Messina, Gioveni sbotta: “che fine ha fatto il piano città? Se ne discuta in Aula”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia sollecita chiarimenti sui rapporti tra l’Amministrazione Basile e l’Agenzia del Demanio, sui progetti di recupero e sulle destinazioni di caserme, forti e aree strategiche

Una seduta straordinaria e aperta del Consiglio comunale di Messina per fare il punto sul Piano città, sui rapporti con l’Agenzia nazionale del Demanio e sul futuro dei numerosi immobili pubblici inseriti nel programma di recupero e valorizzazione. A chiederla è il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, che solleva una serie di interrogativi sullo stato di avanzamento delle progettualità avviate dopo il protocollo d’intesa sottoscritto nel gennaio 2025. “Come sta interagendo l’Amministrazione Basile con l’Agenzia nazionale del Demanio dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa del gennaio 2025? Qual è lo stato dell’arte delle grandi progettualità di recupero e valorizzazione dei tanti immobili pubblici messe nero su bianco all’interno del Piano?”.

Sono queste le principali domande poste da Gioveni a un anno e mezzo dall’avvio di quella che il consigliere definisce un’interlocuzione sinergica fra istituzioni, promossa dal presidente della Regione, dal sindaco e dall’Agenzia nazionale del Demanio. Secondo il capogruppo di FdI, dopo una prima seduta consiliare svoltasi lo scorso anno subito dopo la firma del protocollo, sarebbe necessario tornare ad affrontare il tema in Aula coinvolgendo tutte le forze politiche e i soggetti interessati. “Sono talmente tanti gli aspetti e i temi da approfondire, ma anche i dubbi legati sia ai progetti che alle destinazioni future degli immobili legate alle esigenze del territorio che non si può non dedicare, dopo una prima seduta svoltasi in Aula lo scorso anno subito dopo la firma del protocollo, un nuovo importante momento istituzionale in Consiglio Comunale con tutte le forze politiche e gli attori di queste imponenti progettualità, soprattutto perché sembra essere calato improvvisamente il silenzio su questa rivoluzione urbanistica della città”.

Tra i nodi indicati da Gioveni c’è anche il progetto “Ca-Bis” e la possibilità che possa comprendere non soltanto la baraccopoli di Bisconte, ma anche quella di Camaro San Luigi. Il consigliere evidenzia come le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie delle abitazioni nelle due aree siano in parte differenti e come possano essere diverse anche le sensibilità delle famiglie residenti. “Sarà necessario capire se per esempio il progetto “Ca-Bis” possa davvero riguardare anche la baraccopoli di Camaro San Luigi insieme a quella di Bisconte, atteso che le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie delle casette nelle due zone sono in buona parte differenti e, soprattutto, legate forse a due sensibilità diverse fra le famiglie residenti”.

Un altro tema riguarda le future destinazioni degli immobili pubblici, a partire dalle caserme. Gioveni ritiene necessario tenere conto anche delle valutazioni della Prefettura, ricordando che la vicina caserma Gasparro di Bisconte viene normalmente utilizzata per la gestione dei servizi di accoglienza dei migranti. Il consigliere chiede inoltre chiarimenti sul futuro dei forti inseriti nel Piano e di numerose altre aree strategiche della città. “Così come per le destinazioni degli immobili (penso per esempio alle caserme) bisognerà tenere conto anche delle intenzioni della Prefettura visto che la vicina caserma Gasparro di Bisconte è normalmente destinata alla gestione dei servizi di accoglienza dei migranti; così come occorrerà capire il futuro dei forti (Spuria, Castellaccio, Petrazza, Ogliastri, Jachiddu, Cavalli ecc.) inseriti nel piano insieme anche a tanti altri immobili o realtà territoriali importanti (ex Sanderson, Real Cittadella, batteria Masotto, ex deposito munizioni di Campo Italia, ex Polveriera di Bisconte ecc.”.

Per queste ragioni Gioveni annuncia la richiesta formale di una seduta straordinaria e aperta del Consiglio comunale, con la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. L’obiettivo dichiarato è trasformare in interventi concreti quanto finora previsto sulla carta, tenendo conto anche dell’indirizzo politico espresso dal nuovo Civico Consesso. “Ecco perché con l’obiettivo di coinvolgere direttamente sul tema anche questo nuovo Civico Consesso, chiederò la convocazione di una seduta straordinaria e aperta del Consiglio Comunale sul Piano città alla presenza di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, perché ciò che è stato messo solo su carta inizi in buona parte a prendere forma nel rispetto anche della visione politica di chi oggi rappresenta la città”.