Ieri pomeriggio, a Brolo, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Patti hanno arrestato in flagranza di reato un 60enne, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata quando i militari dell’Arma, durante un servizio di pattugliamento, hanno notato una presunta cessione di droga su strada. Il tempestivo intervento ha consentito di fermare e perquisire l’auto dell’acquirente, all’interno della quale sono stati rinvenuti 2 grammi di cocaina che gli erano stati appena ceduti. Per quest’ultimo è scattata la segnalazione alla Prefettura di Messina per le sanzioni amministrative previste dall’art. 75 del D.P.R. 309/90 – uso personale di stupefacenti.
La perquisizione personale condotta a carico del presunto spacciatore ha permesso di rinvenire la somma contante di oltre 1.100 euro
La successiva perquisizione personale condotta a carico del presunto spacciatore ha permesso di rinvenire la somma contante di oltre 1.100 euro, ritenuta probabile provento di precedenti cessioni di sostanza stupefacente. Considerati i presupposti, i militari operanti – con il supporto specializzato del personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” – hanno esteso la perquisizione presso il domicilio dell’uomo. L’atto di polizia giudiziaria ha confermato le ipotesi investigative, consentendo di rivenire all’interno dell’abitazione e nei pressi della stessa 45 grammi di cocaina, 700 grammi di marijuana, oltre 20.000,00 euro in contanti, ritenuti presunto provento dell’attività illecita di spaccio, materiale vario per confezionamento delle dosi, 1 cartuccia per fucile cal. 16 e 7 proiettili per pistola calibro 6,35. Nel medesimo contesto operativo, la convivente dell’arrestato è stata trovata in possesso di 1 grammo di cocaina ed è stata a sua volta segnalata all’Autorità Prefettizia ai sensi dell’art. 75 D.P.R. 309/90. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
“Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato, che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo al medesimo indagato”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?