quale i Carabinieri della Stazione di Santo Stefano Medio sono riusciti a intercettare il veicolo lungo la rampa di accesso dello svincolo di “Tremestieri” dell’autostrada A/18, proprio mentre il 24enne – che era alla guida – tentava di imboccarla verso Catania.
Inoltre, la successiva ispezione del mezzo ha consentito ai Carabinieri non solo di rilevare i danni arrecati alla serratura della portiera per aprire il veicolo, ma anche di rinvenire – al di sotto del volante – un dispositivo elettronico verosimilmente utilizzato dall’uomo e dai suoi complici per avviare il motore dell’autovettura.
Alla luce di quanto accertato, l’uomo è stato quindi arrestato e trasferito presso il proprio domicilio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, mentre proseguono le ricerche finalizzate a identificare e rintracciare altri due presunti complici del furto.
“Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato, che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità. Si precisa che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio tra le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo al medesimo indagato”


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